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Angelucci di Assinform: Se le aziende IT facessero sistema tra loro

La 3a indagine congiunturale Assinform sul settore IT italiano appesantisce il quadro già scuro presentato a febbraio: peggiorano le previsioni di fatturato e, peggio, gli ordinativi. Si prevedono meno occupati diretti e meno ricorso a consulenti. Angelucci, però, è pieno d'idee.
di Francesco Di Martile | 22 luglio 2009

Il senso di frustrazione arriva alla fine della conferenza stampa, la prima per Paolo Angelucci, neo presidente di Assinform, l'associazione confindustriale delle 1.400 principali aziende del settore Ict: "Il mio più grande obiettivo continua ad essere quello di far capire a politica e colleghi imprenditori che il settore dell'Ict è un'industria a tutti gli effetti. Un settore industriale, anzi, molto più rappresentativo di altri perché gli occupati diretti delle aziende IT sono 390mila, quelli delle telecomunicazioni circa 160mila e, contando gli informatici presenti nelle aziende utenti, arriviamo a circa 1 milione di addetti. Un settore industriale che, rispetto ad altri, ha creato occupazione anche nel 2008".

Una sorta di grido di dolore, insomma, per la scarsa considerazione che l'Ict continua ad avere in pressoché tutti i contesti, a cominciare dal ministero retto da Tremonti che ha "dimenticato" l'information technology tra i settori cui applicare le agevolazioni fiscali in discussione alla Camera.


Angelucci, imprenditore e capo del Gruppo Cosmic Blue Team (56 milioni di ricavi nel 2008, 7 sedi e 250 addetti), è ancora scottato dalla esperienza di vent'anni fa quando fu vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria: "Gli stessi miei colleghi dell'associazione mi chiedevano: ma come fai a parlare a nome dell'industria tu che non produci niente di concreto? Come se il software fosse aria che non servisse a niente, insomma. E purtroppo viviamo ancora oggi con molta cecità nei confronti del valore che l'information technology porta nelle aziende".

Questo, anzi, è il pretesto da cui si avvia la conferenza di presentazione di Angelucci: un commento ai dati della terza indagine congiunturale che Assinform ha commissionato a Giancarlo Capitani di NetConsulting: "Per continuare a tenere sotto osservazione il settore ogni tre mesi".


 
Il confronto rispetto allo scorso febbraio è avvilente: oltre metà delle 40 aziende medio grandi che hanno risposto al sondaggio, a luglio peggiorano le previsioni del fatturato di fine anno rispetto alle opinioni espresse a febbraio.


Peggio ancora vanno gli ordinativi: il 52% (dal 44 di febbraio) oggi dice che gli ordinativi stanno peggiorando. "C'è poi un dato sistemico terribile - dce Angelucci - un quarto delle aziende ritiene di chiudere l'anno con meno occupati diretti. Potrebbe essere fisiologico in relazione alla diminuzione del fatturato. Ma la tipicità del settore, che fa ricorso a molti consulenti esterni che a loro volta sono occupati presso aziende di servizio, si sta degradando: oltre il 57% taglierà il ricorso ai consulenti. Ciò significa che si rinuncia al motore dell'innovazione, si sacrificano professionalità preziose per il Paese".

Il motivo alla base è la contrazione dei budget destinati all'IT da parte delle aziende clienti che peggiorano dal -8,6% stimato in febbraio a -14,9 di luglio per quanto riguarda gli impegni economici per lo sviluppo di nuovi progetti, ma anche nella manutenzione dell'esistente la stima passa da -5,7% a -6,1%. "In questo quadro fosco, però, ci sono segnali positivi: si passa dal 20 al 25% le aziende che avviano nuovi progetti. Sono in prevalenza quelle di medie dimensioni che hanno sperimentato i vantaggi competitivi che l'innovazione Ict porta al loro business".



Fatto è che parlare di Paese Italia e innovazione significa mettere per la ennesima volta il dito nella piaga degli scarsi investimenti in ricerca, del ritardo dell'adozione di strumenti Ict avanzati nelle aziende per non parlare dei cronici ritardi della Pubblica Amministrazione. Tutti i dati congiunturali peggiorano: eravamo in coda e peggio finiamo: "Nel buco nero del quadrante in basso a sinistra che per tutti gli ingegneri significa male, brutto, pessimo", dice Angelucci, ovviamente ingegnere.



