Internet e cellulari sempre più diffusi fra i pre-adolescenti. L’86% usa la rete e il 95% ha un telefonino, soprattutto per tenersi in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi. Ma il 25% ammette di essersi trovato in situazioni pericolose.
Redazione PMI-dome |
10 dicembre 2008
Il
cellulare e la
rete fanno ormai parte della vita quotidiana dei
pre-adolescenti italiani che li utilizzano per sentire gli amici,
tenersi sempre in contatto, condividere emozioni, affermare se stessi.
Prevalente l’idea che questi media siano utili, facilmente gestibili e
non particolarmente pericolosi, nonostante i ragazzi ammettano anche di
aver tenuto comportamenti trasgressivi e provocatori – come fingersi
altri (52%), utilizzare foto altrui (46% ), cercare materiale
pornografico (35%) – o aver vissuto situazioni rischiose, come ricevere
inviti da estranei (41%) o aver chattato con adulti (32%). Il tutto
nella quasi totale assenza di divieti da parte dei genitori.
Sono alcune delle principali conclusioni emerse dalla ricerca
Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media (nota1)
realizzata da
Save the Children insieme al
CREMIT- Centro di Ricerca
per l’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un’indagine sul significato
e la funzione che i ragazzi italiani fra gli 11 e i 14 anni
attribuiscono a Internet e ai cellulari (nota2) e che documenta, in
particolare, che tipo di utilizzo ne facciano, perché usino questi
media, quanto li considerino pericolosi e quali siano, a loro giudizio,
i comportamenti potenzialmente rischiosi.
I cellulari: per comunicare e fissare i ricordiIl
telefonino è ormai ampiamente diffuso anche tra i pre-adolescenti,
evidenzia la ricerca Save the Children-Cremit:
lo utilizza il 95% degli
intervistati.
“
Si tratta di percentuali elevate se consideriamo che
stiamo parlando di ragazzi molto giovani”, commenta
Valerio Neri,
Direttore Generale di Save the Children Italia. “
In questi ultimi anni
è proprio in questa fascia di età che si è registrata una crescita
esponenziale nell’uso del cellulare” (nota3).
Per quanto riguarda
ciò che i ragazzi fanno con il telefonino:
- al primo posto troviamo
l’invio di SMS (92%)
- quindi l’uso di giochi (76%)
- lo scambio di
immagini (74,%)
- filmati (68%)
- foto (54%)
- navigare (33%)
Nel caso
dei filmati e delle foto il 76% filma e fa foto per ricordare un
evento, il 73% per condividere foto/video con amici.
“
Il
cellulare sostituisce la macchina fotografica digitale e diventa
strumento per fissare e bloccare alcuni momenti e occasioni divertenti
e insolite”, spiega ancora Valerio Neri. “
La funzione del ricordare che
i ragazzi assegnano al cellulare, è molto importante e sempre più
rilevante nell’uso di questo strumento”.
Quanto invece all’
impiego
del telefonino per navigare, si tratta di una pratica minoritaria:
solo il 16% del campione naviga tramite cellulare spesso o qualche
volta e lo fa nella maggior parte dei casi per essere svincolato dalla
postazione fissa del computer, quindi per essere connesso quando e dove
vuole, o perché non ha a disposizione internet a casa.
Internet: in crescita i social network e i blog, per contattare vecchi e nuovi amici ma anche per affermare la propria identità
Secondo
la ricerca “Ragazzi connessi”,
naviga e utilizza la rete l’86% degli
intervistati.
In generale, alla domanda su cosa usano e fanno questi
pre-adolescenti su Internet, in cima alla lista mettono:
- i motori di
ricerca (81%)
- seguiti da video e musica (70%)
- msn,( 59%)
- chat
(53%)
- upload (49%)
- e-mail (47%)
- videogiochi (33%)
- forum, blog e
social network (28%)
- skype (16%)
- acquisti e prodotti (15%)
- sondaggi
e concorsi (11%)
Inoltre il 38% del campione dichiara di possedere
un profilo personale in un social network. Tra i programmi di social
networking,
MSN Messenger è in cima alla lista di quelli più
frequentati, seguito da Habbo, Netlog, Chatta.it e Badoo.
Molto
diffusi e in crescita risultano anche i blog: il 32% dei ragazzi ne possiede uno (nota4).
“
La
crescente preferenza accordata dai ragazzi ai social network qualifica
Internet sempre più come spazio di socializzazione”, commenta
Pier
Cesare Rivoltella, Professore ordinario di Tecnologie dell'istruzione e
dell'apprendimento all’Università Cattolica di Milano e Direttore del
Cremit. “
Si tratta di luoghi che i ragazzi frequentano abitualmente,
necessari per parlare con i coetanei e gli amici, per incontrarne di
nuovi, per esprimersi”.
E infatti il
74% degli intervistati
dichiara di
usare i social network per tenersi in contatto con gli
amici abituali, il
50% per
allargare il campo delle conoscenze.
“
E’
molto importante capire”, prosegue Rivoltella, “
che il web è ormai
un’estensione della rete abituale di amicizie e non un mondo
alternativo a quello delle relazioni fisiche. Insomma gli amici in rete
sono importanti tanto quanto quelli che si incontrano di persona, e
spesso sono gli stessi”.
La rete secondo i ragazzi: più utile che rischiosa... ma qualche rischio lo ammettonoNel
giudizio dei ragazzi internet è senz’altro
molto utile (per niente
inutile secondo il 58%) e
facile da usare (per niente difficile secondo
il 37%) mentre per ciò che riguarda la
pericolosità, pochi lo
definiscono molto pericoloso (6%) mentre per la maggioranza è
abbastanza pericoloso (33%).
Alla domanda poi se a casa i
genitori
pongano dei limiti o dei divieti rispetto al web, il 68% dei ragazzi
dichiara di non ricevere per esempio alcun divieto a usare motori di
ricerca, programmi di instant messaging (57%) o chat (51%).
“
Stando
a queste risposte sembrerebbe emergere una sorta di normalizzazione
nell’utilizzo della rete, avvertita come un luogo ormai familiare e
quotidiano, facile da gestire, utile e non particolarmente rischioso
non solo per tanti ragazzi ma anche per molti genitori”, prosegue
ancora Pier Cesare Rivoltella.
Tuttavia alla domanda su
eventuali rischi corsi da coetanei o su comportamenti trasgressivi e
pericolosi da loro stessi tenuti in rete:
- il 52% dei giovani
intervistati ritiene che i coetanei fingano di essere qualcun altro
- il
51% che raccontino cose non vere
- il 46% che pubblichino foto senza
autorizzazione
- il 41% che ricevano inviti da parte di estranei
- il
35% che cerchino materiali pornografici
- il 34% che chattino con
persone adulte
Alla domanda poi se
loro stessi si siano trovati in
una di queste situazioni,
dice di sì il 25% del campione. Che dichiara
anche di non averne parlato con nessuno, o al massimo con i propri
amici, mentre rarissimi sono i casi nei quali si è deciso di confidarsi
con fratelli o sorelle o ci si è rivolti direttamente ai genitori (le
percentuali oscillano fra il 2% e il 5% dei giovani intervistati).
I primi e principali
interlocutori dei ragazzi dovrebbero essere i genitori. Ma spesso i
ragazzi o non si confidano con nessuno o solo con gli amici.
E’
necessario quindi intervenire sul gruppo dei “pari”, con azioni mirate
su di loro, attraverso campagne di sensibilizzazione e attività di
promozione ad un uso consapevole e responsabile dei nuovi media
condotte soprattutto a scuola.
La campagna “Posta con la testa”, in collaborazione con La7In
questa direzione va la campagna “Posta con la testa” di Save the
Children che, attraverso 2 spot, spinge i ragazzi a riflettere
sulle conseguenze di alcuni atteggiamenti rischiosi, come postare una
foto personale provocante, rendendola visibile a tutti: quell’
immagine, una volta online, “
non può più tornare indietro. Tutti
possono vederla”, mette in guardia una delle clip.
Note
1
Il concetto di “nuovi media” è probabilmente già superato perché
presupporrebbe la possibilità di individuare delle differenze rispetto
ai “vecchi media”, operazione tuttavia difficile: la mobile television
sul telefonino è un medium nuovo o vecchio? E la televisione digitale?
E una web-radio? Si è deciso quindi di mantenere nella ricerca la
dizione “nuovi media” perché è quella ormai entrata nell'uso per
definire quei media (dal telefonino, a Internet con le sue
applicazioni, ai videogiochi) che più di altri vengono utilizzati dai
più giovani.
2 La ricerca si è svolta attraverso 1373 questionari
distribuiti a ragazzi e ragazze di età compresa fra gli 11 e i 14 anni,
in 12 scuole, tra gennaio e maggio 2008.
3 Secondo una recente
indagine Istat, nel 2000 erano il 35,2% i minori tra gli 11 e i 13 anni
che usavano il cellulare a fronte dell’83,7% nel 2008.
4 Nel 2006 tale dato era del 18%, secondo una ricerca condotta dal Cremit.