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Excel ti dice che pensione avrai... (2° parte)


Destinare il TFR ad un fondo integrativo? Sono in molti ancora ad essere indecisi. Ma grazie ad un foglio di calcolo ad hoc e ai consigli dei nostri esperti, potrai fare la scelta giusta!
di Francesco Forestiero | 28 ottobre 2008

Il nostro foglio di lavoro è stato costruito con la finalità di fornire risposte alle domande che ciascuno si dovrebbe porre prima di sottoscrivere questo particolare investimento per il proprio futuro:
“Come posso conoscere il valore della mia pensione integrativa? A quanto ammonterà il TFR accantonato nel fondo? L’importo sarà maggiore o minore di quello che otterrei se lo lasciassi in azienda? Potrò ritirare tutto il capitale?“.
Queste domande ci riportano alle stesse difficoltà che si devono affrontare per calcolare l’entità di una pensione pubblica.

Le risposte dipendono dalle molte variabili in gioco: la durata della contribuzione, il tipo di lavoro svolto durante tutto il periodo attivo, la disponibilità o meno del TFR, l’inflazione e la progressione di carriera o comunque i miglioramenti contrattuali che determineranno direttamente l’importo del TFR.
Nella valutazione del risultato finale ottenibile, andranno considerati anche due importanti vantaggi fiscali: la minor tassazione, sia della rendita/capitale che degli interessi, e la deducibilità fiscale degli importi versati volontariamente.
Mentre il trattamento fiscale degli interessi è fisso all’11%, la tassazione del capitale a scadenza rappresenta un’importante variabile in quanto è soggetta a riduzioni crescenti a seconda degli anni di partecipazione al fondo, potendo arrivare ad appena il 9%… Se pensiamo che l’aliquota fiscale che graverebbe su capitale o TFR è attualmente al minimo il 23% i conti sono presto fatti!


L’esempio è composto da 12 schede: l’interfaccia principale è “scheda PPV”.
In questo foglio s’inseriscono, nelle celle con fondo giallo, i dati personali, relativi al reddito, ai versamenti e le varie ipotesi.
Il foglio è suddiviso in tre settori principali. Il primo (in alto) è dedicato all’inserimento dei dati personali e all’ipotesi di crescita del salario. Sulla destra sono valorizzati la stima del reddito e della pensione.
Subito sotto è calcolato il TFR o, in alternativa, una percentuale del reddito se la professione del lavoratore è autonomo.
In basso a sinistra sono presenti le celle nelle quali inserire gli importi accantonati e le opzioni di reinvestimento della deduzione fiscale.
Sulla destra nella sezione “Sviluppo accantonamento …” è presentato il risultato dopo 8- 15-20 … anni ed al termine dell’accantonamento.

Inseriamo i dati


Dopo aver prelevato il file dall'apposito box posto ad inizio articolo, selezioniamo la scheda PPV e in alto inseriamo i nostri dati personali. L’inizio dell’età lavorativa e l’età alla pensione determinano gli anni di lavoro e l’età di pensionamento. La professione determina il reddito da pensione pubblica.

Il reddito



Indicando il proprio reddito lordo (mensile x 13) e la stima della sua crescita percentuale annua, otteniamo l’aliquota Irpef massima applicata e il reddito previsto a 60 anni. Il valore 6,91% è applicato al reddito lordo per calcolare il TFR annuo/mensile ed è eventualmente variabile.
Calcoliamo la pensione



I dati fin qui inseriti permettono il calcolo del reddito annuo a 63 anni e della relativa pensione. Per eseguirli il foglio di lavoro applica in T5 il calcolo del rendimento composto e in T6 una formula che aggiunge 63 all’anno di nascita e cerca il coefficiente relativo nella scheda “scopertura”.
I Valori



Nella parte sinistra del foglio, scegliamo la periodicità e inseriamo gli importi sia dei versamenti volontari che del TFR. Selezionando le varie opzioni ne valutiamo gli effetti finali seguendo la linea tratteggiata che dagli anni di accantonamento ci conduce alla scadenza dell’accumulo.
Inserire i colori



La rendita annua ottenibile dal montante (si trova nella cella P21), determina anche il valore della cella T18 che indica a sua volta se il capitale finale può essere ritirato totalmente o al 50%. Possiamo scegliere il tipo di rendita tra “Vitalizia” e “Certa”, per 5 o 10 anni e poi Vitalizia.

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