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Outsourcing: quando delegare funziona (parte I)

Perchè un'azienda deve scegliere l'outsourcing per progetti on-line e quando conviene farlo.
di Emanuela Pasino | 06 giugno 2001

Molte aziende che hanno deciso di indirizzare online il proprio business, si sono spesso scontrate con un’inaspettata, complessità di gestione dovuta alle molte e diversificate conoscenze richieste: conoscenza del mercato, della Rete e delle sue dinamiche, dei clienti, dei concorrenti (che in rete sono davvero tanti).

Operare online significa, inoltre, compiere uno stravolgimento della propria prospettiva aziendale: nel mercato tradizionale le competenze che caratterizzano la singola impresa sono anche il punto di partenza della sua attività, il fulcro dell’azienda stessa.

Nella net economy, la progettazione e realizzazione dei prodotti/servizi offerti viene decisa ed attuata in base ad un determinato utente finale. E’ quest’ultimo il centro degli interessi aziendali ed è attorno a questa figura che vengono cercate e create le competenze necessarie all’azienda. Mantenere e saper gestire il proprio bacino d’utenza diventa prioritario rispetto al produrre.

Per affrontare questi cambiamenti, sono necessarie abilità e conoscenze specifiche è ovvio, ma è così scontato trovarle tutte all’interno dell’azienda? No, non lo è.

Spesso chi si affaccia al mondo dell’e-business, possiede solo alcune delle competenze necessarie, magari rispetto al proprio settore di mercato, al canale di vendita o a proposito delle dinamiche della Rete, oppure possiede buone competenze tecnologiche.

Per operare con possibilità di successo è necessario coprire ogni settore coinvolto.
Se implementare le proprie competenze interne è troppo oneroso e complesso, ci si può affidare a soluzioni diverse.

Una di queste è il cosiddetto Outsourcing.

Che cosa significa?

Il termine deriva, per contrazione, dall’inglese "outside resourcing". Reperire risorse all’esterno, questo il significato e questo lo scopo principale di tale pratica manageriale.
Vediamo di cosa si tratta.

E’ intuitivo e semplicistico ma il successo di un’azienda dipende in gran parte da quanto, e per quanto tempo, riesce a mantenere una buona relazione con i propri clienti. Ma allo stesso tempo dalla capacità di ridurre, e mantenere stabili, i costi affrontati per la propria attività nel suo complesso.

Proprio riguardo quest’ultimo aspetto, la realtà aziendale è molto cambiata. Forse i positivi sviluppi dei processi produttivi, le innovazioni tecnologiche, forse un aumento dei professionisti maggiormente qualificati , hanno portato le aziende a non sentirsi obbligate a mantenere sempre e comunque al proprio interno ogni processo ed ogni funzione.

Rivolgersi all’esterno non solo per stipulare semplici contratti di fornitura, ma per affidare a terzi un intero processo aziendale, significa scegliere una soluzione "outsourcing".

In questo modo l’azienda potrà utilizzare le proprie energie nel valorizzare le competenze peculiari che la distinguono sul mercato, incrementando attività a maggior valore aggiunto.

Molti vedono con diffidenza questo strumento; delegare l’esecuzione di un processo aziendale ad altri, ma mantenere una responsabilità nei confronti della propria clientela, comporta una dimostrazione di grande fiducia nei confronti dell’outsourcer soprattutto in quanto relazione a lungo termine.

Spesso questa pratica viene vista solo come rischio ulteriore, definitiva perdita di controllo su parte del proprio operato.

In effetti se si decide di stipulare un contratto del genere, occorre essere molto precisi e dettagliati nella definizione delle aspettative di entrambe le parti.

E’ preferibile prendere tali accordi prima di stipulare il contratto vero e proprio. In questo modo si possono evitare i rischi peggiori:

  • che il fornitore assuma il totale controllo nella scelta dei servizi da fornire disattendendo le aspettative del cliente,
  • o che fornisca ulteriori servizi non richiesti per i quali però l’azienda cliente dovrà affrontare costi aggiuntivi.

Gli investimenti necessari per una soluzione del genere sono infatti già piuttosto cospicui soprattutto tenuto conto che i risultati, per ciò che concerne la riduzione dei costi , arrivano solo a medio/lungo termine.

Perché allora correre questi rischi, perché investire nell’outsourcing?

Le motivazioni possono essere tante e molti i benefici che si possono ottenere.

  • Ridurre i costi operativi e liberare capitali da investire in attività a maggior valore aggiunto (il fornitore si assume anche la responsabilità e la proprietà degli investimenti necessari a far funzionare il processo che gli viene affidato).
  • Rendere disponibili risorse da indirizzare ad altri fini evitandone la dispersione in attività non centrali per l’azienda.
  • Essere competitivi nei confronti della concorrenza; snellire i processi aziendali significa essere più reattivi e dinamici nel mercato.
  • Soddisfare più agevolmente le richieste dei clienti in tempi brevi.
  • Compensare le eventuali carenze strutturali dell’azienda
  • Accedere a migliori competenze molto specializzate. Gli outsourcers inoltre, grazie alle loro conoscenze, possono diventare preziosi collaboratori, contribuendo a migliorare l’attività aziendale.

E nell’e-commerce, quali le funzioni che possono essere affidate a terzi con maggior successo?

Ne parleremo nel prossimo articolo.

Emanuela Pasino

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