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PMI Dome

Proprietà intellettuale più vulnerabile per colpa della recessione

Una ricerca di McAfee evidenza che la recessione a livello globale acuisce la vulnerabilità della proprietà intellettuale. Le aziende denunciano perdite per 1 trilione di dollari in proprietà intellettuale a seguito di furti di dati e cybercrime.
Redazione PMI-dome | 06 febbraio 2009
In occasione del WORLD ECONOMIC FORUM 2009 a Davos, Svizzera, McAfee ha diffuso i risultati del primo studio incentrato sulla sicurezza delle informazioni economiche globali. All’interno del report, intitolato Sistemi economici non garantiti, proteggere le informazioni essenziali, esperti di sicurezza e responsabili delle decisioni IT mettono in guardia sul fatto che la recessione globale sta esponendo a un rischio assai maggiore che in passato le informazioni vitali come la proprietà intellettuale. 

Ricercatori del Center for Education della Purdue University e dell’ente Research in Information Assurance and Security hanno analizzato le risposte di più di 800 CIO negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Cina, India, Brasile e Dubai. Tale ricerca ha esaminato dove hanno origine le informazioni vitali come la proprietà intellettuale, dove vengono conservate a livello globale e come siano trasferite e successivamente perdute. Le aziende intervistate hanno stimato una perdita complessiva per un valore pari a 4,6 miliardi di dollari di proprietà intellettuale nel solo 2008, e hanno speso circa 600 milioni di dollari per riparare ai danni dovuti a violazione dei dati. Sulla base di queste cifre, McAfee valuta che le aziende a livello globale abbiano perso più di un trilione di dollari lo scorso anno.

Il report di McAfee suggerisce che la capacità di archiviare in modo sicuro la proprietà intellettuale sia uno dei principali fattori che guidano gli investimenti di sicurezza in Brasile, Giappone e Cina. Il 60% degli intervistati Cinesi ha imputato a uno "storage più sicuro" il motivo per la memorizzazione di proprietà intellettuale e altre informazioni sensibili al di fuori del proprio Paese.

Risultati principali:

La recessione espone al rischio la proprietà intellettuale
Le organizzazioni sono chiaramente preoccupate per la crisi finanziaria globale e per il suo impatto sulla sicurezza delle informazioni critiche come la proprietà intellettuale. Il 39% degli intervistati ritiene che nell’attuale clima economico le informazioni vitali siano più vulnerabili rispetto a prima.

L’impegno nel proteggere le informazioni vitali varia enormemente
I Paesi in via di sviluppo sono più motivati e investono di più per proteggere la proprietà intellettuale rispetto ai loro colleghi occidentali. Brasile, Cina e India spendono di più in sicurezza rispetto a Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. Il 74% di Cinesi e il 68% di Indiani intervistati hanno investito per la protezione della proprietà intellettuale con l’obiettivo di un vantaggio competitivo.

La proprietà intellettuale è oggi una moneta di scambio internazionale
La proprietà intellettuale è un obiettivo in crescita per la criminalità informatica, e gli esperti affermano che ci sia stato un aumento nel numero di intrusioni dirette ai dati aziendali da parte di bande organizzate appartenenti alla mafia cibernetica. I criminali informatici stanno indirizzando attacchi mirati ai dirigenti aziendali utilizzando tecniche di phishing sofisticate. La preoccupazione maggiore indicata dal 39% degli intervistati è stata la protezione delle proprie proprietà intellettuali da furti di dati provenienti dall’esterno.

I dipendenti si appropriano di proprietà intellettuale a scopo di lucro e per aumentare le proprie possibilità di trovare impiego
Un numero crescente di dipendenti finanziariamente alle strette sta utilizzando le proprie credenziali di accesso ai dati aziendali per rubare informazioni riservate. Mentre la recessione internazionale si sta protraendo, le possibilità di impieghi legali stanno calando, disperati in cerca di lavoro o “cyber muli” stanno rubando preziosi dati aziendali, che possono essere visti con interesse da potenziali datori di lavoro, per rendersi più appetibili nel mercato del lavoro. Il 42% degli intervistati ha dichiarato che i dipendenti licenziati costituiscono la maggiore minaccia per le informazioni essenziali.

Le minacce geografiche alla proprietà intellettuale
Le percezioni geopolitiche stanno influenzando la realtà delle policy dei dati. Cina, Pakistan e Russia sono state identificate come zone problematiche per varie motivazioni legali, culturali e economiche. Il 26% degli intervistati ha volontariamente evitato di archiviare la propria proprietà intellettuale in Cina. Di contro, il 46% di intervistati Cinesi è convinto che gli Stati Uniti rappresentino la minaccia più grande per la loro proprietà intellettuale.


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Tags (3)

sicurezza, trend, imprese
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