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PMI Dome

Oltre 400 segnalazioni al Garante della Privacy

Questi i primi risultati della Campagna "COMUNICARE SICURI": si aspettano oltre 200.000 segnalazioni per settembre 2008, con l’avvio del concorso rivolto agli studenti delle scuole e delle università italiane.
Redazione PMI-dome

Sono già state inviate al Garante per la protezione dei dati personali le prime 405 segnalazioni raccolte, in una settimana dal lancio, da “ COMUNICARE SICURI”: campagna interattiva sulla sicurezza di Internet, dall’Associazione “Cittadini di Internet” per sensibilizzare gli utenti della Rete alla protezione dei loro dati durante la compilazione dei moduli on-line.


È stato, infatti, fruttuoso il feedback ricevuto dagli utenti di Internet rispetto alla richiesta di partecipazione attiva nella pulizia del web dai siti non in regola con il rispetto della privacy. Le denunce di irregolarità individuate riguardano vari settori commerciali e professionali.Non immuni dalla insicurezza informatica anche i Ministeri, le Pubbliche Amministrazioni, le Associazioni di comunicatori/esperti dell’E-business ecc.

In ogni caso, il picco di adesione è atteso per il prossimo settembre, dal momento che sarà proprio quel mese che vedrà l’avvio del concorso rivolto agli studenti delle scuole e delle università. Si prevedono, infatti, oltre 200.000 segnalazioni in quel periodo.


Con questa prospettiva e al fine di educare il maggior numero di utenti di Internet, la campagna “COMUNICARE SICURI” è stata quindi ideata e basata sulla semplicità: «Prima di rilasciare i propri dati, si deve controllare che la URL del sito web inizi con “https:” e non “http:”. Poi, in basso/alto a destra, deve esserci l’immagine di un lucchetto che garantisca la sicurezza e la riservatezza dei dati che si digitano». È questo il messaggio base della campagna, che mira a essere sia informativa sia interattiva.

Il proposito non è, infatti, quello di trasmettere informazioni a soggetti passivi, ma si chiede agli utenti della Rete di divenire parti attive nel processo di pulizia di Internet.

Per raggiungere questo scopo, si è ideato un progetto imperniato su quattro fasi:

INFORMARE– spiegare agli “internauti” come il rilasciare i propri dati (nome utente, password, numero di carta di credito ecc.) compilando un modulo on-line su un sito web che li trasmette “in chiaro” può provocare: sottrazione, sostituzione, cancellazione o falsificazione dei dati da parte di chiunque, con la conseguente possibilità di diventare vittime di frodi informatiche (furto di dati/identità e di soldi su conti correnti/carte di credito, Spam, Phishing, Pharming, AddressSpoofing ecc.) non solo a se stessi ma anche ad altri, provocando un vero e proprio effetto domino;

INTERAGIRE– coinvolgere gli utenti di Internet nella disinfezione del web, attraverso un sistema di segnalazione on-linesemplice e intuitivo che garantisce l’assoluto anonimato a chi segnala pagine web che non corrispondano a criteri di sicurezza e alla normativa sulla privacy;

DENUNCIARE– interessare, una volta raccolte le segnalazioni dei cyber cittadini, le associazioni non profit poste a difesa dei consumatori al fine di avviare una procedura di segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali dei siti web che non adottano idonee misure di sicurezza informatica;

GARANTIRE– premiare i siti web “buoni” con la concessione del marchio “COMUNICARE SICURI”.


Secondo Penco, da oltre 35 anni nel settore della sicurezza informatica: «La compilazione dei moduli on-lineè il “ceppo principale del virus”, poiché permette di diffondere tutte le altre gravi problematiche in Internet se non effettuata con oculatezza. È, infatti, con l’acquisizione dei dati di privati, aziende e istituzioni che si alimenta la parte “maligna” della rete come una cellula tumorale».


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Commenti
1Commento

Re: Oltre 400 segnalazioni al Garante della

Interessante! Sarà un argomento di cui sarà doveroso parlare anche nel mio blog su seo e web. La domanda che mi sorge spontanea è: come si comporteranno con i blog? La registrazione nei blog è spesso gestita (quasi sempre) dall'open source che quasi mai prevede di mettere i form in https. La cosa buffa è che solo in Italia, paese rimasto all'era preistorica in merito al web, si inventino di fare leggi del genere. Non dico che sia sbagliata in se, dico che è come se mettessero dei bambini nelle strade per far correre meno le macchine: inutile

Inviato da Igor Nardo

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