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Gli italiani buoni del web sono 6,5 milioni


set 21, 2009

Gli italiani analfabeti del web sono 23,1 milioni. A loro di Internet, delle email e di queste diavolerie tecnologiche non importa niente. E sono il 45% della popolazione. Gli unici interessanti per chi fa e vende contenuti digitali sono gli Eclettici, ma sono pochini. Molto meno dei Technofan che si divertono e basta.

di Redazione PMI-dome

 




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23,1 milioni di italiani non utilizzano Internet, pari al 45% della popolazione. E' il risultato più sintetico dell'indagine dell'Osservatorio permanente sui contenuti digitali. Questi italiani resistenti al web hanno più di 55 anni, un livello d'istruzione e reddito basso, ossia "un importante limite sia alla crescita innovativa del paese, sia al potenziale mercato delle imprese producono e distribuiscono contenuti digitali (o si apprestano a farlo)".

La ricerca - realizzata da Nielsen, per il terzo anno su incarico dell’Osservatorio permanente sui contenuti digitali, creato nel 2007 da AIDRO, AIE, ANICA, FIMI, PMI, UNIVIDEO, principali Associazioni che operano nella produzione e gestione dei contenuti, e Cinecittà Luce - ha fotografato in modo trasversale i diversi modi in cui il pubblico accede a contenuti digitali e non, in base a uno studio qualitativo etnografico e quantitativo su un campione di 8.500 individui del Panel Consumer Nielsen rappresentativo della popolazione italiana.

Aumenta la quota di chi ai contenuti tradizionali ne sostituisce altri a minor valore aggiunto tra 2007 e 2009 scende di 2 punti la percentuale di chi abbina un uso consapevole, interattivo ed evoluto delle tecnologie con un’elevata propensione al consumo di contenuti culturali e di intrattenimento (musica, cinema, libri). Sono i cosiddetti Eclettici, che oggi rappresentano il 12% della popolazione, pari a 6,5 milioni di italiani e che sono candidati ad essere i primi utilizzatori degli e-book.

Ciò che cresce invece in modo esponenziale è il popolo degli utilizzatori di contenuti “usa e getta”. Aumenta infatti di 10 punti tra 2007 e 2009 la percentuale dei cosiddetti Technofan, che, oltre ad essere poco interessati alla lettura e a cosa succede al mondo, utilizzano le tecnologie solo come puro divertimento o come mero mezzo di comunicazione: oggi sono il 27% della popolazione con più di 14 anni (circa 14 milioni) e addirittura il 58% dei 14-24enni.

Cresce nel 2009 l’uso di internet per accedere ai social network (+30 punti percentuali), condividere contenuti (+8 punti percentuali), chattare (+7 punti percentuali). Emerge però anche che il 26% degli italiani che usano internet – uno su quattro - pagherebbe per sottoscrivere un abbonamento a un servizio online che fornisca un accesso illimitato ai film o alla musica. Il 12% lo sottoscriverebbe su cellulare per avere un accesso illimitato alla musica.

Due e contrapposte, dunque, le dinamiche che stanno attraversando la società italiana.
La prima, positiva, in cui la tecnologia è stimolo e opportunità grazie a un accesso più ampio e diffuso ad informazioni e contenuti di qualità.
La seconda, negativa, in cui ai contenuti tradizionali se ne sostituiscono altri a minor valore aggiunto (“usa e getta”).
E in assenza di una progettualità di sistema (scuola, imprese, ecc.) la seconda tende a prevalere, soprattutto tra le nuove generazioni, come mostra un raffronto condotto sugli ultimi tre anni. L’impatto depressivo di questo trend sugli acquisti è evidente ma non irreversibile.

L’utilizzo delle nuove tecnologie fatto dagli Eclettici, ad esempio, genera relazioni virtuose per il mercato dei contenuti così che Internet può essere un concorrente sleale (p2p), ma anche un canale e uno stimolo all’acquisto e a nuove strategie di marketing per le imprese; le nuove piattaforme tecnologiche e i nuovi modelli di acquisto offerti dalle aziende abilitano nuove modalità di fruizione dei contenuti.

