I dati comScore evidenziano il grande successo del social network che ormai tra i più conosciuti, almeno nel nostro paese. Tanto successo di Facebook & Co, richiama l'attenzione dei Garanti per la privacy europei che si interrogano su come proteggere gli utenti.
Redazione PMI-dome |
20 ottobre 2008
I media - compresi telegiornali nazionali - segnalano il
successo di Facebook, il social network nato - come molti grandi innovazioni tipo Google - tra le aule universitarie. E mentre il suo fondatore
Mark Zuckerberg è già pronto per una nuova sfida (un social network business), in Italia espode il
fenomeno-moda.
Nulla da dire sulla piattaforma decisamente accattivante, tra l'altro una delle poche davvero usabile anche a livello mobile. In Italia è sempre più amato con una
crescita del 961% in un anno. Sono più di un milione di persone, per l'esattezza
1.369.000, a poter essere definiti suoi visitatori unici. E si parla del solo mese di agosto.
Per numeri assoluti
MySpace (2.180.000 di visitatori unici ad agosto) risulta ancora leader, ma la sua crescita si è assestata su un positivo ma
più contenuto 62%. A Facebook anche il primato per crescita di iscritti 135% in più di utenti.
La viralità, le tecniche sociali hanno funzionato anche in Italia insomma, e lo dimostrano i molti eventi che vengono organizzati sul territorio. Eppure qualche ombra può esserci. Essere online con il proprio profilo, con le foto dell'ultima festa a cui si è partecipato o delle ultime vacanze, è un vamtaggio per tenere i contatti con amici e parenti, ma...
Ma significa anche
essere visibili a tutti gli altri (questo perché non sempre si utilizzano gli strumenti sulla privacy messi a disposizione). Come
sottolineato da una recente indagine, questo potrebbe anche avere effetti non proprio positivi su un futuro datore di lavoro e costotuire un ostacolo.
Nulla di drammatico, ma occorre essere consapevoli e - come per ogni nuovo strumento - capirne tutti i risvolti. E data l'età sempre più 'verde' in cui ci si avvicina alla tecnologia, non si può solo festeggiare.
E' quello che ripropongono anche i
Garanti europei che si sono riuniti nella trentesima conferenza annuale a Strasburgo.
Uno dei panel si intitolava proprio: "
My name is Clara, I am 14, here is my private life, my accomplishments"
Clara dopo la scuola si connette ogni giorno a Internet. Ha un accounto Facebook (sua cugina preferisce MySpace) e senza problemi carica le foto della sua ultima vacanza al mare con le amiche, segnala i suoi gusti su attori e musica; prende parte a sondaggi condivisi che ne svelano altre preferenze. Esprime opinioni e pensieri su ciò che la circonda.
Fin qui nulla di male, anzi, il web è lo strumento per l'espressione di se stessi per eccellenza, almeno in quella che viene definita la sua era 2.0.
Quello che si chiedono i Garanti è:
quelle foto, quelle parole, quei pensieri potrebbero essere usati da persone a lei sconosciute per fini meno nobili o divertenti?A 14 anni si è in grado di prevedere i risvolti e di capire davvero cosa significa proteggere i prori dati?
Se volesse tra 5 anni cancellare tutto.. sarebbe davvero possibile?
Pur non parlando di censura - concetto che non deve mai godere di spazio - occorre forse concentrarsi su una corretta informazione. E' su questo che i Garanti stanno studiando nuove linee guida che affianchino il progresso tecnologico per non creare danni soprattutto fra i più giovani.
Un compito - questo - davvero arduo e dai confini estremamente difficili da tracciare.
EP