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PMI Dome

Internet? Una questione di brand

Secondo una rilevazione di Experian in Gran Bretagna: l’88 per cento dei termini utilizzati per 'navigare' sono nomi di aziende, prodotti o portali. Nuove sfide per chi fa marketing.
Redazione PMI-dome | 22 settembre 2008

Sono sempre meno gli internauti che immettono nei motori di ricerca termini generici, come 'voli a basso costo' o 'arredi', e crescono sempre più quelli che effettuano le ricerche per nome o per brand.


Lo afferma Hitwise (società del gruppo Experian), che ha rilevato come tra i 2000 termini ricercati su Internet nel Regno Unito oramai l’88% abbia riguardato brand o nomi (di enti, società o prodotti), contro il 65% rilevato nel 2005.


E’ solo l’evidenza più netta dello studio “Your brand online report”, pubblicato da Hitwise-Experian e consultabile al sito hitwise.co.uk, che pone anche in rilievo come:

  • la classifica dei nomi più ricercati sia molto polverizzata, con nessuno di essi che supera l’1,5% delle interrogazioni: il primo per percentuale di ricerche è Facebook (1,4%), che precede di poco i siti di brand mondiali noti e delle piazze di e-commerce come eBay;
  • il 91,3% degli internauti prima o poi finisca sul sito ufficiale del brand o del prodotto, ma spesso dopo avere visitato altri siti che i motori di ricerca presentano quando contengono riferimenti al nome cercato; e come il restante 8,7% non vada apposta sui siti ufficiali, preferendo informarsi sull’ente o il prodotto che interessa sui siti dei media o delle comunità spontanee su Internet (social network, come la già citata Facebook, Bebo o My Space);
  • comunque, anche per quanto riguarda gli accessi ai siti ufficiali dei 100 brand più noti, il 35% di essi transiti dai motori di ricerca, che mostrano e invogliano di fatto a visitare i  siti alternativi a quelli ufficiali; 
  • sia rilevante il peso della pubblicità sui media classici (stampa, radio e TV) nel  generare maggior traffico sui siti Web (anche superiore del 30%) nei periodi di campagna, e come gli stessi centri media utilizzino il dato per misurare l’efficacia delle campagne, come è avvenuto per quella dell’agenzia viaggi Teletext Holidays che ha generato incrementi di traffico sul sito  del 34% e che è stata giudicata efficace proprio per questo.

Per Robin Goad, Direttore Ricerche di Hitwise – “La propensione, oramai schiacciante, a effettuare ricerche per marchi o nomi di prodotti si salda con i costante e incessante sviluppo dell’utenza Internet, e con il fatto che i motori di ricerca possono proiettare  l’internauta  su un qualsiasi sito, compresi quelli critici o della concorrenza”.


Per Lynn Brunner, della Divisione Marketing di Experian e coautrice dello studio “E’ giunto il momento non solo di creare il giusto mix tra comunicazione online e offline, ma anche di investire di più nei servizi che già permettono di indirizzare prioritariamente ai siti ufficiali dei brand d’interesse”.


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