“Oggi la cosiddetta ‘web generation’ sta spostando sempre di più la propria vita nel mondo digitale”, ha detto Stefano Santinelli, General Manager di Microsoft Consumer&Online Italia. “Con la nascita e la diffusione dei media sociali i nostri figli sono diventati degli utenti esperti del Web, ma è emersa anche una forte esigenza di fornire loro una guida e un aiuto su come affrontare tematiche quali la privacy online e potenziali rischi come il bullismo via Web. I risultati della ricerca mostrano, infatti, una lacuna preoccupante nell’educazione Internet dei nostri ragazzi.”
Il
58% dei teenager italiani ritiene di essere consapevole di tutti i
rischi connessi all’utilizzo di Internet e solo il 10% ammette di
essere stato vittima di atti di bullismo online ad opera di un gruppo o
di un singolo individuo. Purtuttavia, il crescente numero di
segnalazioni di bullismo online che si stanno verificando nei Paesi
europei dove la penetrazione della Rete è più alta ci mette in guardia:
in particolare, metà dei giovani norvegesi e il 45% dei teenager danesi
intervistati afferma di aver subito angherie di vario genere,
dall’invio di messaggi a carattere minaccioso o prevaricatore tramite
e-mail o sessioni di chat, alla pubblicazione di storie che
ridicolizzano o riprendono negativamente persone o loro soprannomi o
difetti fisici, fino all’inserimento con lo stesso intento di
fotografie di compagni su blog o siti…
Accesso alla Rete senza supervisione degli adulti
I teenager italiani affermano di avere poche limitazioni nell’utilizzo della Rete: quasi la metà dei giovani italiani (49%) utilizza Internet senza alcun tipo di supervisione da parte dei genitori e degli adulti in genere. Al contrario, i genitori in Norvegia (28%) e in Spagna (21%) preferiscono monitorare la navigazione in Internet dei propri figli. I genitori portoghesi (67%) e quelli inglesi (66%) sono ancora più permissivi degli italiani.
Invasione della privacy online
Quando si tratta di pubblicare le foto dei propri amici all’interno dei social network, i teenager finlandesi sono i più rispettosi della privacy: il 69% afferma di chiedere il permesso prima dell’upload dell’immagine.
Al contrario, il 46% dei teenager italiani ritiene che i propri coetanei non rispettino mai la privacy altrui e un altro 46% ritiene che i giovani tengano raramente in considerazione il rispetto della privacy degli altri utenti.
Consiglieri fidati
In caso di minaccia, il 38% dei teenager europei considera i genitori le prime persone cui chiedere aiuto, mentre il 30% si rivolgerebbe agli amici. Questo dato è in miglioramento rispetto a quello che risulta da uno studio del 2007, in base al quale il 69% dei teenager che era solito ricevere messaggi online da persone sconosciute non avrebbe mai chiesto aiuto ad un adulto.
“La Rete rappresenta un’inesauribile fonte di opportunità per permettere ai giovani di socializzare ed esprimersi liberamente. Lo sforzo che è necessario fare è dotare i ragazzi e le ragazze non della paura, ma delle competenze per essere in grado di leggere, decifrare e rispondere in autonomia, in modo sicuro e efficace alle sollecitazioni della rete, soprattutto quando si tratta di gestire le relazioni con gli altri”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “È responsabilità delle istituzioni, degli educatori, dei genitori e dell’industria in genere fare in modo che i teenager possano vivere delle esperienze online positive e prive di rischio”.