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Pill-o-stat - IL MERCATO ICT


Rapporto Assinform. L'Italia arretra sull'innovazione (2)


lug 1, 2008

Il Rapporto Assinform presentato ieri parla di investimeti IT troppo bassi, di ritardi nei pagamenti ai fornitori che salgono a 8 mesi. L'Italia è arretrata di 3 punti percentuali sugli investimenti It rispetto alla media europea e si ritrova agli ultimi posti per crescita della produttività.

di Redazione PMI-dome

 




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 Mercato italiano dell'Ict nel 2007: +0,9%
Nel 2007 il mercato aggregato dell'ICT (informatica + telecomunicazioni) ha raggiunto i 64.390 milioni di Euro (+0,9%). Il minor dinamismo rispetto al 2006, quando era cresciuto del 2%, è spiegabile con il ristagno del comparto delle telecomunicazioni, tant'è che per il secondo anno consecutivo le dinamiche appaiono rovesciate rispetto al passato, con l'informatica a trainare e le telecomunicazioni ad arrancare.

Mercato italiano dell'informatica nel 2007: +2%
Nel 2007 il mercato italiano dell'informatica ha raggiunto i 20.190 milioni di euro in crescita del 2% sull'anno prima, consolidando il recupero del 2006 (+1,6%) sull'onda del mercato consumer e di una ripresa moderata, ma generalizzata degli investimenti IT da parte delle imprese.

La domanda consumer, e cioè delle famiglie, è cresciuta del 10,5%, raggiungendo una quota di mercato complessiva del 5,2% sulla spinta della domanda di personal computer.

Quanto alle imprese, cui è ascrivibile quasi il 95% del mercato IT, è da rilevare che le dinamiche d'investimento, per quanto contenute, sono state positive in tutte le classi dimensionali.

La ripartizione della domanda per classi dimensionali vede ancora largamente al primo posto le grandi, con oltre 250 addetti (con una quota di mercato del 56,8%), seguite dalle medie, con 20-249 addetti (24,9%) e dalle piccole sino a 49 addetti (18,3%), con una domanda ancora proporzionalmente molto inferiore al loro peso, sia in chiave di contributo al PIL che di occupazione.

Quest'ultimo dato lascia intravedere quale impulso potrebbe avere il mercato IT e la stessa efficienza delle PMI qualora esse fossero indirizzate ad investire di più in sistemi e applicazioni commisurate alle loro esigenze.

Dal punto di vista della qualità della domanda, trainante continua a essere la crescita l'hardware, +4,8%, cui ha molto contribuito la persistenza della domanda di personal computer (+13,1% in unità e +5,5% in valore).

Lo spaccato della domanda per settori d'utenza conferma il ruolo trainante delle banche (4.578milioni, +1,7%) dell'industria ( 4.157milioni, + 2,0%) e delle aziende della distribuzione (2.293milioni, +3,2%) e dei servizi (2.218milioni, +2,2%) e del comparto assicurativo e finanziario (997Milioni, +2,9%) per l'effetto combinato di dinamiche e peso. Nel settore pubblico la PAL ha fatto registrare progressi apprezzabili (+2,4%), mentre l'Amministrazione Centrale ha fatto registrare addirittura un calo della spesa del 3.2%.

Mercato italiano delle Tlc nel 2007: +0,4%
Nel 2007, il mercato italiano delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato un business di 44.200 milioni di euro, con aumento di un magro 0,4% sul 2006. Hanno pesato la contrazione degli investimenti in apparati e infrastrutture (9.620 milioni, -0,7%) e il continuo calo dei servizi su rete fissa, che hanno cancellato gli effetti della continua, anche se oramai attenuata, progressione dei servizi su rete mobile, e della crescita dei servizi a valore aggiunto su entrambe le reti, fissa e mobile.

