La separazione deve coinvolgere tutte le reti finanziate con denaro pubblico. La sostituzione di un monopolista nazionale con un aspirante monopolista locale non è la soluzione.
Redazione PMI-dome |
13 marzo 2009
Sulla questione della separazione della rete e della NGN (Next Generation Network) torna a parlare
Assoprovider in una nota che mette in guardia da meccanismi competititivi che possano discriminare alcuni operatori rispetto ad altri, soprattutto quando si tratti di operatori privati 'a metà'. Ovvero quando aziende private finanziate anche da fondi pubblici concorrano con altre puramente private (seppre in buona fede) e qualora tale caratteristica non sia gestita in modo trasparente.
Assoprovider ritiene infatti importante che la
NGN venga
realizzata in modalità FTTH come somma di tante iniziative
imprenditoriali private, ma sottolinea come
le risorse economiche della
collettività, anche se in buona fede e con l'intento di risolvere i
problemi di connettività dei cittadini, non devono divenire occasione
per distorcere il mercato e/o, peggio ancora, occasioni per gestioni
economiche oscure.
La soluzione per risolvere, anche con il
contributo economico della collettività, le problematiche di Digital
Divide esiste e si chiama
gestione wholesale disaggregata con accesso
non discriminatorio per tutti gli operatori.
La sostituzione di un monopolista nazionale con un aspirante
monopolista locale, pur sembrando in prima battuta obbligata dalla
necessità di coprire carenze del mercato, NON è la soluzione né del
mercato italiano delle TLC né tanto meno del Digital Divide. E
i
monopoli si creano inevitabilmente quando aziende con sussidi pubblici
locali entrano in competizione diretta con operatori privati pur
continuando a godere sia della finanza collaterale/sussidiaria sia di
accessi privilegiati ad infrastrutture fondamentali che dovrebbero
essere nel pieno godimento di tutta la collettività (cavidotti,
tralicci, immobili, etc.).
Per
evitare una gestione poco trasparente del denaro pubblico oltre a
mettere a disposizione di tutti gli operatori le infrastrutture
realizzate in modalità wholesale, sarebbe sempre opportuno chiarire:
a) quale è il costo complessivo di queste opere (Capex, Opex)
b) con quali fonti sono state finanziate
c) quali aziende fornitrici hanno determinano il Capex e L'Opex e cioè ne hanno goduto e/o ne godranno
Nulla in contrario che le Pubbliche Amministrazioni si occupino di TLC,
a patto che lo facciano creando infrastrutture a disposizione
paritetica di tutti gli operatori senza erogare i servizi TLC
direttamente alle utenze (ed ovviamente nemmeno per mezzo di
controllate create ad arte). Altrimenti i cittadini crederanno di
ricevere gratuitamente i servizi di TLC mentre li pagheranno salati
nascosti nelle tasse o nelle bollette di altri servizi (acqua, gas,
energia, gestione rifiuti etc.) e in più avranno preclusa la
possibilità di scegliere, preclusione che di fatto li manterrebbe una
sorta di Digital Divide.