In base al report AW Trends, il 63% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo e attraverso qualsiasi device. Dal report AW Database nel mese di settembre risultano 10,6 milioni gli utenti attivi nel giorno medio per 1 ora e 37 minuti di tempo speso e 170 pagine viste per persona.
Redazione PMI-dome |
11 novembre 2009
Il
63% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,145 milioni di
italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del +7,9% (corrispondente a circa 2,210 milioni di individui) rispetto ai dati cumulati del 2008. 10,4 milioni le famiglie con accesso a internet, il 50,3% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni che, nel 70,7% dei casi (7,4 milioni), predilige un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).
Questi i principali dati presentati in AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA,
che offre la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal
03/11/08 al 16/10/09), basati su un campione di rappresentativo della
popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (9.430 interviste
complessive).
Dai dati della ricerca di base sulla diffusione
dell'online in Italia, è possibile disegnare un'Italia abbastanza
collegata alla rete, con un livello di penetrazione del mezzo internet
che raggiunge tutto il territorio in modo diffuso, a eccezione
dell'area Sud e Isole che presenta una percentuale del 54,7%, rispetto
alla media del 67,7% delle altre aree. L'accesso a internet da
qualsiasi luogo e strumento è ben rappresentato per quanto riguarda il profilo demografico: è indicato in misura pressoché simile sia tra gli uomini (66,6%) che tra le donne (59,7%), in particolare tra i giovanissimi di 11-17 anni (81,4%) e tra gli Italiani di 18-34 anni (76,5%).
Internet risulta molto più presente tra le fasce medio/alte della popolazione
lasciando emergere una diffusione non ancora capillare nella
possibilità di accesso, se si considerano i livelli di penetrazione
quasi assoluti tra i laureati (94,9%), gli studenti universitari
(96,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (95,1%), gli
imprenditori e liberi professionisti (94,1%) e gli impiegati e
insegnanti (89,9%).
L'accesso a internet da casa è
indicato nel 54,9% dei casi (26,2 milioni di individui nella fascia
d'età considerata dalla ricerca) e presenta una concentrazione maggiore
rispetto alla disponibilità di accesso da luogo di lavoro/ufficio, presente nel 19% dei casi (9 milioni), da smartphone, cellulare o PDA indicato nell'8,8% dei casi (4,2 milioni), da luogo di studio indicato nel 7,6% dei casi (3,6 milioni) e da altri luoghi, ad esempio biblioteche e internet point, presente nel 5,3%.
Dai dati sulla disponibilità di accesso da luogo di lavoro/ufficio,
emerge che l'accesso a internet in questo caso è ancora poco diffuso in
Italia; disponibile principalmente in aziende di grandi dimensioni (il
56,7% dei casi nelle aziende con almeno 500 addetti) e con una
concentrazione decisamente più significativa tra i livelli più alti
della scala gerarchica aziendale. Più in dettaglio, l'accesso a
internet da luogo di lavoro/ufficio è indicato dal 39% degli individui occupati (9 milioni di individui) e, volendo tracciare il profilo medio del segmento degli occupati
con disponibilità di accesso alla Rete, risulta che chi dispone di un
accesso a internet da luogo di lavoro/ufficio, nella maggior parte dei
casi è una donna (41,8% rispetto al 36,6% degli uomini occupati), vive
principalmente in una città del Nord Est (44,6%) con oltre 250.000
abitanti (50,2%), possiede una laurea o un diploma universitario
(71,4%) ed è un dirigente, quadro o docente universitario (82,6%).
Per quanto riguarda l'accesso a internet da mobile,
4,2 milioni di Italiani nella fascia considerata dalla ricerca (8,8%)
dispongono di un collegamento anche da cellulare, smartphone o PDA, con
una variazione percentuale nel numero di italiani tra gli 11 e i 74
anni che possono accedere a internet via mobile pari al +45,4%
(corrispondente a circa 1,317 milioni di individui) rispetto ai dati
cumulati del 2008.
In questo caso emerge un profilo piuttosto elevato
delle persone con accesso alla rete attraverso dispositivo mobile,
laddove gli indicatori più rappresentativi riguardano i laureati
(15,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (20,9%) e gli
imprenditori e liberi professionisti (18,3%). Più uomini (10,9%) che
donne (6,8%), nelle fasce d'età 18-34 (14,9%) e 11-17 anni (13,9%), del
Centro (14,8%), Nord Est (8,3%) e dell'area Sud e Isole (7,5%).
Chi
dichiara di disporre di collegamento a internet da cellulare, nella
maggior parte dei casi dispone di una scheda prepagata o ricaricabile
(82,8%) e spende fino a 30 euro (70,1%) o più di 30 euro nel 28,2% dei
casi per i servizi di telefonia mobile. Inoltre, dai dati sulle attività solitamente effettuate
(almeno una volta la settimana) risulta che chi può navigare da
cellulare dichiara di ascoltare musica (33,4% dei casi), inviare o
ricevere mms (26,9%), collegarsi a internet (22,7%) o utilizzare il
cellulare per giocare (16,4%).
Dall'approfondimento sulle motivazionali relative all'uso/mancato uso,
internet viene indicato tra coloro che vi accedono come un mezzo utile
per attività lavorative, di svago e per semplificare o velocizzare
procedure legate ai servizi. In particolare, si accede a internet
soprattutto per approfondire qualsiasi argomento (46,5%), usufruire di
servizi pubblici e privati a distanza (30,3%), trovare cose disponibili
solo su internet (26,4%), aggiornarsi su notizie di cronaca in tempo
reale (20,5%), rendere più efficace e divertente sia lo studio che il
lavoro (19,3%) ed entrare in contatto con molte persone in ogni parte
del mondo (19,6%), risparmiando tempo e denaro (19%).
I navigatori occasionali
si collegherebbero con maggiore frequenza se internet costasse meno
(28,4%), se la connessione fosse più veloce (19%), se ci fosse meno
pubblicità (9,9%) e se fosse possibile accedere dal cellulare senza
spendere troppo (10,2%).
Chi invece non ha mai navigato
ammette di non averlo fatto perché non sa usare il computer (58,6%) o
perché convinto che necessitino grandi competenze informatiche (16,1).
In alcuni casi c'è disinteresse nei confronti della rete (27,9%) e c'è
la convinzione che se ne possa fare a meno (il 14,7% dichiara "quello
che si può fare con internet lo faccio anche senza").