Le mobili hanno generato una domanda complessiva (infrastrutture, apparati, terminali e servizi) di 24.070 milioni di euro, in crescita dell'1,8% (contro +4,5% del 2006), mentre le fisse sono scese a 20.130 milioni (-1,3%, dopo il -0,4% del 2006). Nel 2007 le linee mobili sono ancora cresciute, risultando ben 90,7 milioni (+10,8%) e con un incremento di poco inferiore a quello del 2006 (+13,4%), e risulta in aumento (2,2%) anche il numero degli utenti attivi: 45,9 milioni. Quest'ultimo dato è quello che spiega la crescita del business complessivo del mobile, visto che gli investimenti in infrastrutture non progrediscono e che la spesa per utente attivo è cresciuta di poco.

Le fisse hanno visto contrarsi anche la componente di servizio (16.070 milioni, -1,5%). Il dato evidenzia, come già negli ultimi anni, il calo nelle componenti più mature - voce e trasmissione dati - solo parzialmente compensato dalle componenti legate ai servizi a valore aggiunto e alle connessioni Internet (2780 milioni, +8,2%). Quanto a queste ultime, è positivo l'incremento del numero di accessi ad alta velocità, risultati a fine 2007 pari a 10,1 milioni (18,7%), 9,8 dei quali in modalità xDSL (+19,2%) e di circa 340mila su fibra ottica (+5,6%).

Nel complesso e al netto della componente infrastrutturale,il peso della domanda consumer è cresciuto ancora, risultando pari a poco meno del 64% (contro il 62,7 del 2006 e il 62,1% del 2005). Questo per effetto di una domanda espressa dalle famiglie, che nel 2007 è cresciuta del 2,9% attestandosi 25.415 milioni, mentre quella dell'utenza business è scesa del 2,3%, a quota 14.385 milioni, confermando una tendenza di lungo periodo legata in parte all'adozione di soluzioni di fonia su IP in parte alla rivisitazione al ribasso delle tariffe per servizi fissi e mobili. 


Il ritardo dell'Italia verso gli altri paesi
In Italia la dinamica dell'ICT è risultata ancora una voltaal di sotto di quella rilevata alla scala mondiale (+5,5%), nonostante l'interesse diffuso all'Information Technology. Dal 2005 al 2007, la penetrazione del cellulare nelle famiglie italiane è infatti passata dall'80,8 all' 85,5%, quella del PC dal 43,9% al 47,8% e quella di Internet dal 34,5% al 38,8%, lasciando intendere che la cosa che manca è un quadro di riferimento che favorisca l'uso dell'ICT nel sistema produttivo.

Dinamiche di mercato
Più in particolare, sulla base dei dati 2007:

Il mercato italiano complessivo dell'ICT(64,4milioni) si colloca in Europa solo al quarto posto per dimensioni - Germania (149,4 milioni, -1,7%), Regno Unito (128, 5milioni, +2%)), Francia (107,4milioni, +2,2%) - e, anche per dinamismo, visto che a questo riguardo supera la Germania, ma si fa precedere dalla Spagna ( 48,3milioni, +4,5%). Ma più significativo ancora è il fatto che l'incidenza della spesa ICT sul PIL non superi nel caso dell'Italia il 4,8%, contro 5,6% medio dei paesi europei;

Il mercato italiano IT, fa sì rilevare una crescita apprezzabile (+2%), ma che non regge il confronto con quella media dei paesi europei (+4,7%), anche alla luce del maggior divario fra tassi di crescita (per l'Italia 2,7 punti percentuali in meno nel 2007, contro 2,1 nel 2006). Deludente è anche il confronto con i stessi paesi europei con cui si confrontiamo: il nostro +2%, va confrontato infatti con il +4,6% Francia, il +4,7% Germania, il +5,1% Regno Unito e il +6,7% della Spagna;

Il mercato delle telecomunicazioni, oltre a mostrare un ristagno, vede un disallineamento in negativo della crescita rispetto allo scenario internazionale per la componente infrastrutturale, che è poi quella che condiziona l'evoluzione del sistema. Dopo il quasi allineamento (attorno al + 3%) con le dinamiche mondiali nel 2005, si è passati ad una frenata del -3,1% nel 2006 e del -4,7% nel 2007, contro rispettivamente il + 6,3% il +4,1% registrati a livello mondiale.


