La proposta direttiva
in materia di diritti dei consumatori semplifica quattro direttive UE sui
diritti dei consumatori unificandole. Essa contempla il commercio elettronico
nell'ambito di un ampio riesame e miglioramento dell'attuale impalcatura UE dei
diritti dei consumatori sia online che in negozi veri e propri.
L'obiettivo è di accrescere la fiducia dei consumatori riducendo nel contempo gli oneri burocratici che bloccano ancora le imprese all'interno dei confini nazionali finendo per negare ai consumatori una scelta più ampia e offerte più competitive.
Un insieme standardizzato di termini contrattuali in materia di
consumo ridurrà sostanzialmente i costi di applicazione della normativa
– fino al 97% per coloro che commerciano su scala UE.
La proposta di direttiva migliora l'attuale protezione dei consumatori in ambiti chiave in relazione ai quali, negli ultimi anni, si sono registrati diversi reclami – come ad esempio le vendite aggressive. Essa adatta la legislazione alle nuove tecnologie e ai nuovi metodi di vendita, ad esempio m-commerce (commercio tramite servizi mobili) e aste online "ebay". Nella nuove proposta è presente un requisito che impone di esibire nei punti di vendita un'informazione chiara sui diritti dei consumatori.
Il Commissario UE Meglena Kuneva responsabile dei consumatori ha affermato: "Con i bilanci delle famiglie sottoposti a forti pressioni e con i cittadini inquieti per il loro potere d'acquisto, è più importante che mai consentire ai consumatori di comparare i prezzi e di guardarsi attorno per trovare delle migliori offerte a prezzo concorrenziale. Queste nuove regole sono destinate a rafforzare la protezione e a chiudere le lacune in ambiti chiave che rischiavano di minare la fiducia dei consumatori. Il mercato unico ha le potenzialità per offrire ai consumatori un maggior numero di scelte e di opportunità. Ma a tal fine abbiamo bisogno di una rete di sicurezza su scala UE costituita da chiari diritti dei consumatori affinché questi possano fare i loro acquisti in qualsiasi punto dell'UE in modo sicuro e in piena tranquillità di spirito".
Elementi chiave
Internet è uno degli strumenti che maggiormente hanno contribuito
all'emancipazione dei consumatori. Esso fornisce una grande quantità di
informazioni sui prodotti e i prezzi e dà facile accesso a un numero molto
più grande di venditori di quanti potevano essere raggiunti in precedenza.
Già 150 milioni di cittadini UE – un terzo della nostra popolazione
– fa acquisti tramite Internet.
Finora soltanto 30 milioni di loro fa acquisti transfrontalieri online nell'UE. Nel complesso gli acquirenti transfrontalieri spendono una media di 800 EUR all'anno, pari a un totale di 24 miliardi di EUR, il che dimostra le enormi potenzialità del mercato interno che si realizzerebbero se un maggior numero di persone si avventurasse a fare acquisti al di fuori dei propri confini nazionali.
Le regole attuali
Le attuali regole dell'UE in materia di protezione dei consumatori derivano da quattro direttive UE – Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, Vendite e garanzie dei beni di consumo, Contratti a distanza e Contratti negoziati fuori dei locali commerciali. Queste direttive contengono certi requisiti minimi; gli Stati membri hanno aggiunto nel corso degli anni regole ulteriori in modo non coordinato facendo del diritto contrattuale UE in materia di consumo un patchwork di 27 gruppi diversi di regole, ad esempio: un mix di obblighi divergenti in materia di informazione, diversi tipi di recesso che vanno da 7 a 15 giorni e diverse obbligazioni in relazione al rimborso e alla riparazione dei prodotti.
La direttiva sui diritti dei consumatori riguarda i contratti relativi a vendite di beni e servizi tra imprese e consumatori (business-to-consumer (B2C). In generale sono coperti tutti i contratti, vale a dire gli acquisti fatti in un negozio, a distanza o lontano dai locali dell'azienda.
Viene rafforzata inoltre la protezione in molti ambiti tra cui
Quali sono i prossimi passi?
La direttiva sui diritti dei consumatori deve essere approvata dal Parlamento europeo e dai governi dell'UE in sede di Consiglio dei ministri prima di entrare in vigore.