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PMI Dome

Italiani Mobile? Aumentano di numero ma non cresce la fiducia

Una ricerca Unisys rileva una costante crescita dei dispositivi mobili in tutto il mondo, ma i consumatori restano cauti sull'utilizzo dei servizi mobile. Gli italiani sono i più diffidenti.
Redazione PMI-dome | 09 ottobre 2008

Una recente indagine condotta da Unisys conferma che il telefono cellulare ha ormai raggiunto una diffusione capillare con oltre 3,3 miliardi di utenti in tutto il mondo ma, al contempo, evidenzia che i consumatori – ben il 71% del campione intervistato in 14 Paesi - non utilizza i dispositivi mobili per effettuare operazioni bancarie o acquisti online.


Nello specifico il Security Index di Unisys rileva che il 59% degli intervistati non ritiene sicuro effettuare operazioni online - attraverso dispositivi mobile – che prevedono l'utilizzo di carte di credito o il trasferimento di denaro mentre il 9% dei consumatori si affida a questa modalità per condurre transazioni via web; di questi solo il 4% degli italiani utilizza un cellulare, un PDA o uno smartphone per pagare bollette, fare transazioni bancarie o shopping in rete (1).


Questi dati delineano alcuni trend del mercato security con particolare attenzione al segmento mobile dove il tema delle transazioni online è molto sentito dai consumatori  finali.


Su questo tema Unisys ha condotto 13.296 interviste a utenti di tutto il mondo verificando le loro abitudini e sondando il livello di sicurezza percepita con riferimento alle transazioni in rete.
I risultati hanno evidenziato una preoccupazione generalizzata nei confronti della sicurezza legata ai dispositivi mobili e alla loro capacità di proteggere le informazioni sensibili scambiate durante le transazioni finanziarie.


Dalla ricerca sono emersi ulteriori risultati significativi.


I Paesi più restii all'utilizzo dei dispositivi mobile per effettuare operazioni bancarie o shopping online sono:

  • Francia (86%)
  • Regno Unito (79%)
  • Australia (78%)
  • Belgio e Italia (entrambe al 77%)
  • e infine Stati Uniti (71%).


Il 21% degli intervistati tedeschi utilizza un cellulare, un PDA o uno smartphone per effettuare transazioni finanziarie online; questo dato rappresenta la percentuale più alta all'interno del sondaggio. I consumatori del Regno Unito, invece, registrano la percentuale più bassa in termini di utilizzo dei dispositivi mobili per attività bancarie o acquisti online (1%).


Circa la metà del totale di intervistati per ciascun Paese o area geografica – a eccezione della Nuova Zelanda (45%) e della Malesia (49%) – non si fida del proprio dispositivo mobile per condurre una transazione online sicura.


Le banche, se paragonate a operatori di telecomunicazioni o retailer online, in generale vengono percepite come le più sicure per le transazioni mobili. Una percezione che presenta però notevoli differenze da Paese a Paese: i consumatori italiani (72%), infatti, sono due volte più fiduciosi nei confronti delle banche rispetto a quelli della Malesia (38%) nell' effettuare transazioni online sicure attraverso un dispositivo mobile.


Nel caso specifico dell'Italia, gli italiani sono assolutamente convinti che i telefoni cellulari, i PDA o smartphone non siano strumenti validi e sicuri per eseguire transazioni finanziarie online.




Solo il 2% del campione, infatti, pensa che i dispositivi mobili offrano una modalità sicura e persino la combinazione molto/abbastanza sicuro non supera il 20% degli intervistati sull'interno campione.


"Nonostante una crescita esponenziale del numero di utenti di telefonia mobile e uno sviluppo significativo sul fronte delle tecnologie in questo settore, i provider di telecomunicazioni, i retailer online e gli istituti finanziari non sono riusciti a convincere i consumatori di tutto il mondo dell'esistenza di una piattaforma sicura per la trasmissione delle transazioni mobili online", ha spiegato Alessandra Girardo, Marketing Director Continental Europe Enterprise Security di Unisys Italia. "Il potenziale ritorno economico rappresentato dai pagamenti mobili è significativo, ma è realizzabile solo nel momento in cui i consumatori ritengono che la sicurezza delle transazioni sia pari o superiore alla libertà offerta dall'utilizzo dei dispositivi mobili".


Un approccio collaborativo

Il Security Index di Unisys sottolinea, inoltre, il riconoscimento della competenza di alcuni operatori da parte dei consumatori: in più della metà dei 14 Paesi coinvolti nella ricerca meno del 10% dei consumatori intervistati dichiara di fidarsi di un provider di telecomunicazioni o di un retailer online mentre crede nella solidità degli istituti bancari poiché ritenuti più efficaci nel fornire adeguati livelli di sicurezza per le transazioni mobili.


"La fiducia dei consumatori nei confronti delle banche gioca sicuramente a favore di tale segmento di mercato", ha aggiunto Alessandra Girardo, Marketing Director Continental Europe Enterprise Security di Unisys Italia. "E' altrettanto vero che le banche devono trovare soluzioni per collaborare a stretto contatto con i provider di telecomunicazioni e con i retailer per far leva sul loro grado di innovazione. Tutti insieme devono cooperare per garantire al consumatore che qualsiasi transazione finanziaria effettuata con i dispositivi mobile è altrettanto sicura quanto le operazioni gestite da un impiegato di banca".


Note

(1) Ricerca Security Index

Unisys Security Index

Lo studio Security Index di Unisys condotto su base periodica nell'arco dell'anno, permette di capire l'atteggiamento dei consumatori globali di fronte a una vasta gamma di tematiche inerenti la sicurezza. Lo studio coinvolge 13.296 consumatori di 14 Paesi, fra cui 6.421 in Europa, e ne misura le percezioni su una scala di valori da zero a 300, rappresentando quest'ultimo il livello più elevato di preoccupazione. In Europa, l'indice raccoglie le opinioni dei consumatori dei seguenti Paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna e Gran Bretagna. A livello mondiale, lo studio comprende anche Australia, Brasile, Hong Kong, Nuova Zelanda, Malesia, Singapore e Stati Uniti. International Communications Research (ICR) ha condotto lo studio negli Stati Uniti e in Europa; Newspoll ha invece eseguito la ricerca nella regione Asia-Pacifico. Per maggiori informazioni: www.unisyssecurityindex.com


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