Su TechRepublic si sono presi il gusto di sondare un nugolo di Chief information officer per conoscere il loro "sentiment" alla vigilia dell'arrivo di Windows 7.
Il risultato di questo minisondaggio (sono stati infatti coinvolti appena una dozzina di Cio su un panel di 90), è 50 a 50: sei dicono che entro fine 2010 adotteranno Windows 7 e altrettanti continueranno a testarlo e ad aspettare che le cose si stabilizzino al punto da garantire che le applicazioni aziendali traggano vantaggio dal nuovo ambiente opertivo e non in corrano in sgradevoli scivoloni.
Un dato interessante è il confronto con un analogo sondaggio svolto qualche mese fa e solo un Cio s'era detto propenso a saltare sul nuovo carro OS proposto da Microsoft mentre ben 11 erano in posizione attendista.
Tra gli interessanti pareri riferiti da TechRepublic si colgono alcune tendenze chiare: c'è chi, "dopo aver combattuto sei mesi con Windows Vista" ha preferito saltare sulla release candidate di Windows 7 e ha tirato un sospirone di sollievo perché è stabile almeno quanto Windows XP e contiene delle nuove caratteristiche ritenute interessanti: il controllo da remoto dell'accensione e spegnimento, la facilità di accesso alle reti WiFi, il controllo centralizzato dei software installati sui client, il controllo e supporto da remoto delle attività degli utenti e altre novità.
Altri invece sono del partito della prudenza: pronti ad avviare la sperimentazione ma senza toccare un briciolo di quanto esiste e viene utilizzato nel day by day del business. Anzi, la drastica risoluzione di voler aspettare, come sempre, un paio d'anni prima di aver tratto beneficio dagli inevitabili aggiustamenti che Microsoft apporterà grazie al test di massa fatto dai consumatori che acquisteranno un pc dal 22 ottobre in poi. Insomma, la prudenza aziendale è tanta da non voler manomettere assolutamente ciò che funziona e che è occorso anni di raffinamenti e interventi perché fosse assolutamente affidabile. Un paio d'anni di wait and see è il minimo indispensabile, insomma.
Tra coloro che ritengono di fare il grande salto della adozione di Windows 7 entro la fine del prossimo anno vengono sottolineati alcune frecce vincenti del nuovo sistema operativo Microsoft. C'è per esempio chi apprezza le innate caratteristiche rivolte agli utenti in mobilità che, combinate con le novità di Windows Server 2008, possono portare molto vantaggio all'azienda e agli utenti. Si pensi, per esempio, al lavoro condiviso grazie a SharePoint, built in dentro WinServer.
C'è chi si pone il giusto interrogativo: ma se ho aspettato tanto fino adesso perché non mi sono fidato di Windows Vista è veramente conveniente che spenda denaro e tempo e risorse per rivedere tutte le applicazioni critiche nel nuovo ambiente operativo oppure che consideri il Cloud Computing e tutto ciò che ciò comporta come conseguenze? Bella domanda, indubbiamente.
Coloro che in prima persona hanno avuto modo di sperimentare e utilizzare Windows 7 e le sue indubbie migliori prestazioni rispetto a Windows Vista sono coloro che contano di spingere la sua adozione man mano che si arriverà alle sostituzioni dei client nei dipartimenti. Lo stesso ragionamento è in coloro che giudicano inevitabile lo switch verso Win7 perché è l'intero ambiente operativo Microsoft che sta spingendo e, i nuovi hardware, sono progettati per trarre miglior vantaggio proprio dal nuovo ambiente sviluppato a Redmond. Infine c'è chi, proprio perché ha saltato Windows Vista, ora intuisce che per non restare troppo indietro nella evoluzione tecnologica non può non saltare sul nuovo calesse di Steve Ballmer.
Ci sono, però, anche ragionevoli motivi che sostengono il partito del NO a Win7 entro il 2010.
Alcuni si chiedono: ma quali concreti vantaggi porta alle piccole e medie imprese il nuovo sistema operativo e i nuovi hardware? Insomma è il classico ragionamento basato sulla constatazione: se già oggi utilizzo solo un percento delle potenzialità dell'hardware e software a disposizione, perché mai dovrei rincorrere una ipotesi di scenario vantaggioso? Da cui la logica conclusione: aspettiamo e vediamo.
C'è chi ha stabilito per se stesso e come policy dell'IT aziendale l'attesa del Service Pack 3 e, prima di decidere qualche cosa su Win7, aspetterà che Microsoft rilasci almeno la SP2. Insomma, prevede tempi biblici davanti a sé. Infine c'è chi non è convinto da quanto Microsoft ha finora indicato come caso d'eccellenza per convincere i clienti aziendali circa i vantaggi del nuovo ambiente operativo.
Chi è francamente poco stimolato dalle vicende dei sistemi operativi: fino a che i fornitori di applicazioni business sono ancorati alla manutenzione e assitenza delle applicazioni critiche sviluppate in ambiente Windows XP, non si vede nessuna ragione per anticiparli modificando il proprio ambiente operativo aziendale. Insomma, i buoi sono le applicazioni e il sistema operativo è il carro.
Da ultimo TechRepublic registra anche la posizione dello scetticone: Microsoft sta suicidando il proprio business e i sistemi aperti guadagnano terreno. Amen.