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La ricerca più in dettaglio
Cresce in modo esponenziale tra 2007 e 2009 l’uso di internet: oggi oltre 28milioni di italiani utilizzano la rete (5milioni in più di due anni fa!). Ma in modo sorprendente si scopre che esiste ancora un 45% della popolazione italiana con più di 14 anni che non la usa mai. Un dato meno negativo di una recente indagine Eurostat (anche se limitata al 2008), in base alla quale risulta che solo il 42% delle famiglie italiane con “almeno un componente di 16-64 anni” accede a Internet.

Ci collochiamo così prima solo di Grecia, Romania e Bulgaria. E nel 2007 questo valore in Italia era del 43%. Secondo Eurostat siamo agli ultimi posti in Europa (l’Olanda è all’88%, la Germania al 76%, Uk al 71%, la Francia al 62%) non solo nell’accedere a internet ma anche nel disporre di accessi alla banda larga: anche qui con il 31% (ma nel 2007 era il 26%) veniamo prima solo di Grecia (22%), Bulgaria (21%), Romania (18%).

Ma che uso fanno invece della tecnologia gli italiani? E’ un uso sempre più orientato al gioco e allo svago: si abbassa il livello culturale della società, fenomeno che, inevitabilmente, porta ad un utilizzo delle tecnologie meno approfondito e consapevole. Non interessano i contenuti di qualità (musica, news, cinema, informazioni, materiali di approfondimento e di studio e lavoro) e servizi (home banking, PA, ecc.) sempre più disponibili in rete, ma la performance tecnologica fine a sé stessa. Magari per scaricare illegalmente contenuti tutelati da copyright.

La società italiana? Spaccata in due tra chi utilizza spesso le tecnologie  in rete e un 45% che non le usa MAI. Altissimo il rischio di emarginazione dall’innovazione per una vasta fascia di popolazione - Aumentano gli italiani che fanno un utilizzo quotidiano di internet: passano dal 23% del 2007 al 34% del 2009. Gli heavy users sono ormai quasi 18milioni, per lo più giovani (fino ai 44 anni), con un livello di istruzione e di reddito medio alto. Accanto a loro c’è però un 45% di italiani, parliamo di 23,1milioni di connazionali, che non utilizzano proprio la rete. Si tratta soprattutto di individui con più di 55 anni, con un livello di istruzione e di reddito basso. L’innovazione tecnologica del Paese è insomma affidata al ricambio generazionale e a puri fattori demografici.

Le donne con più di 34 anni usano Internet meno degli uomini coetanei: se non cambia nulla le 35-44enni raggiungeranno i coetanei di sesso maschile probabilmente solo nel 2019 – Donne e ragazze usano sempre più Internet: nel 2009 ci sono ormai poche differenze nelle fasce più giovani, 14-19 anni (86% donne vs 85% uomini) e 25-34 anni (84% donne vs 86% uomini). Le diversità marcate le troviamo soprattutto nelle fasce di età successive. Cresce sì, tra 2007 e 2009, nell’universo femminile l’uso di Internet (dal 57% al 74% tra le 35-44enni) e più di quanto avvenga in quello maschile (dal 76% all’84%), ma restano comunque dieci punti di differenza tra i due generi. In assenza di altri interventi – se non quelli demografici – dovremmo aspettarci solo nel 2019 un allineamento anche su questa fascia di età, che è quella delle mamme che seguono i figli in una scuola sempre più “tecnologizzata”.

La popolazione italiana? Sempre più Technofan: meno cultura, più tecnologia per un italiano su quattro – Se da una parte cresce l’abilità tecnologica della popolazione italiana, lo stesso non si può dire per il suo livello culturale. Oggi i Technofan (gli “smanettoni”, abili soprattutto tecnologicamente) sono il 27% della popolazione italiana e rappresentano circa 14milioni di italiani. Solo due anni fa erano 10 punti percentuali in meno.

