L’anagrafe
e lo Stato Civile grazie all’e-Government diventano più digitali e transnazionali,
con l’obiettivo di semplificare drasticamente i rapporti con i cittadini
trasferitisi da un Paese all’altro nell’ambito della Comunità Europa. Il CNIPA - Centro Nazionale per
l’Informatica nella Pubblica Amministrazione ha sottoscritto l’adesione al Consortium
Agreement del “Progetto ECRN”-European
Civil Registry Network che, con investimenti per circa 3,5 milioni di euro e
l’aggiudicazione di un finanziamento dell’UE, realizzerà in 30 mesi sia la piattaforma
dedicata che i siti pilota per l’integrazione degli uffici di stato civile dei
Paesi comunitari e per lo scambio sicuro e certificato degli atti prodotti.
Aderiscono al “Progetto ECRN” undici organismi tra enti pubblici, comuni e istituzioni di sei Paesi: l’Italia, Belgio, Germania, Olanda e, tra i nuovi paesi UE, Slovenia e Romania
«L’avvio di questo progetto sovrannazionale conferma l’esigenza di
porre in modo deciso il cittadino al centro del
processo di eGoverment e, contestualmente, che ciò avvenga secondo una
strategia che deve essere di respiro europeo», ha
detto il prof. Pistella, il quale ha
poi spiegato che, «grazie alle nuove tecnologie ICT, non soltanto si passerà da un
tempo medio di 3 mesi a pochi giorni per il completamento dei procedimenti
burocratici transnazionali relativi ai fatti salienti della vita dei cittadini,
come la nascita di un figlio, il matrimonio, il divorzio, il cambio di nazionalità
in uno Stato dell’UE, che così verranno registrati in modo telematico negli
uffici comunali dello Stato di appartenenza, ma si getteranno pure le basi per
la realizzazione di una vera e propria ‘anagrafe europea’».
Secondo Gullini, «con questo progetto, il cittadino residente all’estero potrà ottenere
dal Comune dello Stato ospitante il disbrigo di molte pratiche con il Comune
dello Stato di provenienza, che solitamente richiedono diversi mesi per essere
espletate. Attualmente queste sono procedure che comportano la produzione di
numerosi documenti, ovviamente cartacei, da parte di diverse amministrazioni
pubbliche. Con il progetto ECRN, invece, si avrà l’immediata conoscenza del
realizzarsi degli eventi della vita, ma anche, l’ottimizzazione delle
procedure, la rapidità nel soddisfare le domande dei cittadini».
Conseguentemente,
ha esemplificato il presidente dell’ANUSCA, «se un cittadino italiano nasce in Germania, l’ufficiale di Stato
civile procede immediatamente alla trasmissione telematica dell’atto
all’ufficiale di stato civile del Comune di residenza in Italia o del Comune
di nascita, utilizzando l’apposito modello. In futuro sarà prevista
l’estrapolazione dei dati e la loro trasmissione automatica, riducendo al
minimo gli interventi dell’operatore. Ricevuto l’atto di nascita, l’ufficiale
dello stato civile procede alla trascrizione nei registri di stato civile;
anche in questo caso, si possono prevedere modalità di registrazione
automatiche anche per gli aggiornamenti anagrafici e per le comunicazioni agli
altri uffici ed enti interessati».
Il bacino continentale di utenti interessato a questa velocizzazione telematica delle procedure anagrafiche é notevole. La popolazione residente proveniente da uno Stato diverso da quello ospitante è mediamente del 5% a livello europeo, ma supera il 6% nei sei Paesi che partecipano al “Progetto ECRN”. Nel solo Comune di Bologna (300 mila abitanti e il 7% dei cittadini non italiani appartiene ad uno dei Paesi UE) sono stati rilasciati 1.146 certificati multilingue nel 2006 e 1.348 nel 2007. Il “Progetto ECRN” coinvolgerà nella fase sperimentalequattro siti pilota: Bologna, Brema/Bremerhaven (Germania), Ghent (Belgio) e Rotterdam (Olanda).





