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Addio floppy: è giunta l'ora della pensione

L’inventore del "dischetto" è David Noble della IBM che inizia a sviluppare la prima memoria su disco flessibile (floppy) per registrarvi il programma iniziale di controllo dei computer. Oggi è molto più comodo avere con sé una cosiddetta "chiavetta USB".
di Alessandro Sigismondi
E’ finito il tempo dell’utilizzo del floppy disk o come siamo abituati a chiamarlo “dischetto”. Fino a qualche anno fa essi erano ancora i supporti più usati per la distribuzione di applicazioni e per il trasferimento dei dati: per un programma spesso bastava un semplice floppy, magari da 720 Kb.

L’inventore del “dischetto” è David Noble della IBM che inizia a sviluppare la prima memoria su disco flessibile (floppy) per registrarvi il programma iniziale di controllo dei computer. L'unità di misura dei dischetti è il pollice, espressa mediante le virgolette ( " ).

I primi floppy disk misuravano 8" con una capacità di 80 Kb, poi arrivarono quelli da 5,25" e avevano una capacità di 360/720 Kb, in seguito la dimensione fu ridotta a 3,5" e avevano una capacità pari a 1,44 Mb.
In generale il disco Floppy è formato essenzialmente da un insieme di tracce magnetiche concentriche. Quando su un Floppy viene memorizzato un file, esso viene messo in un pezzettino della traccia magnetica detto (che sarebbe un insieme di DATI) cluster.

Ogni cluster ha una dimensione fissa; se un file non entra tutto in un Cluster, la parte in eccesso occuperà un altro Cluster libero. Un file di 1 Byte occupa un Cluster come un File di 215 Byte, se un file supera di poco le dimensioni del Cluster la parte in eccesso verrà messa in un altro Cluster che rimarrà quasi vuoto, questo procedimento si chiama Shack (che vuol dire spreco) perché la parte, del Cluster, che è vuota non sarà più utilizzabile da un altro.

L’utilizzo era legato all’installazione dei software - ricordo che per installare windows 3.1 ci volevano 25 floppy da inserire secondo un ordine ben definito - oppure all'archiviazione dei dati; per molti anni fu l’unico sistema sicuro per trasportare i propri dati.

Da pochi anni tutto questo ci sembra appartenere ad un passato molto lontano. Oggi è molto comodo avere con sé una cosiddetta "chiavetta USB" (detta anche "pen drive"), in pratica una sorta di unità disco a stato solido, utilissima per portare con se dati. Una chiave USB, o penna USB, o pendrive, è una memoria di massa portatile di dimensioni molto contenute (qualche centimetro in lunghezza e intorno al centimetro in larghezza) che si collega al computer mediante la comune porta USB.

Dall’altro lato troviamo un cappuccio estraibile, al suo interno si trova una piccola presa di natura non specificata. Questa presa accetta adattatori per svariati tipi di interfaccie: RJ45s, USB, UART. Nella chiave USB i dati sono memorizzati in una memoria flash, tipicamente di tipo NAND, contenuta al suo interno.

Attualmente la capacità di memoria delle chiavi USB va da 512 megabyte in su, fino ad arrivare a 8 Gb (anche se ultimamente la capacità si sta ampliando). La capacità è limitata unicamente dalla densità delle memorie flash impiegate, il protocollo per il trasferimento dei dati dal computer alla chiavetta, e viceversa, è un protocollo standard denominato USB Mass Storage protocol. Tale standardizzazione ha incoraggiato l'inclusione dei driver di supporto e di inclusione nel file system locale da parte dei produttori di sistemi operativi quali Windows, Mac OS X e Linux.

Inizialmente la velocità di lettura/scrittura della memoria flash contenuta nella chiavette era molto bassa, "frenata" proprio dalla ridotta banda passante dell'interfaccia USB, che nella sua versione originale, la 1.1, è di 12 Mbit/s. Recentemente invece quasi tutte le chiavette di nuova costruzione utilizzano la più veloce versione 2.0, perfettamente retrocompatibile con la versione 1.1, e dotata di una banda passante di 480 Mbit/s.

È da precisare però che la velocità di scrittura non dipende solo dall'interfaccia utilizzata, ma anche dal tipo di memoria flash utilizzata, e dalla eventuale presenza di microchip dedicati all'interno della chiavetta stessa. Esistono a questo proposito in commercio alcune chiavette che contengono un piccolo microprocessore dedicato ad ottimizzare il processo di lettura/scrittura sulla memoria flash. Ovviamente la maggiore complessità di queste soluzioni relegano per il momento questi "bolidi" ad un mercato professionale di fascia alta con esigenze specifiche.

