Una nuova indagine IBM mette in luce che le aziende raccolgono i dati con scarsa frequenza, senza coinvolgere clienti e fornitori. Questo rappresenta un forte limite alla realizzazione di strategie di CSR delle imprese.
Redazione PMI-dome |
08 giugno 2009
La seconda indagine sulla
responsabilità sociale di impresa,
condotta a livello globale da IBM tra i senior business
executive, evidenzia ancora una volta un
divario significativo tra gli
obiettivi che le aziende si prefiggono di raggiungere
e la capacità
effettiva di realizzarli.
Quasi tutti i
224 executive coinvolti nell’indagine hanno affermato la volontà di
continuare a implementare i principi Corporate Social Responsibility
(CSR) nelle loro strategie aziendali - a dispetto della recessione
globale - per migliorare le prestazioni di business, il contributo
all’impatto sociale e la reputazione dell’impresa.
Tuttavia, i risultati dell’indagine hanno individuato tre problemi specifici:
- Le aziende non raccolgono e non analizzano tutte le informazioni
relative alla CSR, o non le aggregano con sufficiente frequenza.
- Poche aziende raccolgono dati CSR sufficienti dai partner globali
della Suppply Chain, perdendo così un’importante occasione di ridurre
incoerenza, inefficienza, sprechi e rischi.
- La maggior parte delle aziende continua a non comprendere i
timori degli stakeholder, in particolare i clienti, e non li coinvolge
attivamente nelle scelte dell’azienda in termini di CSR.
Ad esempio, solo il 19% degli intervistati raccoglie i dati sulle
emissioni di CO2 settimanalmente o con maggiore frequenza. Il resto li
raccoglie non più di una volta al mese, e la maggior parte solo
trimestralmente – una cadenza forse sufficiente per rispettare le
esigenze informative di legge o degli stakeholder, ma assolutamente
inadeguata per apportare cambiamenti sistemici in grado di ridurre
concretamente l’impatto ambientale.
Tuttavia, gli intervistati che hanno riferito prestazioni superiori
a quelle dei concorrenti, i cosiddetti “outperformer”, compiono tutte
queste attività al meglio: raccolgono e analizzano i dati con la
frequenza necessaria a prendere decisioni migliori, incorporano le
informazioni CSR provenienti dai fornitori e coinvolgono i clienti.
Conclusioni chiave dell'indagine:
- L’87% dei dirigenti intervistati afferma di focalizzare le
attività di CSR sul miglioramento dell'efficienza, e il 69% dichiara di
utilizzare la CSR per generare nuove opportunità di ricavi;
- Solo il 30% raccoglie i dati con frequenza sufficiente per
prendere decisioni strategiche in grado di affrontare le inefficienze
in otto delle categorie principali che interesano la CSR: CO2, acqua,
rifiuti, energia, approvvigionamento sostenibile, standard di lavoro,
composizione dei prodotti e ciclo di vita dei prodotti. Il 24%
raccoglie queste informazioni solo una volta al mese e il 32% non più
che trimestralmente;
- Il 29% non raccoglie alcun dato dalle supply chain. 8
intervistati su 10 non raccolgono i dati dei fornitori per la CO2 e
l’acqua, e 6 su 10 non verificano i dati dei fornitori riguardo agli
standard di lavoro;
- Il 65% afferma di non comprendere ancora i timori dei propri clienti
in merito alle tematiche di CSR. E il 37 % non conduce alcuna ricerca
sull’argomento;
- Gli “outperformer” tra gli intervistati si classificano in
posizione costantemente più elevata nella raccolta di ogni tipo di
informazione CSR, raccolta condotta frequentemente o addirittura in
tempo reale, relativamente a tutte le principali categorie: da
emissioni di CO2 e conservazione dell’acqua, a standard di lavoro etici
e approvvigionamento sostenibile. Hanno anche acquisito un punteggio
più elevato nella raccolta di informazioni dai fornitori;
- Circa il doppio degli “outperformer” ha affermato di comprendere
i timori dei clienti riguardo alla CSR. Sono anche più proattivi nel
collaborare con gli stakeholder di riferimento e due volte più inclini
ad attribuire la massima importanza a una condivisione aperta delle
informazioni tra business partner e stakeholder, al fine di raggiungere
i loro obiettivi di CSR;
- A dispetto dell’attuale recessione globale, il 60% degli
intervistati ha affermato che la CSR è più importante per la loro
impresa adesso rispetto a un anno fa, mentre solo il 6% ha affermato di
ritenerla meno importante.