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La larga banda consuma troppa energia. Un Codice per ridurla

L'industria delle telecomunicazioni consuma cifre imbarazzanti di elettricità per i propri apparati di rete. Alcuni costruttori e operatori hanno aderito al Codice di Condotta stilato dall'Etsi che vuol ridurre drasticamente i consumi. Huawei è il primo costruttore non europeo che ha volontariamente aderito.
di Francesco Di Martile | 02 ottobre 2009

Se si continua a consumare energia senza intervenire, gli apparati di rete che servono per la larga banda fissa e mobile, in casa e soprattutto nei data center e nelle antenne sui monti, nel 2015 consumeranno 50TWh l'anno.

Uno sproposito.

E' partendo da questa proiezione di consumi che la Commissione Europea ha incaricato il Centro di ricerca di Ispra di elaborare una raccomandazione per le aziende costruttrici e per gli operatori. Da questo lavoro è emerso un Codice di Condotta per la larga banda alla cui adesione sono chiamati i costruttori. I primi che hanno aderito a questa iniziativa, tra i costruttori, sono la cinese Huawei e la francese Thomson.

Tra gli operatori Tlc che hanno dato la propria adesione vi sono: Deutsche Telekom, Telecom Italia, TDC Services, Telia Sonera, Swisscom. L'obiettivo dell'industria è arrivare alla data del 2015 con la metà dei consumi previsti.

Un impegno non banale. Si ricorderà che le stime indicano che il settore Ict mondiale è responsabile per un valore che oscilla tra 1,5 e 3% di tutta la CO2 prodotta al mondo. Insomma, i computer, dovunque essi sono utilizzati, sono molto energivori e tutta l'industria Ict in qualche modo si sta dando da fare per ridurre la voce dei consumi, dai produttori di chip ai costruttori che fanno schede e assemblano parti. E' la filiera ad essere interamente coinvolta in questo sforzo.

Paolo Gemma, senior marketing manager Ue ma soprattutto Global representative Green and Energy Savings di Huawei, sottolinea gli sforzi che la sua società, tra i principali produttori di apparati Tlc al mondo sta facendo. Con risultati a volte sorprendenti.

Per esempio un gruppo di ricercatori di Huawei ha calcolato come ridurre i consumi di gasolio che servono ad alimentare le antenne dei telefoni cellulari isolate sui monti. Attualmente la preoccupazione era portare gasolio in montagna per far lavorare i motori diesel a basso regime, continuamente, così da dare energia all'antenna. "I nostri ricercatori hanno invece sperimentato che si può ridurre del 50% il consumo annuo di gasolio se si abbina al motore diesel una serie di batterie e, soprattutto, se si fa andare il motore a pieni giri per il tempo necessario a ricaricare le batterie, poi lo si spegne. Ora i laboratori di ricerca stanno anche studiando il modo di introdurre ulteriore intelligenza alle antenne così da adattarne i consumi secondo la quantità di telefonini che sono serviti".

Gemma, che per conto della società cinese segue tutti gli ambiti internazionali di standardizzazione e, anzi, è segretario dell'gruppo Etsi, Eco Environmental product standard europeo, tiene a sottolineare la scelta "green" della sua società per tutta la filiera produttiva.

"Abbiamo ridotto del 90% il consumo di legno negli imballaggi e studiato le scatole in modo da poterle riutilizzare fino a 8 volte. Soprattutto, com'è naturale, abbiamo concentrato l'attenzione sugli apparati, i cosiddetti BTS, ovvero le stazioni radio base che servono alla telefonia cellulare. Ebbene siamo riusciti a sviluppare nodi di rete ad alta densità di componenti così da ridurre il loro consumo energetico del 30% e lo spazio occupato dell’80%. In collaborazione con Telecom Italia, inoltre, stiamo sperimentando un apparato di strada che sfrutta la differenza di temperatura tra il sottosuolo e la superficie così da succhiare aria fredda dal basso e raffreddare l'armadio di strada che, sotto il sole, può arrivare a livelli di surriscaldamento”.

L'impegno di Huawei in Italia ha avuto, di recente, un'ulteriore modo di esprimersi. E' da poco stato inaugurato a Milano un Centro di competenza mondiale sulle microonde, un settore tecnologico in cui l'ecosistema meneghino e italiano è all'avanguardia al mondo. Ma il produttore cinese ha anche partnership di ricerca con Telecom Italia sulle telecomunicazioni mobili a Torino e un Network Innovation Center a Roma mentre con Vodafone ha, sempre a Milano, un Core Innovation Center sia per le Tlc fisse che mobili. (fdm)


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