Altro vantaggio è la sua versatilità, tutti i sistemi operativi moderni infatti non richiedono l'installazione di driver per riconoscere le chiavi USB.

Un aspetto negativo è il fatto che dopo un lungo periodo di utilizzo, la memoria presente nella chiavetta si riduce gradualmente. In questo caso basta formattare la chiavetta per riavere a disposizione lo spazio originario. Quando disponi di più di un computer e passi buona parte della tua giornata rimbalzato da un ufficio all'altro non è per nulla scomodo disporre di una penna USB da utilizzare come archivio di risorse.

Inutile descrivere quanto siano comodi 2 Gb tascabili! Ricordo che qualche tempo fa capitai per caso su un sito eccezionale, una vera fonte di risorse! Il sito si chiama PortableApps ed è un archivio di programmi portatili configurati ed ottimizzati per essere installati, su una memoria flash!
Rinvigorito da questi nuovi 2Gb qualche giorno fa ho approfittato per navigare nuovamente questo sito e trasformare la mia penna USB in un vero e proprio desktop portatile. Firefox, Thunderbird, addirittura il client FTP Filezilla, c'è tutto... o quasi!

Per i più è disponibile la Portable Apps Suite, tutto quanto serve per avere sempre sotto mano i vostri file preferiti ed i programmi per poterli aprire ovunque, ad esempio in un internet point o a casa del vostro amico. Bastano 206 Mb di spazio!

Pronti a trasformare la vostra penna USB in un (mini) computer portatile?
Le chiavette USB ,pen drive, penne usb personalizzate, vi permettono di leggere, scrivere e trasferire tutti i tipi di dati come: musica, immagini , video digitali, file informatici (testi, pdf ...), tramite un PC o un Portatile.

L'hard disk che sfida le penne USB! La Western Digital è tra i primi produttori a lanciare sul mercato “mainstream” un'unità di memoria esterna basata su di un disco da 1 pollice. Il drive, dotato di porta USB, può contenere fino a 6 GB di dati.

Sufficientemente piccolo e leggero da stare comodamente nel taschino di una camicia, il pocket drive di WD si rivolge a chi ha frequente bisogno di portarsi discrete quantità di dati, come documenti, foto, video e musica, e di trasferirli da un computer ad un altro.

Per "Software portatile" si intendono programmi di utilizzo immediato che non necessitano di installazione, e "sporcano" il meno possibile il sistema ospite (non scrivono le impostazioni nel registro di windows nè nelle cartelle utente) e sopratutto possono essere trasportati da un computer all'altro tramite un qualsiasi dispositivo di memoria portatile, come le penne usb.

Queste suite contengono tutti programmi free, ma la cosa importante da considerare è che tutte le operazioni che si fanno con i programmi della chiave usb rimangono sulla chiave. E’ importante per la nostra privacy, praticamente se con le “suite” scriviamo una lettera e poi con il programma di cifratura (presente sulla penna) immettiamo una password sul nostro file, nulla rimane di traccia sul pc che ci ha ospitato.

Interessante sono anche le applicazione per il blocco del computer: installando un software scaricabile dal sito http://www.speedapps.com/usbpclock.htm,quando si estrae la chiavetta, blocca il computer che sarà riabilitato inserendo nuovamente la chiave USB.

Ultimamente è possibile anche inserire il sistema operativo linux o windows (xp o vista) ,e far avviare il pc dalla chiave usb.

La comodità: non abbiamo più bisogno di hard disk, per usare un pc bastano 2 chiavi usb, una per il sistema operativo ed una per i software.


Riporto di seguito alcuni siti dove è possibile scaricare questi pacchetti gratuiti e installarli direttamente sulla penna usb.


Alessandro Sigismondi

Alessandro Sigismondi, è informatico, esperto e consulente in Computer Forensics e Network Forensics, docente in Sistemi Informatici e Sicurezza di Rete e consulente legale presso Tribunali e Procure italiane in materia di crimini informatici. Collabora come consulente presso Maxima Srl operando come Perito presso Tribunali e Procure italiane in qualità di esperto in Crimini Informatici partecipando ad indagini sia italiane che a livello europeo, analizzando i reati informatici in ogni loro aspetto sia come tecnico che approfondendo la materia del penale informatico. Collabora inoltre con l'Osservatorio internazionale Cards, iniziativa senza scopo di lucro che opera per accrescere e diffondere informazioni, formazione, comprensione e adozione dell’utilizzo della Smart Card e dei nuovi sistemi di pagamento.
Per contattare l'autore potete scrivere a  alsigismo|chiocciola|gmail.com


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