Information Security e Business Continuity sono state protagoniste della Security Conference 2009, l’appuntamento annuale IDC dedicato alla sicurezza. Overview su mercato, attori e tecnologie.
Redazione PMI-dome |
10 aprile 2009
La due giorni organizzata da IDC si è conclusa
ribadendo l’importanza della Security quale asset che trascende dal concetto di protezione in senso stretto per rivelarsi un fattore fondamentale in grado di abilitare nuove possibilità, nuovi scenari di business e nuove frontiere per le aziende che intendono operare ed eccellere in una dimensione connessa, aperta e sicura.
L’
importanza strategica della sicurezza è innegabilmente accentuata dal delicato momento storico che rende l’Information Security un issue prioritaria, in linea con le sempre più stringenti esigenze e preoccupazioni di aziende, organizzazioni pubbliche e singoli.
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Proteggere il valore delle informazioni in un mondo che cambia: come fronteggiare le conseguenze e i rischi della crisi dei sistemi economici”, questo il focus dell’evento in una prospettiva italiana ed europea. Minacce sempre più frequenti compromettono oggi la sicurezza dei dati e le reti lungo le quali si sviluppa il business internazionale sono sempre più estese e integrate, ma anche aperte in modo esponenziale ad attacchi diretti. Alle
minacce perimetrali esterne (cybercriminali, virus, spam, trojan, worm, spyware, ecc.) e a quelle extraperimetrali (phishing, brand abuse, black/grey click fraud, ecc.), si aggiungono le
minacce interne, non solo costituite da atteggiamenti dolosi o colposi, ma talvolta anche dall’incapacità di valutare il rischio o di applicare procedure corrette da parte di utenti interni all’organizzazione. La globalizzazione sempre più marcata, la diffusione del commercio elettronico e dell’ebanking, l’utilizzo massiccio di Internet e device mobili durante le attività aziendali e da ultimo la crisi che imperversa sui mercati globali complicano il quadro e rendono protezione e controllo una sfida complessa.
Nonostante la recessione
il mercato Security si rivela quindi in crescita e mostra un andamento parzialmente anticiclico influenzato da tre tendenze che negli ultimi tempi hanno subito un’accelerazione.
Antonio Romano, Country Manager, IDC Italy & Iberia, ha delineato questi driver nel corso della plenaria con cui si è aperta la Security Conference.
- Il primo trend è relativo alla sicurezza del dato, poiché, come già accennato, il passaggio da un’azienda ERP-centrica facilmente controllabile e gestibile a un’organizzazione sempre più aperta in cui la conoscenza passa attraverso posta elettronica, instant messaging, applicazioni Web 2.0 e dispositivi mobili rende più difficile assicurare un adeguato livello di protezione.
- Il secondo trend, al momento quasi esclusivamente confinato al settore TLC ma che arriverà a coinvolgere molti altri ambiti, è legato al machine-to-machine, che comporta un flusso di dati sensibili in una catena formata da più soggetti, che deve garantire tutela in ogni suo punto e che deve idealmente concretizzarsi nel concetto di sicurezza end-to-end.
- Il terzo trend riguarda la virtualizzazione che abilita una centralizzazione organica, rendendo disaster recovery e business continuity accessibili anche per aziende di piccole e medie dimensioni.
Le previsioni IDC stimano che nel medio periodo
il mercato concentrerà il 90% delle risorse destinate alla Security su queste tre tendenze, ma esiste un altro significativo trend trasversale ai precedenti, ovvero la concezione della sicurezza quale leva per sviluppare nuovi soluzioni in un’ottica servizio-prodotto a 360°. Quest’ultimo atteggiamento si rivela un driver fondamentale per lo sviluppo del settore e dà avvio a un circolo virtuoso in cui l’ottimizzazione della sicurezza diventa un obiettivo imprescindibile.
Sul mercato europeo Network & Information Security la difficile congiuntura economica impatterà quindi solo
in modo limitato e il settore si presenta nel complesso molto dinamico, arrivando a costituire il secondo mercato più importante dopo gli States.
Questo il quadro confermato da un’
analisi condotta da IDC per la Commissione Europea, con l’obiettivo di promuovere tra le istituzioni, gli operatori e gli addetti ai lavori una seria discussione sulle condizioni necessarie per un equilibrato sviluppo del mercato Security, prerequisito fondamentale per la crescita e il successo dell’intera infrastruttura IT continentale e per il miglioramento della sicurezza di aziende e consumatori.
