Uno studio Nielsen rivela che chi ha sottoscritto una linea mobile ha ricevuto più messaggi di testo che chiamate vocali nel secondo quadrimestre del 2008. Una comunicazione che evolve e che non è fatta solo di e-mail e sms.
Redazione PMI-dome |
30 settembre 2008
Si parla di mercato Usa, ma anche l'Italia non è da meno: i messaggi di testo sono una vera passione per gli utenti di telefonia mobile. Uno studio
Nielsen - riportato da eMarketer - conferma che i consumatori statunitensi li amano in particolar modo, preferendoli spesso alle chiamate vocali.
Non parliamo solo di SMS, ma anche di e-mail e traffico dati per tutte quelle applicazioni che prevedono la 'forma scritta'.
I due tipi di comunicazione (voce e testo) non sono direttamente comparabili, dato che in genere si trasmettono più informazioni in una chiamata vocale rispetto a quanto trasmesso in un messaggio. Se infatti si vuole comunicare scrivendo occorre spesso affidarsi a più messaggi di testo.
Il confronto è anche tra
due comunicazioni basate su un principio differente. La comunicazione vocale è sincrona, una e-mail, ad esempio, è asincrona. Ma è proprio così per tutte le comunicazioni mobili testuali?
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Il problema con il testo è che esso in realtà occupa una via di mezzo", ha affermato
John du Pre Gauntt, analista senior di eMarketer. "
Può essere istantaneo come una chiamata e direttamente collegato alla persona, non avviene sempre così per una e-mail che può essere letta successivamente".
Mr Gauntt ha spiegato che la comunicazione testuale - quella diversa dall'e-mail - si avvicina sempre più a una conversazione.
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Il più grande errore di marketing - continua Mr Gauntt -
è quello di confondere gli utenti "testuali" sopra i 35 anni con con l'asincronia delle e-mail. Se guardiamo all'uso del testo in mobilità (pensiamo a Twuitter o a sistemi di messaggeria istantanea e chat varie) ci si rende facilmente conto che c'è un sacco di valore per la comunicazione testuale che
si avvicina - pur non essendo identica - alla sincronia delle comunicazioni
vocali."
Chi fa marketing deve dunque impare questa nuova arte della conversazione per essere accattivante e rendere efficaci i propri messaggi.
D'altra parte stiamo parlando di un
mercato pubblicitario che dovrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari entro il 2011. Come a dire che il risultato può valere lo sforzo.