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PMI Dome

Telecom Italia e i progetti Anti Digital Divide

L'Associazione Anti Digital Divide interviene nuovamente sui progetti Telecom: molti avranno di che gongolarsi da questo aumento fittizio di copertura ADSL, tranne gli utenti, che un molto presto si renderanno conto di avere una Ducati con il motore di un cinquantino.
Redazione PMI-dome
Telecom Italia annuncia novità per il progetto anti digital divide, l'associaizone Anti Digital Divide, si esprime  - ancora una volta - in merito all'iniziativa.

Telecom nell'ormai lontano Agosto 2006 decise di dar vita al "Progetto Anti Digital Divide " per "estendere in maniera capillare la copertura in banda larga", che in realtà coincise con l'installare (anche oggi) i famigerati miniDSLAM.

Ora sul sito del Wholesale, possiamo godere di questa piacevole news.
Per chi volesse, http://www.wholesale-telecomitalia.it/ clickare sul link Iniziative Anti Digital Divide nella sezione News

I miniDSLAM, da noi definiti i "MUX di domani", offrono solitamente connessioni in download massime di 640kb/s che sono ben lontane da ogni bonaria definizione di banda larga, avendo praticamente l'unico vantaggio di mantenere la linea libera quando si naviga in rete.

In linea teorica, l'hardware potrebbe supportare anche molto di più, ma le condizioni generali non permettono di raggiungere limiti più consoni alle attuali esigenze del mercato.
Più che parlare di investimento, potremmo considerare questi apparati e la loro installazione come "risparmi sul budget" dal momento che Telecom evita di investire realmente su tutto ciò che concerne l'infrastruttura a monte e a valle della centrale.

Ricordiamo infatti che i miniDSLAM sono installati nelle centrali ove non è presente la fibra ottica, quindi sono alimentati con flussi su rame che prima o poi vanno incontro a problemi di disponibilità di banda a monte.

Questo genera prestazioni e qualità di connessione (MCR ridicoli) che lasciano molto a desiderare, rendendo nella stragrande maggioranza dei casi la navigazione impossibile (come segnalato nel nostro Forum).
Un dato decisamente importante che spesso ci si dimentica di considerare è che i miniDSLAM sono mini in tutti i sensi, potendo fornire connettività solo a 50 - 100 utenze; dimenticando tutte le altre, con buona pace del digital divide (ma in fondo questo vale anche per le centrali sature, perchè si dovrebbe fare un'eccezione per le mini connessioni?).

Ricordiamo inoltre che una zona raggiunta dal progetto Anti Digital Divide, risulterà coperta dal servizio, uscendo quindi fuori dal tunnel delle zone a digital divide totale: questo non è uno svantaggio immediato e lungi da noi la volontà di togliere anche questo piccolo contentino agli utenti totalmente digitaldivisi, ma la nostra contestazione parte dal fatto che l'incumbent stessa in un recente notiziario tecnico in realtà aveva ammesso che il sistema non funzionava a dovere e stava studiando nuovi metodi d'interconnesione per aumentare almeno la banda a monte, quindi il problema è noto e "ufficializzato".

Noi lo anticipammo più volte, fin dall'inizio: il contentino di oggi sarà destinato ad essere il fattore discriminante di domani.

Restiamo stupiti quindi che Telecom in questi giorni di calura estiva, dopo il loro "grande successo" riproponga i miniDSLAM anche in versione "per armadi" ovvero per gli "UCR" (Unità di Commutazione Remota). A questo punto ci chiediamo.. perchè?

Non discutiamo sulla buona volontà del nostro campione nazionale ma non crediamo che sostituire MUX/UCR collegati in rame di oggi con i MUX di domani, sia la soluzione ottimale.

Così come espresso qualche riga più su e tante altre volte in questi anni, si tratterà di un investimento castrato, di un intervento all'acqua di rose fatto solo per non spendere di più e per far felici azionisti e sbandieratori di statistiche.

Molti avranno di che gongolarsi da questo aumento fittizio di copertura ADSL, tranne gli utenti, che un molto presto si renderanno conto di avere una Ducati con il motore di un cinquantino. Ci risulta difficile comprendere come mai un sistema definito non funzionante, o comunque sicuramente da perfezionare (o ripensare?) venga riproposto come massima soluzione del problema ADSL - UCR.

Ritenere che i miniDSLAM possano essere una soluzione al Digital Divide è come pensare che ridurre del 50% le emissioni di CO2 nei prossimi 50 anni sia una soluzione al problema del surriscaldamento terrestre; sicuramente aiuterà a migliorare le statistiche riguardanti le percentuali di copertura della banda larga in Italia (e quelle solamente).

Alcuni ben pensanti riterranno che tale 'soluzione' sia meglio del non avere nulla, il che potrebbe anche essere ragionevole, se si evitano ovviamente di considerare le opinioni di moltissime utenze del mitico Progetto Anti Digital Divide 1, in attesa di attendere le opinioni dei futuri utenti del Progetto Anti Digital Divide 2.

Nel frattempo invece saremmo lieti se Telecom Italia tenesse in considerazione il fatto che chiedere 20 Euro di abbonamento per una 640 Kb/s, quando per la stessa cifra si offre una connessione a 7 Mbps risulta essere un rapporto quantomai squilibrato costo/prestazioni.
Basti pensare che la matematica suggerisce un costo pari ad 11 volte il valore che invece dovrebbe avere, valori che dovrebbero far riflettere...speriamo.

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