Chi vuole può provare da subito l'ebrezza della "Cloud Microsoft".
Non parliamo del nuovo Office che potrà essere usato come servizio online. Piuttosto di Azure, la vera "rivoluzione" Microsoft che rifonda nella Cloud le proprie fondamenta.
Azure, lo si ricorderà, è il nome della nuova piattaforma software che sposta online praticamente tutto ciò che finora le aziende hanno conservato gelosamente dentro i propri server. Annunciata lo scorso anno dal suo grande mentore, Ray Ozzie, il grande capo della ricerca e sviluppo Microsoft, nel tempo ha acquisito il nome completo di Windows Azure, tanto per non dimenticare le radici.
Infatti ciò che sarà online è anzitutto Windows inteso come sistema operativo col quale sviluppare nuove applicazioni o sul quale spostare parti o interi servizi oggi tenuti sui server aziendali e che da fine anno si potranno mettere online sui capaci server dei poderosi data center che Microsoft ha costruito intorno al mondo (è da pochi giorni entrato in funzione, quasi per intero, il centro in Irlanda che ha il mirror in Olanda).
Bob Muglia, president del business Microsoft dei Server and Tools azzarda anche una valutazione di risparmi possibili: mettendo nella Cloud alcune tipologie di applicazioni aziendali si potrà risparmiare fino al 60% dei costi operativi in tre anni.
Windows Azure, e il nuovo modello di business "pay-as-you-go", paghi a consumo e per ciò che usi, sarà ufficialmente annunciato nella Professional Developers Conference del prossimo 17-19 novembre a Los Angeles.
Nel frattempo, però, sviluppatori, Indipendent software vendors, partners, integratori di sistema sono invitati a provare quanto è già disponibile sul sito Microsoft di Windows Azure.
Gli elementi fondamentali sono il sistema operativo (in realtà una vesione modificata di Windows Server 2008) basato sui servizi Cloud, il database relazionale web-based Microsoft SQL Azure e l'ambiente di connettività e interoperabilità garantita dai .Net Services.
Chi è abituato a sviluppare con Visual Studio troverà autostrade pronte ad accogliere le sue applicazioni: non dovrà fare nessuna modifica perché è tutto già "ready to use". Allo stesso modo l'ambiente Windows Azure accoglie tutto quanto è già standardizzato PHP, XML, SOAP, REST e, prossimamente, anche altri linguaggi come Python. L'obiettivo, infatti, è di avere Windows Azure come ambiente che accoglie tutto e tutti, senza distinzioni.
Sin d'ora Microsoft ha previsto un 5% di sconto aggiuntivo sul costo di calcolo di Windows Azure, di SQL Azure e dei .Net Services per coloro che fanno parte del Partner Network. Chi è invece sottoscrittore del programma MSDN Premium avranno gratuitamente risorse aggiuntive per sviluppare le proprie applicazioni Cloud. Microsoft, infine, annuncia "promotional offer" per gli sviluppatori e clienti che vogliono entrare subito nell'arena della sua azzurra nuvola.
Più concretamente la composizione del prezzo è di per sé un grande cambiamento. Finora pagare le licenze software significa molto spesso sovrappesare le proprie necessità di calcolo basandosi sui momenti di picco.
Con il modello "a consumo", invece si paga per:
Semplice e chiaro e, soprattutto, prevedibile e calcolabile in anticipo così che, in caso di necessità, si aumenta per la durata che serve lo spazio disco oppure la banda per le transazioni.