Cisco pensa alle "comunità connesse e intelligenti" (Smart+Connected Communities) per creare nuove modalità più sostenibili dal punto di vista energetico. L’azienda vuol creare un modello che, sfruttando le potenzialità della rete, permetta di avere “città intelligenti” dove la circolazione delle informazioni in rete gioca un ruolo fondamentale. La nuova soluzione si basa sulla piattaforma per la sostenibilità di rete pensata da Cisco per incrementare l’efficienza energetica e migliorare la qualità della vita per i cittadini.
Wim Elfrink, chief globalisation officer di Cisco ed executive vice president di Cisco Services dice: “Nei prossimi 3-5 anni, con l’aumento del numero di persone che andranno a vivere nei centri urbani, saranno tre miliardi le persone che nel mondo avranno la possibilità di connettersi a Internet. Cisco ha una visione per il futuro, in cui la circolazione delle informazioni in rete sarà alla base della vita delle comunità e delle città, ed in cui le tecnologie dell’informazione permetteranno di affrontare in modo migliore le sfide energetiche e ambientali. Occorre pensare alla Rete come una piattaforma che abilita lo sviluppo economico, migliora la gestione urbana e la qualità della vita dei cittadini. In queste comunità che noi definiamo connesse e intelligenti (Smart+Connected) ogni oggetto, edificio, sistema connesso in rete diventa più sostenibile per l’ambiente”.
Componente chiave per le Smart Connected Community è la Cisco Network Building Mediator: una soluzione basata sulla tecnologia Smart Building Systems che permette di costruire edifici intelligenti ed efficienti dal punto di vista ambientale, interconnettendo su rete IP riscaldamento, ventilazione e condizionamento (HVAC); illuminazione; sistemi elettrici; sistemi di sicurezza; sistemi per l’uso di fonti rinnovabili.
Smart Connected Buildings costituisce anche una business unit dell’area Emerging Technologies di Cisco, ed è la prima business unit nata nel centro di ricerca Cisco Globalisation Centre East di Bangalore, in India. La struttura si occupa di integrare le tecnologie portate in dote dall’acquisizione dell’azienda Richards- Zeta, avvenuta nel gennaio 2009, con le tecnologie di rete Cisco; in parallelo, sviluppa soluzioni software innovative per la gestione dell’energia. Il team del Globalization Center East è guidato da Sandeppp Vij, vice presidente e general manager, che riporta a Marthin De Beer, senior vice president dell’Emerging Technologies Group di Cisco.
Cisco Network Building Mediator comunica con i sistemi di edificio attraverso una varietà di protocolli aperti; converte i dati in formato XML/SOAP Services, che permette di interconnettere il tutto con applicazioni, utilities, sistemi di gestione aziendali e servizi di tipo cloud. Il prodotto amplia la portata della tecnologia Cisco Energy Wise e costituisce la soluzione di energy management più completa oggi disponibile in ambito business, dando la possibilità di gestire un grande numero di sistemi e di apparecchiature, in qualsiasi tipo di edificio.
Cisco ha annunciato che oltre venti partner tecnologici si uniranno al Cisco Development Technology Program per il prodotto Network Building Mediator, allo scopo di creare soluzioni e servizi per le Smart+Connected Communities. L’azienda prevede inoltre di creare un programma Authorized Technology Provider Program per i partner di canale e i system integrator, che si occuperanno della vendita e dei servizi di assistenza ai clienti.
NetApp ha applicato Cisco Network Building Mediator nella sua sede di Sunnyvale. Commenta David Shroyer, controls engineeer di NetAPP: “In 20 minuti dalla ricezione del segnale, adeguando la fornitura di energia alla diminuzione della richiesta, Cisco Network Building Mediator riduce del 50% l’illuminazione e alza la temperatura di riferimento dell’edificio di quattro gradi, risparmiando 1,1 MegaWatt. Insieme ad altri sistemi, la soluzione Cisco ci ha permesso di ridurre i consumi energetici della nostra sede di Sunnyvale di 18 milioni di kilowattora in 18 mesi. Abbiamo ridotto la nostra impronta ecologica e abbiamo stimato un risparmio di 2 milioni di dollari nei costi energetici”.