Il responsabile tecnologico di Sophos lancia l'allarme: avere la possibilità di "montare" XP in una macchina virtuale di Windows 7 significa fare il doppio lavoro: sia tenere aggiornata la sicurezza in Windows 7 sia aggiornare Windows XP con le ultime patch. Non un grande incentivo perché l'utente cambi piattaforma.
Redazione PMI-dome |
19 agosto 2009
Come
si diceva qualche giorno fa, il rilascio del componente
Windows Virtual PC, parte essenziale del prossimo
Microsoft Windows 7, affinché gli utenti possano iniziare a valutare direttamente la modalità di compatibilità XP Mode, sta iniziando a sollevare i primi dubbi.
In una recente dichiarazione
Richard Jacobs, Chief Technology Officer di
Sophos, nota società dedita alla sicurezza, ha sottolineato quanto questa modalità operativa sposti le lancette della sicurezza di molti anni indietro.
Infatti, dice Jacobs, nell'ambiente di Windows Virtual PC il
nuovo ambiente ospite XP condivide processing e memoria dell'ambiente Windows 7, ma
non tutta l'infrastruttura di controllo e sicurezza che Microsoft ha sviluppato da Windows Vista in poi.
Anzi, viene abbandonato proprio uno degli àtout principali di Vista, ossia la sua accresciuta sicurezza , tra i fattori principali sottolineati quando Vista fu presentato al mercato.
Con XP Mode nell'ambiente virtuale di Windows 7,
tutto ciò viene incautamente bypassato.O quantomeno impone che si faccia
un lavoro doppio: da una parte seguire gli aggiornamenti di sicurezza di Windows 7 e quindi tenere al sicuro le applicazioni native win7; dall'altra
aggiornare anche il "vecchio" ambiente XP con le continue patch di sicurezza che negli anni si sono rese necessarie.
Insomma: offrire agli utenti la possibilità di continuare a usare le vecchie applicazioni "legacy" sviluppate e manutenute sotto Windows XP, con complicazioni operative quale quella sottolineata da Jacobs,
non sarà sicuramente un incentivo a lasciare il vecchio ambiente per abbracciare con entusiasmo il nuovo Win7.