Non si parla d'altro. Soprattutto tra coloro che hanno avuto l'ardire di acquistarne uno, utilizzarlo intensamente e che ora si chiedono: i netbook e i nettop possono in linea di tendenza diventare molto più che "secondo pc"?
Finora il dibattito era limitato alle capacità hardware e alle previsioni sulle performance dei processori Atom che Intel accoppierà nelle future generazioni della famiglia di chip che ora correda la maggior parte dei modelli commercializzati alle masse. Con l'aggiunta, però, delle varianti basate sui potenti chip sviluppati da ARM; oppure il "chippone" Tegra di Nvidia che "mette il turbo grafico nel motore", le aspettative sulle potenzialità dei futuri modelli, alcuni dei quali pronti prima di Natale prossimo, si moltiplicano per enne. Per non dimenticare i mirabolanti chip di Qualcomm e Freescale che del wireless hanno fatto il proprio verbo e la ciccia dei loro bilanci. Insomma c'è chi ha l'acquolina in bocca all'idea di tornare a un solo pc portatile: piccolo, comodo, potente, leggero, con ogni bendidio di applicazioni.
E i sistemi operativi? Che cosa aspettarsi? E' esperienza di molti l'utilizzo della versione Build 7100 di Windows 7 di Microsoft con grandissima soddisfazione: il netbook va "come una lippa" (la lippa è un antico gioco meneghino: un bastoncino da far sollevare e mandare lontano con un colpo secco d'un'altra mazza). E fin qui i fan di Microsoft sono arcicontenti: la promessa di avere un sistema operativo capace di stare anche sui piccoli sistemi senza deprimerne le prestazioni, anzi esaltandole, sembra ben mantenuta dagli ingegneri di Seattle.
Sono, però, i fan di Linux e dei sistemi operativi derivati, i primi beneficati dai netbook dei primordi, che ora sono in ambasce. Il Moblin di Linux Foundation (fortemente sponsorizzato by Intel, Novell, Wind River e altri) e Android di Google fanno pensare a sistemi di calcolo e divertimento veloci come aquile e agili come lepri. E per di più in totale sicurezza. Basti ricordare la solidità rocciosa dell'OSX di Apple, praticamente inattaccato.
Scott Scherer, analista ricercatore di In-Stat, avanza un'idea-suggerimento ai costruttori OEM dei prossimi netbook: mettete entrambi gli ambienti. Insomma, gli utenti Linux vi sono più abituati: passano da un ambiente di lavoro a un altro con grande flessibilità e scegliendo l'ambiente e l'applicazione ottimale per ciò che devono fare. Perché non far lo stesso anche sui netbook?
Si potrebbe far convivere sullo stesso micropc sia Windows 7 Starter sia una qualche versione Linux, perché non Moblin e Android? Come avviene con Boot Camp di Apple sui Mac, all'avvio l'utente sceglie che cosa "montare" secondo ciò che gli garba di fare.
Insomma, non conviene partire "rinunciando a priori" a qualche cosa ma, perché no, montare Windows 7 per continuare a usare Office, Outlook, e così via per non perdere la mano su ciò che si conosce da una vita e, dall'altra, per esempio, utilizzare Android per le attività più legate alla Rete (se manterrà le aspettative) oppure Ubuntu o Moblin. Perché no?