Per abbattere i costi superflui ed aumentare la produttività in tutta sicurezza:
l’AUSL di Reggio Emilia, l’ASL di Brescia, l’Ospedale di Melegnano (MI), l’Ospedale S.Giovanni Bosco di Torino sono esempi di innovazione tecnologica
in ambito sanitario.
Redazione PMI-dome |
17 febbraio 2009
Extreme
Networks porta anche in Italia la Telemedicina, rivoluzionando
il mondo ospedaliero con moderne tecnologie in grado di permettere un aumento
di efficienza, una riduzione degli errori medici e un risparmio sui costi
di gestione delle strutture sanitarie.
L’e-Health (o telemedicina) consente lo
scambio di informazioni sanitarie relative allo stato del paziente, permettendo
di recuperare l’intera anamnesi archiviata in digitale, una gestione precisa
e puntuale del farmaco o la sua somministrazione da remoto, e offre un
supporto fondamentale alle comunicazioni anche tra le sedi mediche più
isolate, grazie ad un’infrastruttura di rete nazionale comune – permettendo
così in un'unica soluzione lo scambio di informazioni tra specialisti (chirurghi,
medici di base, fisioterapisti, farmacisti) fra loro anche molto lontani.
Inoltre si calcola un risparmio energetico non indifferente, offrendo la
possibilità di accedere in tempo reale ai dati di un paziente in qualsiasi
luogo e momento; tra i costi che vengono abbattuti ci sono ad esempio quelli
relativi alla produzione e gestione della documentazione cartacea, soppiantata
dalla moderna tecnologia EMR (Electronic Medical Records), ovvero un nuovo
sistema elettronico ottimizzato per tenere traccia di ogni interazione
con i pazienti.
Un'implementazione efficace di questa tecnologia
può generare un risparmio pari a oltre 81 miliardi di dollari l'anno e
migliorare allo stesso tempo i livelli di sicurezza e di efficienza medica;
avvalersi delle infrastrutture tecnologie elettroniche per la prevenzione
e la gestione di malattie croniche permetterebbe inoltre di raddoppiare
tale risparmio, producendo anche altri benefici sociali.
In termini di sicurezza, le soluzioni Extreme
Networks difendono dalle minacce senza interferire con il traffico di rete,
consentendo un loro rapido rilevamento grazie a una rete di esche virtuali
che danno vita a un sistema di early warning in grado di produrre
un messaggio di allerta quando viene individuato un bersaglio virtuale.
Alla base delle tecnologie di protezione dei dati personali ci sono anche
le cosiddette Smart Card Biometriche, in grado di identificare con precisione
la persona che accede ai dati e di riconoscere il paziente quando questi
si presenta per fruire di servizi medici.
Extreme Networks ha collaborato allo sviluppo
di progetti di informatizzazione del settore sanitario pubblico e privato,
supportando strutture di eccellenza come l’AUSL di Reggio Emilia, per
la quale ha messo a punto e gestito un sistema WiFi per la distribuzione
di informazioni in mobilità che consente numerose funzioni, dalla veicolazione
integrata di fonia, dati e immagini, fino alla somministrazione del farmaco
monodose al letto del paziente gestita da remoto.
“Sempre più viene indicato come possibile
fonte di errore nella gestione del rischio clinico, quello legato alla
registrazione manuale dei dati clinici e delle prescrizioni farmaceutiche.
L’interpretazione della grafia o la mancata trascrizione di tutte le informazioni
sono spesso causa di problemi – spiega Marco Rossi, Vice Responsabile
Staff Tecnologie dell'Informazione e Responsabile Reti Telematiche dell’AUSL
di Reggio Emilia, che prosegue Risulta del tutto
evidente che solo attraverso una gestione informatica del dato si può ovviare
a una serie di errori. La gestione informatica di alcune informazioni trova
un senso se queste vengono gestite in tempo reale al letto del paziente
e pertanto in mobilità, che può essere garantita da una rete wireless”.
All’interno di un progetto più generale
di ammodernamento delle strutture e miglioramento dell’efficienza produttiva,
Extreme Networks ha avviato progetti in diverse strutture estere – come
l’Hospital Authority di Hong Kong, il St. Johannes Hospital in Germania,
il Basildon Thurrock Hospital e il Nuffield Hospitals nel Regno Unito,
il CH Valenciennes in Francia, e italiane - come ad esempio l’ASL di Brescia,
l’Ospedale di Melegnano (MI), l’Ospedale S.Giovanni Bosco di Torino,
per le quali ha progettato sistemi di rete ad hoc in grado di migliorare
l’efficienza abbattendo i costi di gestione.