I giovani e internet: più di uno su due è Technofan – I veri “smanettoni” sono però i giovani tra i 14 e i 24 anni: il 58% si limita a usare le tecnologie come un gioco (erano il 40% due anni fa). Una conferma se si pensa che il 47% dei giovani tra i 14 e i 19 anni dichiara che potrebbe tranquillamente fare a meno di essere informato su quello che accade nel mondo (!); il 37% di leggere (libri, ma anche tutto il resto), il 31% di andare al cinema. E’ maggiore l’interesse per tv e musica di cui potrebbero fare a meno rispettivamente solo il 14% e il 5% dei giovani Italiani. Questo il profilo della domanda con cui le imprese che producono contenuti devono misurarsi nell’inventarsi nuovi modelli di business.

Il mondo degli internauti non è fatto solo dai giovani: l’80% di chi naviga ha più di 24 anni. Che utilizzo si fa allora della rete? Sempre più interazione: quasi un italiano su 3 (il 32% nel 2009, erano il 28% l’anno scorso) non si limita a consultare la rete ma interagisce su almeno un argomento. Più comunicazione e socializzazione, ma non solo. Il 79% dei navigatori dichiara di utilizzare almeno una volta alla settimana motori di ricerca, il 46% di leggere quotidiani online, il 41% di accedere a siti di social network (erano il 3% nel 2007, l’11% nel 2008), il 38% di visitare siti di condivisione di contenuti come Youtube, il 24% di chattare, il 42% di utilizzare la messaggistica istantanea, il 38% per partecipare a forum e blog. Una curiosità sui tipi di forum più presenti sulla rete? Se aveste cercato su google “forum di letteratura” nel 2007 avreste trovato 1,7 milioni di risultati, oggi 1,5. Ripetendo l’esperimento con “forum calcio” nel 2007 i risultati sarebbero stati 2milioni circa. Oggi ben 4,8milioni!

Quali sono le passioni di chi fa della rete un utilizzo quotiano? La rete non è solo per Technofan – Chi usa spesso internet è più interessato della media a musica (+10 punti vs media Italia), libri e giornali (+ 6 punti vs media Italia) e cinema (+4 punti vs media Italia). Sotto media solo la tv, che rappresenta una passione solo per il 10% degli heavy internet (-2 punti vs media).

Gli acquisti di contenuti? Sono sempre meno, in ogni categoria – Scendono gli italiani che acquistano musica (si è passati dal 49% del 2007 al 35% del 2009), che acquistano film (dal 27% del 2008 al 22% del 2009), che li noleggiano (dal 25% del 2008 al 20% del 2009), che comprano libri (dal 48% del 2008 al 45% del 2009), che sono andati al cinema (dal 50% del 2007 si è passati al 47% del 2009).

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Un italiano su quattro dichiara di essere disposto però a pagare per ciò che oggi riesce a trovare gratis – Il 27% degli italiani che usano internet pagherebbe per sottoscrivere un abbonamento a un servizio online che fornisca un accesso illimitato ai film o alla musica. Il 12% lo sottoscriverebbe su cellulare per avere un accesso illimitato alla musica.

Sembra diminuire il peer to peer. E aumentare la cultura della legalità – Un internauta su cinque (il 21%) utilizza il peer to peer: un dato in diminuzione se si considera che nel 2008 era il 24% e l’anno prima il 23%. Le opinioni sulle tecnologie? Gli Italiani considerano sempre più la condivisione di file protetti dal diritto d’autore come un reato.

Per le imprese che producono contenuti (musica, cinema, informazione, libri) Internet non è dunque solo una minaccia ma anche un’opportunità. Quanto grande? Gli Italiani forti utilizzatori di internet, molto interessati a contenuti di qualità, potenziali clienti di nuovi modelli di business digitale (e-book, abbonamenti online, marketing legato al Web. 2.0) sono il 12% della popolazione (i 6,5milioni di Eclettici). Sono la preda più ambita dall’industria del settore ma, attenzione, sono in leggero calo rispetto al 2007.



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