Fruizione dei servizi in rete
Anche per Internet, il progresso registrato in Italia si ridimensiona di molto se confrontato con quello degli altri paesi avanzati.

Più un particolare, l'Italia:

è ancora lontana dal top della classifica dei paesi per percentuale d'accesso della popolazione alle connessioni in banda larga. Il suo 17,1% va infatti confrontato con 20% medio dell"Europa, e con il 31% della Svezia, il 25,8% del Regno Unito, il 23,8% della Germania, il 23,3% della Francia e il 18,3% della Spagna.

risulta sì ben piazzata sul fronte dell'offerta di servizi di e-government ai cittadini (58% di enti attivi, contro il 51% medio in Europa) e alle imprese (88% di enti attivi, contro il 75% medio in Europa), ma non per la sua capacità di farli utilizzare dal grosso della cittadinanza. E infatti mentre nel caso delle imprese l'utilizzo è ragguardevole (84% delle imprese), nel caso dei cittadini, la fruizione non supera il 17% de potenziali interessati (contro il 30% medio europeo);

presenta una percentuale di utilizzatori di Internet sulla popolazione che non supera il 34%, contro il 51% medio europeo (e, per fare solo alcuni casi, il 75% della Svezia e il 44% della Spagna);

si colloca nella parte bassa della classifica per utilizzatori di servizi di Internet banking, con una percentuale di utilizzatori sulla clientela che non supera il 12%, contro il 25% medio europeo;

è ancora in ancora in coda alla classifica per utilizzo di servizi di e-commerce, visto che esso non pesa per più del 2% del fatturato delle imprese italiane, contro l'11% medio delle imprese europee.


Scarsa coscienza della correlazione fra investimenti IT e produttività
I gap visti sono da interpretare alla luce della correlazione, oramai manifesta tra crescita degli investimenti IT e crescita della produttività. Basti pensare che fra il 2000 e il 2007 la crescita cumulata degli investimenti IT in Italia è stata inferiore all'1% e quella della produttività del 6,5%, mentre in Europa i valori corrispondenti sono risultati pari a 8,2 e 31,9.


Ict: l'andamento per il primo trimestre 2008
L'andamento del mercato ICT nel primo trimestre 2008 ha mostrato tendenze simili a quelle rilevate per lo stesso periodo dell'anno precedente. Più in particolare, si è rilevata una stagnazione complessiva a livello aggregato (15.497 milioni di Euro, in calo dello 0,4%), per effetto di un calo dell'1,1% del business delle telecomunicazioni in tutte le sue componenti, non compensato dal progresso dell'1,2% del business dell'informatica.


Le previsioni per il 2008
L'andamento rilevato nel primo trimestre del 2008 sconta fattori di brevissimo periodo che appaiono destinati ad essere in parte riassorbiti in corso d'anno, in una prospettiva più favorevole. E infatti, per l'intero 2008 Assinform ha oggi aggiustato in meglio le previsioni formulate tre mesi fa, che indicavano una crescita complessiva del mercato ICT nel 2008 non superiore a 1,9 punti percentuali.

Oggi le stime puntano su una crescita del mercato ICT (aggregato informatica e telecomunicazioni) dell'ordine del 2,4%, di 1,5 punti percentuali in più rispetto al 2007. Questo porterà il mercato ICT al valore complessivo di 65.949milioni, ma più che altro per effetto di una ripresa sul fronte delle telecomunicazioni. Per queste ultime è prevista una crescita del 2,8%, a 45.430 milioni, mentre per l'informatica, l'attuale situazione congiunturale lascia presagire una crescita lievemente inferiore a quella del 2007, pari all'1,6% e per valori pari a 20.519 milioni.



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