Google mette online gli archivi dei quotidiani
Google ha iniziato la scansione microfilm di alcuni archivi storici di quotidiani per renderli disponibili per la ricerca online, in primo luogo attraverso Google News e, infine, sui siti web degli stessi editori.
Redazione PMI-dome |
09 settembre 2008
Il nuovo programma, riporta The New York Times, estende a due anni di servizio che
permette agli utenti di Google News di cercare tra gli archivi di alcuni
dei principali giornali e riviste, tra cui (sono già oltre 100) lo stesso The New York Times, The
Washington Post e Time, che erano già disponibili in forma
digitale. I lettori potranno effettuare ricerche per parole chiave e visualizzare gli articoli in cui sono apparse originariamente in pagine a stampa.
Ovviamente per farlo Google ha dovuto ottenere il permesso degli stessi editori.
Questi ultimi godranno del vantaggio più evidente, ottenere una parte del ricavo pubblicitario derivante dagli annunci contestuali che Google inserirà nel nuovo sistema di ricerca. Ma quello economico diretto non è l'unico beneficio, pare che (finalmente possiamo dire) i quotidiani si rendano conto che rafforzare la propria presenza online senza paura di 'cannibalizzazioni', non solo aumenti la fidelizzazione del lettore, ma consenta di non "perdere" un patrimonio di grande valore costruito in anni di attività. Siamo tuttavia certi che alcuni editori continueranno, per ora, a guardare a queste iniziative con sospetto.
La strategia di Google per aggirare la diffidenza si basa quindi su un immediato ritorno economico e sulla possibilità di trasferire questi archivi digitali sui siti delle testate, una soluzione applicativa pronta e - a quanto capiamo - senza costi per l'editore.
Un bel vantaggio dato che lo stesso Tim Rozgonyi, editore del The St. Petersburg Times, ammette che progetti di digitalizzazione della propria testata erano stati scartati in passato proprio a causa dei loro costi. Come sempre Google entra in campo offrendo applicazioni in cambio di servizi ai propri lettori.