80 milioni di batterie in meno se i notebook avessero dischi SSD
E' lo scenario disegnato da iSuppli: se si usassero dischi SSD nei notebook si avrebbero le stesse performance con batterie a 4 celle anziché 6. Con enormi risparmi energetici e dell'industria elettronica. Ma i dischi SSD costano ancora troppo rispetto ai tradizionali dischi magnetici.
Redazione PMI-dome |
28 agosto 2009
Le società di ricerca son lì apposta per far calcoli e tirar fuori scenari. Uno abbastanza curioso è il conto che ha fatto iSuppli a proposito del risparmio che i dischi a stato solido potrebbero comportare se venissero adottati in massa nei notebook.
Un tipico pc portatile utilizza una batteria a sei celle. Se si utilizzassero memorie flash SSD si potrebbe avere la stessa durata utile delle batterie utilizzandone però solamente 4 celle.
E quindi se i 250 milioni di notebook che saranno venduti entro il 2013 utilizzassero 4 celle e dischi SSD significherebbe risparmiare almeno 80 milioni di batterie.
Proseguendo oltre e calcolando i 693 milioni di notebook previsti per il triennio 2011 e 2013 il terzo di batterie risparmiate sarebbero 231 milioni.
Ovviamente un minor consumo di energia corrisponde a minori materiali utilizzati, minori componenti elettroniche che contribuiscono alla polluzione inquinante globale. Insomma, sposare i dischi a stato solido avrebbe un fattivo e importante impatto ambientale.
E allora qual è l'ostacolo per uno scenario del genere? I costi degli SSD rispetto ai costi dei tradizionali dischi. E iSuppli stima che fino al 2012 non più del 10% di notebook avranno SSD.