I principali risultati di questo studio sono stati illustrati da
Gabriella Cattaneo, Director, Expertise Center Competitiveness & Innovation Policies & Strategies, IDC Government Insights. Nel complesso
il territorio europeo si rivela molto eterogeneo dal punto di vista della sicurezza informatica, poiché i singoli Stati membri presentano specificità legate alle policy e direttive nazionali e alle dinamiche dei mercati interni. L’
Italia rientra nel cluster dei Paesi Runners, insieme a Cipro, Ungheria, Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Portogallo, nazioni in cui la penetrazione delle tecnologie IT è storicamente molto bassa e di conseguenza risulta
bassa anche la penetrazione delle soluzioni di Security. In questi Paesi non particolarmente avanzati la percentuale di business legato ai servizi di sicurezza è ridotta, mentre mantiene un quota di rilievo il business delle hardware appliance. Le
previsioni di crescita per questo gruppo parlano comunque di un
tasso superiore alla media europea.
Nonostante i diversi livelli di maturità degli Stati membri, il settore europeo della sicurezza informatica si rivela in rapida evoluzione e si stima che
il valore del mercato Network & Information Security raggiungerà nel complesso i 15,5 miliardi di Euro nel 2010, con un tasso di crescita medio del 13,1% nel periodo 2007-2010.
Un trend positivo quindi, che rischia però di essere
compromesso da una serie di minacce che esulano dalla crisi e dalla conseguente riduzione dei budget IT: il possibile ritardo nella diffusione della banda larga, il divario tra domanda e offerta rispetto alle soluzioni per aziende di medie dimensioni e alla qualità del customer service, la scarsa consapevolezza circa i reali livelli di rischio IT, la percezione dei costi di security come eccessivi, la mancanza di opportuni strumenti di misurazione e di casi a testimonianza del ROI e infine l’insufficiente sviluppo di soluzioni di mobile security.
La Commissione Europea, i governi nazionali e gli operatori del settore devono quindi impegnarsi attivamente per favorire un funzionale sviluppo del mercato della sicurezza informatica, prerequisito indispensabile per l’affidabilità dell’industria ICT e per l’affermarsi della società dell’informazione. In particolare è necessario
costruire una più diffusa consapevolezza di base intorno alle tematiche relative alla sicurezza e facilitare la cooperazione tra aziende nello sviluppo di una vera catena della sicurezza a valore. È quindi utile promuovere opportune campagne di
formazione e training in tutto il continente e cercare un maggiore allineamento in ambito UE in riferimento al livello di implementazione ed enforcement di normative per la protezione dei dati e la lotta al cyber crime. Fondamentale inoltre un attento
monitoraggio della concorrenza nel mercato Security, al fine di evitare un’eccessiva concentrazione delle quote di mercato nelle mani di pochi player. In questa logica occorre stimolare la costituzione di nuove aziende di Information Security europee, anche se di piccole dimensioni, supportando i loro investimenti R&D e facilitando il loro ingresso in mercati pubblici e governativi. L’
attenzione alle PMI risulta infine
focale anche dal un punto di vista dell’utenza, per avvicinare domanda e offerta, indagando le loro specifiche esigenze e incoraggiandole ad adottare soluzioni più innovative.
I
bisogni della piccola imprenditoria italiana sono stati al centro della sessione conclusiva.
Fabio Rizzotto, Research Director, IDC, ha tracciato le linee di sviluppo del settore Security che vede una crescente convergenza di Security, Storage e System Management e l’affermarsi di suite articolate in grado di offrire servizi ben più completi dei prodotti stand alone. Le soluzioni IT nel complesso e nella fattispecie le soluzioni Security passano sempre più da una concezione di mero prodotto a una concezione olistica di soluzione in cui partnership, esperienza utente e valore di business diventano focali. Per quanto riguarda le caratteristiche del territorio, la
Lombardia si colloca al top per spesa Security e Milano e Torino guidano il comparto. In un mercato frammentato e caratterizzato da un’elevatissima presenza di PMI come quello italiano, per il canale risultano fondamentali
presidio e prossimità e diventa strategico intercettare le esigenze crescenti di questa fascia dimensionale.