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PMI Dome

Verizon Business e il Computing as a Service

Un servgizio rivolto particolarmente alle aziende che hanno una presenza all'estero molto distribuita e che permette loro di rispondere ai picchi di necessità di calcolo comprandone a consumo. E' il cliente che, tramite un portale, accende e spegne un server, monta l'ambiente operativo. Una volta finito, spegne.
Redazione PMI-dome | 09 luglio 2009

Il cloud computing è caldo, anche più dell’estate appena avviata. La competizione, infatti, si sta facendo sempre più accesa e gli accenti e le variazioni sul tema sono spesso di difficile interpretazione. Nomi e iniziative si accavallano: Blue Cloud (Ibm), Azure (Microsoft), EC2 (Amazon), Cisco, Emc-VMware, SalesForce.com, Colt Cloud (l'operatore telecom inglese).

C’è chi parte dall’alto delle applicazioni e immagina che “tutto verrà dalla Rete”. C’è chi parte dal basso e si concentra su servizi infrastrutturali: “storage virtualizzato, server virtuali, risorse di calcolo a richiesta”.

Ecco, proprio su quest’ultimo punto c’è un nuovo protagonista: Verizon Business.
Il nome è arcinoto negli Usa dove è il primo operatore mobile ed è anche operatore di rete fissa in 20 stati dell’Est Usa (era la Bell Atlantic) che sta cablando di fibra l’America fino a dentro le case: ne ha collegate già 10 milioni. A livello internazionale ha una presenza che ha ereditato ciò che un tempo era noto come MCI-Worldcom. Oggi, alla guida di Verizon Business in Italia è Massimo Peselli.

La società è un gigante da 100 miliardi di dollari, presente in 75 Paesi, 20mila dipendenti di cui 4.700 in Europa. “Il nostro principale asset è, ovviamente la rete internazionale. Abbiamo tanta fibra da fare 20 volte il periplo all’Equatore. Da poco abbiamo acceso un nuovo cavo transoceanico tra Cina e Usa e siamo nei consorzi che connettono Europa, Cina e India. Oltre alla connettività, però, offriamo soprattutto servizi che si appoggiano alla nostra infrastruttura. I principali sono l’Unified Communicaiton, i servizi di sicurezza e identificazione. E ora anche il Computing as a Service”.

Dietro il CaaS, Computing as a Service, c’è ovviamente la vision che le comunicazioni saranno tutte IP e l’accesso all’IP sarà come la presa di corrente in una stanza con, per di più, la sicurezza garantita dalla rete stessa.

Avendo in giro per il mondo, compreso Pero a Nord Ovest di Milano, 200 datacenter mostruosi, che ospitano i computer di Verizon Business per la gestione della rete ma, soprattutto, i centri dati dei clienti internazionali che “siedono” sul network così da non perdere un infinitesimo di connessione; con tutte le competenze informatiche necessarie per tenere in piedi questo grande circo mondiale era inevitabile pensare di farne business.

“Verizon CaaS aiuta le aziende e gli enti pubblici a sfruttare i vantaggi del cloud computing (IP-based) per gestire in modo più efficiente e sicuro le risorse IT, dai server, alla rete e allo storage così da rispondere alle quotidiane esigenze di business”, dice Mark Beaumont, International IT solutions product management.

Il cliente fa tutto da solo via web
Il servizio è gestito direttamente da un portale Web mediante il quale è lo stesso cliente che accende un server virtuale con il sistema operativo che preferisce e con la capacità di calcolo “1 cpu” che non ha in realtà molta relazione col reale.
Le tecnologie che vi sono dietro, infatti, dal punto di vista hardware sono BladeSystem di Hewlett-Packard ma, si sa, con due e 4 core delle cpu fisiche la relazione con la “cpu” virtuale è opinabile.
Con la stessa semplicità si alloca la memoria Ram e quella fisica. Poi si monta ciò che si vuole. “L’utilizzo prevalente da parte dei nostri clienti è la possibilità, in questo modo, di tenere completamente fuori dal proprio data center le simulazioni e i test delle nuove applicazioni”, aggiunge Beaumont.

Con questo “do it yourself” le aziende pagano solo le risorse utilizzate evitando l’implementazione di un’infrastruttura in grado di supportare eventuali richieste per picchi di capacità, cosa che comporterebbe investimenti per l’acquisto di apparati aggiuntivi e il potenziamento del personale.

La soluzione ideale per nuovi progetti di sviluppo, eventi importanti, fusioni e migrazioni. Un servizio particolarmente adatto anche alle aziende con richieste stagionali, come le vendite al dettaglio o le promozioni, che creano traffico aggiuntivo verso i siti Web e che altrimenti richiederebbero investimenti in risorse che sarebbero sottoutilizzate nel resto del’anno.

Un’ultima variante: CaaS consente alle aziende di effettuare riaddebiti interni per risorse utilizzate da singoli reparti o unità operative. Può essere utilizzato anche per applicazioni web-based o aziendali che sfruttano la rete IP pubblica di Verizon o Private IP, ossia la  sua rete privata basata su MPLS.

La disponibilità del servizio è già in Usa ed Europa, mentre sta per essere allargata all’Asia Pacifico in agosto.

Se si bada bene, il cuore tecnologico di Verizon Computing as a Service è proprio il workflow che, sviluppato internamente, è ora reso disponibile ai clienti. Non è stato un lavoro semplice per arrivare all’attuale semplicità: oltre due anni di sviluppo, durante i quali Verizon Business ha lavorato con un gran numero di fornitori di tecnologia tra cui HP, VMware e Red Hat per mettere a punto CaaS.


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