É, in sintesi, quanto emerge da un’indagine svolta da Microsoft (a partire dal più ampio progetto Destinazione Impres@), con la collaborazione di NetConsulting e il patrocinio della Regione, su un campione di 140 realtà aziendali del territorio.
L’indagine si è concentrata su aziende di media dimensione,
rappresentative di tutti i settori, con una prevalenza dell’industria
(41,5%), seguita dal settore servizi (25,8%), amministrazioni pubbliche
e azienda sanitarie (19,2%), finanziario (3,5%) e distributivo (10%).
Più del 20% delle aziende dichiara un budget annuale per l’Information
Technology inferiore a 100mila euro e poco meno del 40% ha una
disponibilità compresa tra i 100 e i 300mila euro, a fronte di un 17%
circa di aziende che dispone invece di un budget superiore ai 600mila
euro.
Il settore finanziario è quello che più degli altri ha a
disposizione budget consistenti (in media 2,2 milioni di euro per il
2008), seguito dal pubblico (circa 750mila euro). Distribuzione e
industria rappresentano il settore a minor volume di spesa per
l’Information Technology: in entrambi i casi l’incidenza della spesa
per questo settore sul fatturato è vicina allo 0,4%.
Per quanto riguarda il 2009, le previsioni indicate dai responsabili dei sistemi informativi delle piccole e medie aziende vedono un generale contenimento dei budget, soprattutto per quanto riguarda l’investimento. Se nel 2008, infatti, nel budget IT un 79,9% era per la spesa corrente e il 20,1% per investimenti in nuovi progetti, nel 2009 la previsione è di un 85,4% per la spesa corrente e un 14,7% per gli investimenti.
“Sappiamo che lo scenario attuale – ha spiegato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia – spinge più che mai le imprese ad avere come obiettivo primario la riduzione delle inefficienze attraverso un drastico taglio dei costi. Tuttavia il mio auspicio è che le nostre imprese sappiano guardare oltre la situazione congiunturale e rispondere alle sfide di oggi attraverso investimenti in innovazione. L’esempio dell’Emilia Romagna ci conferma come una collaborazione tra il settore pubblico e privato possa aiutare le aziende ad innovare e ad aumentare così la propria competitività”.
Dall’indagine
emerge come il 41% delle aziende intervistate non investe in IT in modo
opportunistico e occasionale, ma sulla base di piani a medio termine.
Ostacoli e vincoli all’innovazione, tuttavia, sono ancora forti. La
voce “costo troppo elevato” è stata citata dal 78,6% delle aziende come
principale fattore di ostacolo alla realizzazione di progetti IT; un
ostacolo che emerge, in particolare, nella pubblica amministrazione
(segnalato da oltre il 92% degli enti intervistati).
Una seconda tematica emersa dall’indagine è relativa al budget che le gestioni finanziarie delle aziende riservano a IT, considerato dagli stessi tecnici ICT delle aziende non adeguato alle reali necessità (64,3%). Quindi la ricerca indica come una barriera all’innovazione sia rappresentata dalla scarsa percezione del valore dell’Information Technology e della scarsa cultura in materia del management che guida le aziende. Per il 43,6% delle aziende, poi, i partner IT che dovrebbero supportare i loro clienti a ottenere i benefici derivanti dall’ottimizzazione, non contribuiscono in modo corretto allo sviluppo dell’innovazione. Una problematica, questa, che aumenta al crescere della dimensione aziendale.
I benefici che derivano dall’impiego dell’IT, per la maggior parte delle aziende riguardano la riduzione del tempo necessario per svolgere un’attività (91,4%). Altri benefici “strategici” sono legati al miglioramento del decision making (75,7%), ovvero delle soluzioni analitiche che permettono, a tutti i livelli, di poter prendere decisioni in conformità con le strategie aziendali.