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Windows 7: buono per l'individuo, un nuovo inizio per l'IT aziendale
ott 23, 2009 Da ieri, 22 ottobre, tutti i pc sugli scaffali dei negozi hanno il nuovo sistema operativo Microsoft. Lo si è aspettato così tanto che quasi non fa effetto. Eppure è denso di innovazioni che migliorano la vita della persona. Resta, però, ancora da valutare quanto le sue novità modificheranno i modi di lavorare delle aziende. di Francesco Di Martile
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Dalla mattina di giovedì 22 ottobre tutti i pc in vendita nei negozi hanno installato Windows 7 o vengono forniti di upgrade gratuito a Windows 7. La sintesi più efficace della presentazione alla stampa di Windows 7, nel primo giorno di Smau 2009 a Milano, è proprio nella confidenziale ammissione di Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia, al termine dell'evento: "Un annuncio che meno annuncio non si può". E' infatti da così tanto tempo che si parla di Windows 7, che lo si aspetta, che se ne spettegola addirittura, che quasi si danno per scontate cose che solo ora saranno concretamente validate nell'uso non solo degli 8 milioni di utenti al mondo che hanno partecipato alla fase di "beta testing" ma nelle decine di milioni che da ora in poi ce l'avranno sotto le dita. Il quesito cardine, comunque, resta tutto: dal punto di vista d'un'azienda vale la pena considerare la migrazione verso il nuovo sistema operativo Microsoft oppure, come sempre raccomandato dai guru del software, conviene aspettare qualche mese quando arriveranno le toppe che inevitabilmente emergeranno dall'utilizzo concreto dei clienti finali? Molte le opinioni in proposito. Ciò che sembra riscuotere il più generale consenso è racchiuso nella frase: Windows 7 è ciò che Windows Vista avrebbe voluto essere per le aziende e non è stato. Il principale e snervante difetto di Vista era la sua pesantezza e invasività: un tempo enorme per l'avvio al mattino e continui, petulanti interruzioni per avvertire di "cambiamenti importanti", aggiornamenti, richieste di autorizzazione a fare cose incomprensibili, per un utente normale, che modificavano lo stato del sistema. Di quella esperienza Microsoft ha fatto tesoro e ha presentato un ambiente che non lascia nessun rimpianto circa Windows XP e, finalmente, migliora sostanzialmente la vita dell'utente, sia consumer sia professionista. Parliamo, per esempio, della possibilità di sfruttare appieno le potenzialità dei processori multicore (siano essi Atom, i5 e i7 di Intel o Athlon eccetera di AMD); le potenzialità inespresse da parte di un sistema operativo a 64 bit che è castrato dalle applicazioni a 32 bit; la possibilità di sfruttare il processore grafico per fare calcolo intensivo (ora è una feature "limitata" e visibile nell'accelerazione che fornisce ai videogiocatori DirectX e ai filmati in alta definizione HD); la possibilità di ospitare e lanciare dinamicamente macchine virtuali sul pc; le capacità di pilotare strumenti guidati dal tocco delle dita e il supporto di tutte le attuali e future soluzioni biometriche. Ma molto altro ancora è totalmente inespresso e aspetta di sposare quanto sarà reso disponibile alle aziende dalla convivenza dei client Windows 7 e il nuovo Windows Server 2008 che ne sfrutta l'engine. E ancora, quanto ciò significherà per l'ecosistema delle software house, che da queste potenzialità svilupperanno ambienti collaborativi perfettamente integrati tra client locale mobile, server aziendale, servizi disponibili nella Cloud, e non solo Microsoft. Insomma, la disponibilità di Windows 7 nei pc dal 22 ottobre non è che un nuovo inizio. E, rispetto a Vista, questa volta è un vero momento di rilancio dell'Information Technology per l'individuo che si diverte, vive e lavora sempre connesso in Rete. Resta da inventare molto per quanto riguarda l'innovazione per il lavoro nelle organizzazioni. |
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