Ma
non è tutto oro quel che luccica.
In
realtà molte aziende utilizzano questo strumento
di marketing già da tempo, ma fino ad oggi
si sono accontentate di "informare" non
utilizzando e adottando metodi e forme di composizione
adeguate al mezzo che utilizzano.
Questo
può ridurre in modo significativo l’efficacia
di un messaggio, tanto da far sì che le proprie
proposte vengano cestinate senza essere neppure lette.
Come
ottenere allora un e-mail efficace?
Innanzi
tutto porre attenzione a ciò che viene proposto
come oggetto dell’e-mail stessa.
È
la prima cosa che il ricevente legge, è quindi
indispensabile che ne catturi l’attenzione. Occorre
dire molto in poco spazio, riuscire ad essere incisivi,
interessare subito il cliente all’offerta sottolineandone
i suoi vantaggi. In questo modo aumentano le possibilità
che il messaggio venga aperto e letto.
Ovviamente
questo non è sufficiente perché il messaggio
colpisca tanto l’utente da fargli visitare il sito
aziendale ed accettare l’offerta ricevuta. Scrivere
un’e-mail di qualità non è poi così
automatico soprattutto se ci si rivolge a clienti
acquisiti o potenziali.
Molti
gli aspetti che richiedono cura ed attenzione.
Partiamo
dal contenuto. Anche in questo caso fondamentale
è la qualità. Ciò che il cliente
cerca sono informazioni utili, concrete e vicine ai
propri ambiti d’interesse. Questo è tanto più
importante se si pensa che un’e-mail arriva nella
casella personale dell’utente che sarà molto
infastidito dal ricevere messaggi per lui inutili
o non richiesti (rischio di ‘spamming’ ).
È
buona norma, inoltre, essere il più brevi
possibile. Inutile dilungarsi in ampie descrizioni
dell’azienda con relativi elogi sulla qualità
dei suoi servizi, meglio mettere subito in evidenza
il prodotto che si vuole proporre con tutti i suoi
vantaggi (qualità, prezzo, convenienza...)
Ogni
altra informazione aggiuntiva potrebbe essere fornita
al cliente per mezzo di link al sito aziendale
(meglio testarli prima di spedire il messaggio).
Fondamentale
poi personalizzare il testo. Dato che spesso
il target a cui si ci si rivolge è conosciuto,
occorre adeguare il contenuto a chi lo riceverà.
Uno stesso prodotto dovrà essere presentato
in modo differente se rivolto ad un’azienda o, al
contrario, ad un privato: le informazioni recepite
come interessanti non saranno le stesse per i due
tipi di utenza.
Inoltre
un messaggio personalizzato dà al cliente la
sensazione di essere al centro dell’attenzione dell’azienda
innanzi tutto come persona.
Per
evitare che il ricevente si senta oggetto di una
comunicazione a senso unico da parte dell’azienda,
è utile rendere il testo interattivo.
Link
al sito, frasi ‘cliccabili’, oltre snellire il messaggio,
sollecitano il cliente a compiere scelte operative
dandogli modo di sentirsi parte attiva nel processo
di comunicazione. Importante, inoltre, la possibilità
di un contatto diretto (e-mail, call-center, personale
in linea..) a patto che si sia poi in grado di rispondere
tempestivamente alle richieste.
Non
meno rilevanti alcuni aspetti riguardo la struttura
e la forma del testo.
- Se
non si può scrivere un messaggio molto breve,
è meglio creare un indice degli argomenti
e porlo in evidenza, così da riassumere i contenuti
proposti.
- Per
aiutare il colpo d’occhio, il testo può essere
segmentato in paragrafi o sezioni non troppo
lunghi che, di solito, rendono più facile e
spedita la lettura.
-
Se
un messaggio viene inviato ad un utente con cadenza
periodica, è importante che abbia una testata
riconoscibile comprendente titolo, sottotitoli,
data, redazione...
- Nello
stile è bene usare un tono informale
senza però esagerare in forme forzatamente
colloquiali che infastidiscano il cliente e tolgano
credibilità ai contenuti proposti. Il linguaggio
deve essere chiaro, semplice e calibrato.
- Mai
tralasciare la firma completa: nome, cognome,
azienda, indirizzo, sito Web, e-mail e volendo anche
telefono e fax.
Infine
vale la pena di attuare una revisione dei messaggi
prima di inviarli; errori, e quindi trascuratezza
nel testo, potrebbero danneggiare molto l’efficacia
della comunicazione nel suo insieme e dare un’idea
di scarsa professionalità dell’azienda mittente.
di Francesca Girolfi