"Eppure il nostro quarto posto nella spesa pro-capite di Tlc, IT e Media, pari a 1.430 euro a testa, potrebbe essere una grande opportunità. Se solamente applicassimo il valore medio europeo significherebbe che gli 85 miliardi aggregati potrebbero fare un balzo a 107,4, ossia migliorare le cose del 22,4%. La sola information technology balzerebbe dai 20,7 miliardi a 36,7. Solo se come Paese investissimo il valore medio di quanto investono Francia, Germania, United Kingdom e Spagna".


Utopia pura. Ma Angelucci, all'inizio del mandato presidenziale di Assinform, non può ammetterlo anzi si mostra combattivo e con due obiettivi.

Quello a breve termine è "governare il rischio", ossia la diminuzione degli investimenti e il degrado dell'occupazione.
Tremonti Ter (l'auspicio è che l'IT entri nelle provvidenze previste finora solo per le macchine hard e invece comprendano gli investimenti in software e servizi: "Siamo un'industria", ribadisce Angelucci); provvidenze finanziarie agli investimenti sia delle aziende Ict sia dei loro clienti che investono in strumenti e soluzioni Ict; monitoraggio dell'occupazione. Quest'ultima è una interessante novità.

Il secondo obiettivo, più a lungo termine, è appunto "progettare il futuro", ovvero allineare la nostra media a quella dei Paesi europei migliori.
"Abbiamo appena costituito le squadre Assinform: cinque vicepresidenti ognuno a capo d'un obiettivo:

  1. Sviluppo della domanda di innovazione
  2. Sviluppo dell'offerta e del valore della filiera IT
  3. NGN (Next Generation Network) e sviluppo dei servizi IT
  4. Innovazione per lo sviluppo con evidenziazione delle best practices da sottoporre a clienti (sia aziende sia PAC sia PAL) come esempi da imitare
  5. Digital District Model: il caso Expo 2015.

L'ultimo punto è una lavagna ancora tutta da riempire. L'idea, sembra di capire, è "valorizzare il made in Italy nel mondo. Nel distretto di Milano ci sono tutte le componenti fondamentali: le tecnologie, le competenze, gli attori protagonisti della moda, del fashion e di quant'altro. Organizzarlo con la logica dei distretti centrati sulla tecnologia ed esportarne il modello. Se un architetto cinese vorrà costruirsi una cucina made in Italy disegnandone i componenti attingendo ai modelli virtuali prodotti nella filiera del distretto, deve farlo dal suo computer. E la filiera deve essere in grado di fovorirlo".

La sintesi del programma politico di Angelucci è ben riassunto da Federico Barilli, direttore di Assinform: "La mia impressione è che Angelucci voglia provare anzitutto a far fare sistema alle aziende IT, insomma mettere assieme anzitutto le competenze delle nostre aziende come filiera produttiva che collabora e colpisce assieme sui mercati internazionali".

Ecco intanto le nomine dei vicepresidenti e dei componenti il Consiglio Direttivo di Assinform.
Vice Presidenti

Antonio Chiveri - ALMAVIVA
Biagio De Marchis - IBM
Pietro Scott Jovane - MICROSOFT
Michele Liberato - ACCENTURE
Stefano Venturi - CISCO

Consiglio Direttivo

Costanza Amodeo - ENGINEERING
Alessandro Barberis - INFOCAMERE
Renato Bellavita - UNIONE INDUSTRIALE TORINO
Alvise Braga Illa - TXT E-SOLUTIONS
Alessandra Brambilla - HP
Dario Cassinelli - POSTECOM
Enrico Castanini - DATASIEL
Giovanni Chiarelli - TELECOM ITALIA
Augusto Coriglioni - T-SYSTEMS ITALIA
Mauro Fiorilli - SOPRA GROUP
Maurizio Ghianda - SAGA
Roberto Liscia - CONSORZIO NETCOMM
Roberto Lorini - VALUE TEAM
Monica Lucarelli - ISED
Franco Mazza - AIVE
Franco  Patini - CPI PROGETTI
Eugenio Pontremolesi  - GFI ITALIA
Fulvio Rigotti - DEDAGROUP
Tatiana Rizzante - REPLY
Alberto Tripi - ALMAVIVA


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