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PMI Dome

Perché un'azienda dovrebbe investire nella pubblicità on-line? - (parte II)

di Francesca Girolfi | 07 febbraio 2001
Con un AdServer è possibile valutare in modo continuo il rendimento dello sforzo pubblicitario, riuscendo ad ottenere una serie di dati che permettono di valutare l'efficacia che si ha direttamente sul canale di vendita a partire dall'esposizione del prodotto. L'ADServer, infatti, memorizza quei dati fondamentali che consentono il tracking di una campagna pubblicitaria. Ad esempio:
- numero di impression generate da un banner (quando cioè viene visualizzato completamente), può indicare se lo spazio pubblicitario è stato scelto correttamente;
- click-through, ovvero il numero di clic che vengono eseguiti sul banner, indicando l'attenzione che questi esercitano sui navigatori. Ottenendo, inoltre, valori e indicazioni sul traffico generato verso il sito dell'inserzionista;
- dominio di provenienza dell'utente e ora precisa di connessione che aiuta ad affinare il target.

Le possibilità di programmazione consentite dagli ADServer permettono un alto livello di targettizzazione della campagna, con evidente vantaggio per l'investitore. L'attenta scelta di particolari domini di provenienza, pagine web e fasce orarie di esposizione e frequenza di apparizione per i propri banner o 'interstitial' consente di ottimizzare in modo dinamico il rapporto investimento/profitto.

Alcuni server, i più avanzati, modificano automaticamente la sequenza di esposizione dei banner ad uno stesso utente, essendo chiaro che dopo un certo numero di passaggi a vuoto, il messaggio non interessa. Questa ulteriore attenzione per i gusti dell'utente consente anche un risparmio per l'inserzionista, che paga in base al numero di impression.

Ma cos'è un banner?
Banalmente si può definire come un'immagine rettangolare di dimensioni predefinite, essenzialmente di tre tipi: statico, animato, interattivo. La sua principale qualità è di permettere all'utente di cliccarlo e ottenere istantaneamente ulteriori informazioni sul prodotto pubblicizzato. (per un approfondimento vi rimandiamo all'articolo "Che cos'e' un banner")

Esistono anche gli "interstitial", finestre ad apertura automatica (c.d. pop-up) che appaiono quando l'utente accede ad una certa pagina web. Essendo un mezzo più invasivo rischia però di innervosire il navigatore, che non esiterà a chiuderle.

Alcune accortezze
A differenza di una campagna tradizionale, quella on-line deve tenere presente un fatto molto importante: il "navigatore-potenziale cliente" percepisce le inserzioni pubblicitarie attraverso un canale mediatico nuovo e innovativo: e per fare ciò sostiene propri costi di connessione. L'inserzionista deve quindi impegnarsi a non essere troppo invasivo e tecnicamente "pesante" (banner pesanti da scaricare). Deve costantemente rinnovare il messaggio sia in termini qualitativi che quantitativi.

Attenzione quindi alla fase iniziale di progettazione!
In conclusione per chi decide di fare commercio on-line, una campagna pubblicitaria in rete aiuta purchè si presti attenzione alla qualità più che al miraggio di milioni di accessi. E' importante il saper sfruttare al meglio la targettizzazione e la segmentazione che la tecnologia e Internet stessa ci può dare. Ed in ultimo, ma non meno importante, mai dimenticare che la generazione di traffico sul proprio sito Web, è solo il primo passo nell'instaurare con l'utente un rapporto di fiducia e di interesse che duri nel tempo.

Francesca Girolfi

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