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PMI Dome

Il commercio si interessa all'IT, ma l'adeguamento procede a rilento

Hospitality (alberghi, ristoranti e bar): tecnologie insufficienti. Tabaccai: primato nell'ICT ma anche di furti e rapine subiti. A Smau 2008 le Federazioni di categoria di Confcommercio delineano lo tato dell’arte e presentano i casi di successo più innovativi nell’area dedicata al Retail.
Redazione PMI-dome | 14 ottobre 2008
Il mondo del commercio avanza verso e attraverso l’IT a passo lento. Ma l’interesse per le tecnologie e la consapevolezza della loro utilità emergono come denominatore comune tra tutte le categorie. È quanto affiora dalle prime indiscrezioni della ricerca che sarà presentata nell’ambito di Smau 2008. L’indagine è stata condotta su circa 20 settori – dai negozi tradizionali all’hospitality – in 10 città campione e con ben 50.000 rilievi effettuati.

Se nel complesso sono le piccole imprese a restare costantemente indietro rispetto alle grandi, nel dettaglio l’area più critica sembra essere proprio quella dell’hospitality (alberghi, ristoranti e bar), eccezion fatta per la distribuzione moderna. In un Paese che fa del turismo una delle sue principali attrazioni questo dato fa riflettere.

La categoria invece più all’avanguardia in termini di innovazione è quella dei tabaccai, che paga però un dazio altissimo inferto dalla criminalità: 957 rapine denunciate nel 2005, 1.059 nel 2006, 1.135 nel 2007 (fonte: Federazione Italiana Tabaccai). Oltre alla vendita di sigarette questi esercizi sono ormai sempre più dei veri e propri “esattori” dello Stato. Bollette, ricariche, multe, bolli e, dal primo gennaio 2009 le pensioni, generano un enorme movimento di denaro contante. Nel 2006 il fatturato del solo tabacco ha superato i 16 miliardi di euro (circa il 90% di questo flusso viene poi versato allo Stato). Insieme ai tabaccai le altre categorie più colpite da furti e rapine sono i distributori di carburanti, le farmacie e le gioiellerie.

Sul fronte dell’hospitality le criticità non riguardano ovviamente le grandi catene e i grandi alberghi. Ma in un paese dove circa il 95% delle imprese non arriva a 30 dipendenti sono ancora moltissimi, ad esempio, gli alberghi-agriturismi non connessi a internet quando in Europa e nel mondo le prenotazioni sono effettuate ormai esclusivamente on line.

Anche la ristorazione è molto indietro nell’utilizzo dell’IT. È ancora molto frequente entrare in un ristorante con 50 e più tavoli dove il cameriere prende ancora gli ordini con blocchetto e penna, porta la comanda in cucina e ne lascia una copia sul tavolo del cliente.
E sullo stesso binario della ristorazione viaggiano anche i negozi di prossimità.

A differenza del franchising e delle catene dove l’IT è considerata un investimento e non una spesa, il piccolo punto vendita è destinato alla chiusura se non si trasforma anche in un negozio di servizi: da shop a shop and service.

Il negozio di vicinato deve essere anche un venditore di servizi nel luogo in cui opera. Specialmente in tutti quei comuni a disagio abitativo, che sono la maggioranza del territorio del nostro Paese. Un esempio della possibile evoluzione arriva dagli ex Sali e Tabacchi: negli ultimi decenni si sono trasformati da botteghe agli esercizi più avanzati dal punto di vista tecnologico.

La scelta poi di molti giovani di intraprendere la strada del fiorista ha certamente portato un innalzamento di cultura tecnologica in questo settore. Ma dati alla mano si manifesta ancora un ritardo “che non può essere più tollerato”: a fronte di 17.000 associati a Federfiori solo il 30% circa delle imprese ha un proprio sito internet. Elemento positivo è che la maggior parte di queste aziende non utilizza il sito solo come vetrina, ma come strumento integrato nel rapporto con fornitori e clienti. Poco meno di 5.000 fioristi, infine, ha finora aderito alla rete di confezionamento e spedizione degli omaggi floreali che – accanto alle due principali realtà nazionali – registra la nascita di numerose piccole aziende.

Sul fronte dei profumieri la sfida più attuale è quella del rilancio del Sistema di codifica unificata dei prodotti che  comprende un catalogo elettronico attraverso il quale ottimizzare il rapporto produttore-commerciante-acquirente finale, a fronte di un’offerta di mercato che proviene da 500 aziende produttrici che rappresentano 2.500 marchi con i loro 50.000 prodotti. Su 4.000 associati a Fenapro hanno finora attivato questo strumento 1.000 aziende.

Per adeguarsi alle sfide di mercato Federmobili ha investito nel motore di ricerca dell’arredamento, Webmobili, che negli anni è diventato il leader in Italia per contenuti e numero di accessi: oltre 21.500 i prodotti catalogati e consultabili (470 le aziende produttrici rappresentate con catalogo completo), oltre 1.300 i negozi aderenti, oltre 90 le aziende di produzione o servizio inserzioniste. Nel 2007 Webmobili ha registrato oltre 4 milioni di visite e 3 milioni di utenti unici. Ciò ha comportato però un investimento economico iniziale notevole, sull’ordine di alcuni milioni di euro. I rischi non sono mancati, ma la sfida è stata vinta ed è un esempio di come l’IT non sia una spesa ma un investimento.

Con queste premesse, Smau 2008, nell’Area Retail, Hospitality, GDO, raggiunge l’obiettivo fondamentale di far incontrare la domanda e l’offerta di tecnologie e soluzioni informatiche. Tra le varie attività sono in programma quattro convegni dedicati al rapporto tra IT e Commercio, IT e Hospitality, IT e GDO e al contributo dell’IT nel contrasto alla criminalità nei negozi. Per la prima volta a Smau 2008 non si rapporteranno più tra loro solo produttori, importatori e le loro reti di vendita, ma anche le associazioni di categoria di Confcommercio con i propri associati.

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