Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

E-commerce Italia: facciamo il punto della situazione

I nuovi dati di una ricerca sul commercio elettronico in Italia devono portarci a fare delle riflessioni.
di Luca De Nardo | 31 maggio 2001

Il fenomeno del commercio elettronico in Italia lentamente prosegue il suo cammino: lentamente.

Questo sarebbe il risultato emerso al sesto Forum sul Commercio Elettronico tenutosi ieri – 30 maggio 2001 - a Milano, organizzato dall’Assintel e dalla FED.

Nell’occasione è stata presentata una ricerca realizzata da Sirmi (su un campione di 1.000 imprese con oltre 10 dipendenti) per conto degli organizzatori: i dati presentati non lasciano dubbi.

Ma è anche una questione di interpretazione: se da una parte (come seguiranno i dati) risulta che quasi la totalità delle aziende intervistate sono collegate ad Internet, dall’altra parte sembra che queste siano poco propense a sviluppare business on-line nella sua accezione più ampia.
Ma perché? i-dome.com è convinto di un punto.

L’e-commerce viene ancora percepito dalle aziende (italiane in particolare modo) come una cosa difficile da capire, difficile da portare in azienda, difficile da gestire. La cultura e la conoscenza aziendale sul mondo digitale è estremamente scarsa, di competenza e proprietà dei cosi detti specialisti.

E’ questo il nodo fondamentale sul quale operare. Il nodo sul quale si deve insistere, lavorare, fugare ogni ragionevole dubbio.

Senza il superamento di questo aspetto, tutti i dati, le ricerche, i ragionamenti, le speranze per uno sviluppo intelligente ed efficace del commercio elettronico sono inutili.

Pensiamo sempre al fantomatico Signor Brambilla che produce bulloni: prendiamolo come esempio, come punto di partenza. E su questo cerchiamo di lavorare e costruire un ambiente accogliente nel quale il produttore di parti in metallo sia messo in condizioni di non aver paura del commercio elettronico.

Paura, mancanza di cultura… Torniamo alla ricerca presentata al Forum.

Tra le varie domande rivolte agli intervistati, una in particolare risponde a quest’ultimo ragionamento:

"Quali sono i motivi del rallentato sviluppo del commercio elettronico in Italia?"
Risposte:
1 – Sicurezza dei dati e dei pagamenti (ca. 54% delle risposte)
2 – Scarsa diffusione di Internet (ca. il 22% delle risposte)
3 – Mancanza di cultura dell’e-business (ca. il 19% delle risposte)
4 – Preferenza acquisti tradizionali (ca. il 17% delle risposte)
5 – …. Altre (sotto l’8 %)

Ma sembrerebbe emergere dalla ricerca un fatto. I motivi non sono stati sperimentati, sono PERCEPITI!
Mancanza di informazione, cultura, conoscenza.

Torniamo ai dati:
dicevamo che quasi la totalità degli intervistati è collegata ad Internet: il 98,7 %, di cui il 27,5% attraverso le free-net e il 72,5% a pagamento.

Ma la cosa di più curioso è il seguente dato:
solo il 34,7% delle aziende consente l’accesso a tutti i dipendenti, mentre il 7,9% ad uno solo, il restante (la maggioranza) 57,4% ad un gruppo selezionato.

A nostro avviso un dato su cui riflettere.
Siamo infatti convinti (cosa ormai ovvia, conosciuta e quasi scontata) che l’attività di business elettronico è per sua definizione trasversale all’interno dell’azienda.
Dall’area del marketing, all’area commerciale, all’amministrazione, alla logistica, al Customer Care….

Ma allora, perché la maggioranza delle aziende consente l’accesso ad Internet solo ad un gruppo selezionato di dipendenti?

Continuiamo con i dati:
Quali sono i motivi perché un’azienda investe in una iniziativa di commercio elettronico?
Risposte:
Il 44% afferma per Raggiungere nuovi clienti e mercati
Il 40% risponde affermando che il commercio elettronico è una modalità di vendita innovativa
Il 16% risulta essere un canale adatto per l’attività imprenditorial svolta.

Conclusioni:
I dati sono sempre dati. La realtà è che il commercio elettronico in Italia stenta a decollare: ma è soprattutto questione di cultura e informazione.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido