Ricercatori del Center for Education della Purdue University e dell’ente Research in Information Assurance and Security hanno analizzato le risposte di più di 800 CIO negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Cina, India, Brasile e Dubai. Tale ricerca ha esaminato dove hanno origine le informazioni vitali come la proprietà intellettuale, dove vengono conservate a livello globale e come siano trasferite e successivamente perdute. Le aziende intervistate hanno stimato una perdita complessiva per un valore pari a 4,6 miliardi di dollari di proprietà intellettuale nel solo 2008, e hanno speso circa 600 milioni di dollari per riparare ai danni dovuti a violazione dei dati. Sulla base di queste cifre, McAfee valuta che le aziende a livello globale abbiano perso più di un trilione di dollari lo scorso anno.
Il report di McAfee suggerisce che la capacità di archiviare in modo sicuro la proprietà intellettuale sia uno dei principali fattori che guidano gli investimenti di sicurezza in Brasile, Giappone e Cina. Il 60% degli intervistati Cinesi ha imputato a uno "storage più sicuro" il motivo per la memorizzazione di proprietà intellettuale e altre informazioni sensibili al di fuori del proprio Paese.Risultati principali:
La
recessione espone al rischio la proprietà
intellettuale
Le
organizzazioni sono chiaramente preoccupate per la crisi finanziaria globale e
per il suo impatto sulla sicurezza delle informazioni critiche come la proprietà
intellettuale. Il 39% degli intervistati ritiene che nell’attuale clima
economico le informazioni vitali siano più vulnerabili rispetto a prima.
L’impegno
nel proteggere le informazioni vitali varia
enormemente
I
Paesi in via di sviluppo sono più motivati e investono di più per proteggere la
proprietà intellettuale rispetto ai loro colleghi occidentali. Brasile, Cina e
India spendono di più in sicurezza rispetto a Germania, Regno Unito, Stati Uniti
e Giappone. Il 74% di Cinesi e il 68% di Indiani intervistati hanno investito
per la protezione della proprietà intellettuale con l’obiettivo di un vantaggio
competitivo.
La
proprietà intellettuale è oggi una moneta di scambio
internazionale
La
proprietà intellettuale è un obiettivo in crescita per la criminalità
informatica, e gli esperti affermano che ci sia stato un aumento nel numero di
intrusioni dirette ai dati aziendali da parte di bande organizzate appartenenti
alla mafia cibernetica. I criminali informatici stanno indirizzando attacchi
mirati ai dirigenti aziendali utilizzando tecniche di phishing sofisticate. La
preoccupazione maggiore indicata dal 39% degli intervistati è stata la
protezione delle proprie proprietà intellettuali da furti di dati provenienti
dall’esterno.
I
dipendenti si appropriano di proprietà intellettuale a scopo di lucro e per
aumentare le proprie possibilità di trovare impiego
Un
numero crescente di dipendenti finanziariamente alle strette sta utilizzando le
proprie credenziali di accesso ai dati aziendali per rubare informazioni
riservate. Mentre la recessione internazionale si sta protraendo, le possibilità
di impieghi legali stanno calando, disperati in cerca di lavoro o “cyber muli”
stanno rubando preziosi dati aziendali, che possono essere visti con interesse
da potenziali datori di lavoro, per rendersi più appetibili nel mercato del
lavoro. Il 42% degli intervistati ha dichiarato che i dipendenti licenziati
costituiscono la maggiore minaccia per le informazioni
essenziali.
Le
minacce geografiche alla proprietà intellettuale
Le
percezioni geopolitiche stanno influenzando la realtà delle policy dei dati.
Cina,
Pakistan e
Russia sono state
identificate come zone problematiche per varie motivazioni legali, culturali e
economiche. Il
26%
degli
intervistati ha volontariamente evitato di archiviare la propria proprietà
intellettuale in Cina. Di contro, il 46% di intervistati Cinesi è convinto che
gli Stati Uniti rappresentino la minaccia più grande per la loro proprietà
intellettuale.