Il Moige lancia una campagna per la sensibilizzazione dei minori all'utilizzo responsabile dei videogiochi, con il contributo di Xbox e il patrocinio del Ministro per le politiche per i giovani, dell'Istituto Italiano di Ortofonologia, di SIPs- Società Italiana di Psicologia - e di PSIConline.
Redazione PMI-dome |
19 giugno 2008
Videogiochi:
in Italia aumentano le
bambine-giocatrici (sono il
30%), un bambino su 4 comincia a giocarci a
tre anni, ed
il timore più diffuso tra i genitori (89%)
è la lunga
permanenza davanti ai videogames.
Sono
alcuni dei dati che emergono dall’
indagine condotta da SWG per il Moigein occasione del lancio del
progetto “Mony e Joy”- campagna per la
sensibilizzazione dei minori ad un utilizzo responsabile dei
videogiochi, realizzato con il
contributo di Xbox ed il patrocinio del Ministro per le politiche per i
giovani, dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, di SIPs- Società
Italiana di Psicologia - e di PSIConline.
Interessanti anche i dati
relativi al
tempo dedicato ai videogames: il
46% dei ragazzi italiani
gioca infatti ai videogames almeno una volta al giorno, una sessione di
gioco dura mediamente
quasi un’ora, ma oltre il 20% dedica ai
videogiochi anche fino a due ore al giorno.
Si registra inoltre una
tendenza sempre più marcata da parte delle femmine - soprattutto quelle
cresciute al nord - ad abbandonare i giochi classicamente a loro
dedicati: la quota di ragazze che ama i videogiochi costituisce infatti
appena il
24% dei giocatori nella fascia 13-17 anni, mentre
sfiora il
30% tra i più piccoli (7-12 anni).
Inoltre basti pensare che
più di 1
su 4 inizia a giocare già a partire dai 3 anni e che oltre il 30% dei
ragazzi tra i 7 e i 12 anni ha imparato in età pre-scolare, contro
appena il 10% di quanti hanno oggi dai 13 ai 17 anni.
Su base
regionale, i dati mettono invece in evidenza una
spiccata passione per
il videogioco al sud e nelle isole: si gioca quasi 7 ore a settimana
contro le 5 della media nazionale.
Tra i
genitori con
figli piccoli,
meno di uno su tre controlla il sistema di
classificazione PEGI e solo il 14% dei genitori inoltre utilizza i
sistemi di parental control e family timer. Quasi tutti i genitori però
(89%) condividono il timore di un eccessivo uso dei videogiochi, ed il
74% vorrebbe avere disposizione uno strumento che permetta di stabilire
un limite di tempo all’utilizzo dei videogiochi.
Partirà
a Novembre la campagna di sensibilizzazione sull’importanza di
un uso responsabile e sicuro dei videogiochi da parte dei minori e
sulla necessità di un coinvolgimento dei genitori sul tema. Per i bambini verranno realizzati degli
spettacoli di burattini
all’interno delle scuole selezionate, al termine dello spettacolo verrà
distribuito un
fumetto appositamente ideato da esperti del Moige, ed un
depliant con la finalità di sensibilizzare genitori, docenti e minori
sull’importanza di un utilizzo sicuro e responsabile dei videogiochi.
"
Oggi i videogiochi fanno parte della vita dei nostri figli, e
bisogna imparare ad utilizzarli in maniera consapevole e responsabile",
ha affermato
Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del
Moige-Movimento Italiano Genitori. "
Bisogna conoscere quali giochi sono
adatti all’età dei nostri figli, e comunque controllarli sempre. Per
questo c’è bisogno di una attenzione continua, anche sul tempo che i
nostri figli trascorrono davanti alla console, che non deve
‘cannibalizzare’ il resto delle loro attività, dallo studio alle altre
tipologie di giochi, soprattutto quelli che permettono loro di fare
attività fisica e di socializzare con i loro coetanei".
"
Il tema dei videogiochi", ha affermato
Federico Bianchi di
Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, "
presenta diversi
aspetti problematici, sia per i bambini che per noi adulti: se è giusto
che i genitori debbano avere la responsabilità e l’opportunità di
intervenire negli aspetti educativi che riguardano i loro figli, è però
vero che non devono in alcun modo svolgere attività in stile ‘Sherlock
Holmes’per indagare quali siano i videogiochi idonei per i loro figli.
Il fatto che i produttori di videogiochi riescano a vendere di più
puntando sulla comprensibile curiosità e sulla volontà di trasgredire
dei più piccoli non può esimerli da informare correttamente il genitore
che compra il gioco. E’ pertanto opportuno che vengano indicati sulle
scatole, e in maniera realistica, sia il limite d’età, sia la tipologia
del contenuto del videogioco".
"
Come responsabile della divisione Entertainment, ma anche come padre
di due bimbe, ritengo fondamentale che i genitori abbiano a
disposizione tutte le informazioni relative al supporto che la nostra
tecnologia offre affinché i propri figli si divertano in modo protetto
e controllato", ha affermato
Maurizio Zazzaro, Country Manager
Entertainment & Devices Division di Microsoft Italia. "
Microsoft
supporta lo standard PEGI e recentemente Xbox 360 ha lanciato il Timer
Familiare, una tecnologia disponibile sia per console sia per Windows
Vista, che si aggiunge ad una serie di altre funzionalità già
disponibili per il parental control, che offre ai genitori la
possibilità di decidere per quanto tempo i propri bambini possono
giocare con i videogiochi".