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Giustizia: ABI, con avvio processo ‘online’ più efficienza per sistema Paese

Meno carta e più giustizia. Dalle banche 3,4 milioni di euro negli ultimi due anni per la realizzazione del processo civile telematico. Se ne è parlato a Roma in un convegno dedicato al tema dell’informatizzazione della giustizia come fattore di competitività ed efficienza.
Redazione PMI-dome | 11 maggio 2009
Le banche italiane, in prima linea nel sostegno per il varo del processo civile telematico, hanno messo a
disposizione 3,4 milioni di euro negli anni tra il 2007 e il 2008. La “svolta telematica” della giustizia è stata a lungo sostenuta dall’impegno e dal lavoro fatto dal Ministero della Giustizia con la collaborazione dell’ABI. Il progetto volto a consentire l’invio telematico degli atti processuali e la gestione integrata di tutte le informazioni relative ai procedimenti, è stato, infatti, realizzato nell’ambito dell’intesa siglata dal Ministero con l’Associazione bancaria nel novembre del 2006 per il consolidamento e la diffusione del Processo civile telematico.

Dunque, procedure più semplici e veloci. Tempi certi e più rapidi per atti e procedimenti giudiziari. Maggiore efficienza, trasparenza e qualità del servizio per i singoli cittadini e per le imprese. La “giustizia elettronica” come strumento per garantire efficienza e trasparenza e come fattore di crescita economica e stimolo della competitività del Paese, questi i temi di cui si è discusso al convegno ABI “La giustizia elettronica: efficienza del servizio e sviluppo economico del Paese” che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso e del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone.

Lo sviluppo della giustizia elettronica è un elemento essenziale di modernizzazione e competitività per il
nostro Paese poiché realizza un contesto operativo positivo per cittadini e imprese”. Ha così commentato
il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, aprendo i lavori del convegno. “Le nuove tecnologie applicate alla
giustizia – ha aggiunto Faissola - costituiscono un fondamentale vettore di cambiamento non solo
organizzativo, ma soprattutto culturale.

Documentazione e informazioni saranno disponibili online e, quindi, facilmente accessibili, le procedure saranno semplificate e i costi dei servizi ridotti a beneficio degli utenti. Per gli avvocati e i cancellieri sarà più veloce e sicuro consultare ‘online’ una pratica servendosi della rete di accesso PolisWeb, 130 sono i punti già attivi sul territorio nazionale per gli uffici e 60 sono quelli in funzione presso le sezioni giudiziarie, per un totale di circa 160.000 utenti abilitati.

Il Progetto sul processo civile telematico, che si inserisce nel Piano di e-government della giustizia italiana, riguarda il consolidamento e la diffusione del processo “online” con particolare riferimento alle attività esecutive individuali e concorsuali.

Le nuove funzionalità del Processo civile telematico sono già operative dalla metà di marzo presso il Tribunale ‘pilota’ di Verona e saranno estese nei prossimi mesi, secondo quanto emerge dagli ultimi incontri del Comitato di coordinamento del progetto composto da rappresentanti del Ministero della Giustizia e dell’ABI, presso i tribunali di Genova, Padova, Catania, Brescia, Milano, Torino e Roma.

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