A fine mese, il 30 giugno, c'è il grande spalsh di LotusLive di IBM, ovvero il Cloud computing "specialmente" dedicato alle piccole e medie imprese e, questa volta, anche con dimensioni da PMI italiane.
LotusLive è il nome d'un insieme di servizi e applicazioni che possono essere utilizzati on demand, come un servizio di rete a consumo o, come si dice, SaaS, Software as a Service. La strategia LoutLive era stata annunciata da IBM ai primi di aprile e, in Italia, presentata a metà giugno ufficialmente a partner, dealer e clienti. Ora c'è la data di avvio delle operazioni dopo che nel frattempo chiunque ne ha potuto sperimentare le caratteristiche accedendo al sito http://www.lotuslive.com/.
Il grosso vantaggio che qualunque offerta Software as a Service dà è che non bisogna installare nulla, soprattutto non occorre comprare nessun nuovo server, nessun disco o quant'altro. Bastano i computer client connessi a Internet e il resto si fruisce sostanzialmente via browser. Si paga "a testa" ossia a numero di computer collegati e la cifra da pagare parte da 10 euro a utente al mese ai 45 secondo la quantità di servizi associati.
Il set di servizi compresi nel portfolio di IBM LotusLive hanno vari nomi e rispondono a esigenze diverse:

Quali sono i motivi di questa offerta?
L'offerta di applicazioni e servizi di IBM dalla "nuvola" di Internet ha molte giustificazioni e rimandi alla filosofia complessiva della offerta del costruttore americano per i prossimi decenni: creare uno Smarter Planet anche rendendo più intelligente il modo di lavorare.
Ne ricorda i fondamentali Stephen Smith, da pochi mesi responsabile Software di IBM Italia: "Entro 2 anni avremo oltre 2 miliardi di gente che naviga in Internet usando un qualunque strumento. Avremo 1.000 miliardi di oggetti interconnessi, con della "intelligenza" dentro. Oggi perdiamo in media 5 ore a settimana per inefficienze dei processi di business e anche se si lavora in remoto, non ci si sposta né si va in ufficio ma si sta presso i clienti, si perdono comunque 8 ore di lavoro per inefficienze nelle soluzioni collaborative. Queste cifre bastano a far cogliere i vantaggi delle soluzioni che offriamo e che vanno nella direzione dello Smarter Work: un modo di lavorare più intelligente".
Ecco, anche, perché Davide Pannuto e Alessandro Chinnici, del team Lotus guidato da Monica Tassinari, sottolineano che "la collaborazione è un asset strategico importantissimo e che assorbe grandi investimenti in ricerca e sviluppo che ora, con LotusLive, si offrono al mercato con una nuova modalità di fruizione".
A che cosa può servire per esempio utilizzare LotuLive Engage? Un'azienda di costruzioni può mettere in comunicazione i fornitori con i progettisti, i responsabili di cantiere, gli architetti e tutti coloro che sono coinvolti nel building in costruzione, scambiandosi file, documenti, immagini, messaggi.
Tutto in una "sala di comunicazione" che non richiede a nessuno dei protagonisti risorse di calcolo dedicate, competenze informatiche particolari, soluzioni a problemi di sicurezza. Tutto è gestito, assicurato e garantito in Rete dai computer IBM sparsi nei gigantechi datacenter che ha in giro per il mondo.
Quali sono le particolarità di LotusLive?
"Rispetto ad altre offerte che hanno spostato le applicazioni dall'on premise, ossia dalle licenze locali, all'online, noi abbiamo utilizzato un approccio diverso, costruito intorno alla persona che utilizza la posta elettronica, condivide file, partecipa a riunioni: i tre pilastri dell'odierno modo di lavorare", dice Chinnici. Basta un plugin per collegarsi e con un clic si entra nella "stanza condivisa".
Addirittura LotusLive Engage e i suoi servizi possono essere utilizzati "anche se non si è utenti registrati: basta essere invitati da qualcuno che è nel meeting e che invia un link cui accedere". L'amministratore della riunione può preregistrare i propri utenti che diventano proprietari del proprio profilo al primo accesso "Ma non c'è una directory esterna oppure poteri di amministratore simili a quelli dei gestori d'una Lan. L'utente seleziona il gruppo dall'elenco dei dipendenti aziendali o del team di lavoro e crea banalmente un gruppo su quello specifico meeting per quel problema con quei documenti. Non ci sono allegati email da spedire a grappoli di utenti con i conseguenti problemi di allineamento delle versioni: il documento è unico ed è lì, disponibile per tutti, utenti e ospiti".
Perché questa soluzione dovrebbe attrarre le PMI?
Perché consente di avere a disposizione con lo schioccar di dita e con modestissima spesa, il massimo dell'innovazione tecnologica nello specifico ambito della posta elettronica, del lavoro collaborativo e della gestione di riunioni elettroniche, ossia ciò che le più grandi aziende hanno impiegato anni averle e pagando salatissimi conti in termini di licenze software.
Ora il successo di LotuLive è nelle mani dei partner IBM che, in certo qual modo, dovranno scrollarsi di dosso la pelle della "vendita della licenza software" per acquistare quella della promozione del "miglior servizio al minor costo e utilizzato nel modo migliore".
Un salto verso un lavoro di consulenza non facile.