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PMI Dome

A proposito del furto dei dati di 130mila carte di credito in Usa

E' il sistema delle carte di credito che non è strutturato per dare sicurezza nelle transazioni online perché nato per le transazioni off-line. Il recente episodio del furto del signor Gonzalez non fa che rinforzare l'idea che i gestori devono proporre nuove soluzioni ai consumatori. E conservare meglio i loro dati.
Redazione PMI-dome | 21 agosto 2009
E' il furto elettronico dell'estate che rinfocola vecchi timori e antiche certezze.
Umberto Rapetto, che di queste cose se ne intende, sul Sole24Ore del 18 scorso ricorda che le carte di credito, massima espressione della "moneta elettronica", sono nate per stare lontano dai gangli connettivi della telematica.

Infatti, è ormai solo un ricordo, ma la carta di credito veniva esibita al commerciante che confrontava la firma apposta con quella d'un altro documento d'identità. Se si fidava dell'una e dei marchi che comparivano sul rettangolino di plastica allora "accettava" la transazione off-line. Solo dopo avrebbe consegnato le ricevute alle banche emettitrici e, con comodo, avrebbe ricevuto quanto gli spettava.

Oggi non è più così: basta digitare il numero della carta, il nome del titolare e il "codice di controllo" Ccv nel retro della card, e la transazione è bella che fatta.

Ecco perché scoprire che una banda di malfattori è riuscito a rubare i dati sensibili di 130mila carte di credito, non deve stupire più che tanto.

La prodezza del signor Albert Gonzalez, tra l'altro ex informatore del Secret Service americano, e dei suoi due sodali russi non può che gettare ulteriore discredito a come vengono tutelati i dati sensibili dei cittadini dalle grandi istituzioni bancarie e parabancarie.

A "cedere" sono state questa volta le barriere della americana Heartland Payments Systems, società che gestisce i pagamenti e le transazioni per conto di 250 mila dettaglianti e ristoranti Usa.

La grande capacità organizzativa messa in atto (server noleggati e sparsi in diverse nazioni compresa l'Europa), sofisticate soluzioni per "provare" il proprio worm contro i più aggiornati e potenti sistemi antiintrusione, sono stati svelati solo perché Gonzalez non ha saputo resistere al fruscio del denaro e a vantarsi di aver dovuto, poverino, contare 340mila dollari in biglietti da 20.

Ora rischia 35 anni di galera. Ma non consola sicuramente gli utenti che usano carte di credito online.

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