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Video Sharing online: come e quanto

Non è sempre stata una killer application, ma ora il video online è una delle piattaforme media di maggiore successo fra gli utenti. Da quando e come viene utilizzata dai net-spettatori? Alcune risposte in una recente ricerca realizzata in Usa.
Redazione PMI-dome | 28 maggio 2009
Nell'era del cambiamento tecnologico, il concetto di "nuovo" è decisamente relativo. Si pensi al video online ad esempio.

Fino a qualche anno fa (pochi anni davvero) il concetto stesso appariva più un desiderio programmatico che una realtà. I video potevano essere scaricati, ma a una velocità poco incoraggiante, dovevano essere visualizzati in piccole finestre sullo schermo. L'audio e la grafica erano 'primitivi'... insomma non si poteva certo definire quella del video online una killer application.

Poi, tra il 2005 e il 2006 la svolta. YouTube negli Stati Uniti, Dailymotion in Europa (e poi sempre YouTube) e Tudou in Cina, tutti siti di condivisione video che hanno rappresentato una rivoluzione e hanno alcuni tratti in comune. Almeno tre elementi fondamentali:
  • L'uso della tecnologia Flash Player che ha permesso la visualizzazione istantanea nel browser dei contenuti video
  • La possibilità per l'utente di effettuare l'upload, fattore che ha dato il via al fenomeno di massa di condivisione di video con amici e non, in modo facile e veloce
  • Il cosiddetto "embed", ovvero il poter includere il codice di un contenuto video su siti e blog in modo immediato, all'insegna della viralità
Improvvisamente il video online si è trasformato in una piattaforma aperta, a disposizione dei consumatori praticamente senza costi di ingresso. Il risultato lo conosciamo tutti, da nicchia il video è diventato una killer application, registrando una delle più rapide crescite nella storia tra le piattaforme media.

Secondo "Il Global Web Index" di Trendstream, e una ricerca condotta da Lightspeed Research, all'inizio di quest'anno il 72% degli utenti Internet negli Stati Uniti hanno guardato una quantità di video al mese che ha superato l'attività di blogging o di social networking.



Secondo il sondaggio, il 62% degli utenti guardano almeno un video a settimana, come a dire che esistono 97 milioni di telespettatori a settimana per il canale online dei video. Secondo Nielsen Online questo numero va corretto al rialzo, dato che ha registrato nel mese di aprile ben 117 milioni di fruitori.



"Questa ricerca dimostra che in soli tre anni si è raggiunto uno spartiacque sul modo in cui i consumatori si aspettano di vedere, contribuire e condividere contenuti video", ha detto Tom Smith di Trendstream. "Gli utenti vogliono partecipare in ogni fase, compresa la creazione e la condivisione dei materiali".

Che età ha il video online?
Gli spettatori sono tendenzialmente giovani: l'82% dei ragazzi (tra i 16 e i 17-anni) e dei giovani adulti (tra i 18 e 24) utilizza streaming video, rispetto al 73% della generazione X (da 25 a 34) e al confortante 65% di persone tra i 55 e i 64 anni.



L'Online video-sharing è meno comune, con solo il 46% degli utenti che vi partecipano.
Anche se la metà di tutti gli intervistati ha condiviso un video tramite e-mail con amici e parenti. Il 23% ha inviato il video ad amici su reti sociali, il 21% con Instant Messenger e il 14% su siti di condivisione video come YouTube e Hulu.



La condivisione sembra comunque riguardare ancora e soprattutto la cerchia di amici più intimi, infatti il 72% del video-sharing ha inviato un video a una, due o massimo tre persone.

a cura della Redazione
Fonte: eMarketer

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