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PMI Dome

Il mondo tecnologico di piccoli uomini e donne di domani

Eurispes e Telefono Azzurro presentano il 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Generazione provvisoria: il diritto di immaginare il futuro superando le incertezze del presente. Tecnologie sì, ma con moderazione.
Redazione PMI-dome | 18 novembre 2009

La presentazione dei risultati del Rapporto rappresenta la prima di una serie di iniziative, organizzate dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro in occasione del ventennale della Convezione ONU sui diritti dell’infanzia, volte non solo a stimolare la riflessione sui diritti dei bambini e degli adolescenti e sullo stato di attuazione di questa importante Convenzione, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei diritti all’interno della nostra società.

Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall’abuso e disagio alla salute, dall’utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero.

Le due grandi indagini svolte all’interno del mondo scolastico hanno interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e grado

Le moderne tecnologie dovrebbero facilitare la libera espressione di sé e della propria creatività, non ingabbiarla nella routine e nell’autoreferenzialità improduttiva. Dovrebbero favorire l’incontro – un incontro aperto e sincero –, non la chiusura quando non un confronto vuoto e mascherato, con il mondo esterno. Le tecnologie multimediali potrebbero costituire, anche per i ragazzi, un’enorme risorsa, da sfruttare al meglio. Ma non sempre accade.

I dati raccolti hanno aiutato ad evidenziare nuove problematiche quali la pedopornografia online, lo sfruttamento sessuale, l’integrazione dei minori immigrati, il bullismo e il cyberbullismo.

Oggi sappiamo – prosegue il Prof. Ernesto Caffo – che i bambini e gli adolescenti, la cosiddetta “generazione tecnologica”, vivono un momento storico di particolare complessità che, accanto alle infinite possibilità offerte dalle nuove tecnologie, presenta le sfide della multiculturalità, delle strutture familiari in rapido mutamento, della crisi economica. Inevitabilmente, le trasformazioni sociali e familiari hanno un impatto sul loro benessere e sulla loro possibilità di sognare il futuro: è come se davanti all’incertezza del futuro e alla crisi dei modelli del passato, ormai inadeguati e superati, i bambini e gli adolescenti fossero intrappolati nel presente, oltre che soli nell’individuazione di nuovi modelli e nella risposta alle difficoltà quotidiane.

I Bambini e le tecnologie: un uso abbastanza moderato.

La televisione è amatissima dai bambini: solo il 4% non ne fruisce mai, contro il 25,3% rilevato per il Pc, il 26,7% per il lettore dvd, il 41,1% per la playstation/Psp, il 42,9% per Internet, il 50% per il lettore Mp3 ed il 55,1% per il cellulare.

È proprio il telefonino, quindi, lo strumento tecnologico utilizzato dalla quota meno consistente di bambini (il campione ha coinvolto bambini tra i 7 e gli 11 anni); un dato che riflette la minore necessità dei più piccoli per un telefono portatile e la scelta di molti genitori di posticiparne l’acquisto per i figli.

Per tutte le apparecchiature considerate, i tempi di utilizzo risultano abbastanza contenuti – prevale l’uso fino ad un’ora al giorno –, ad eccezione della televisione, che oltre un bambino su cinque vede per almeno 2 ore al giorno.

L’utilizzo delle apparecchiature tecnologiche cresce all’aumentare dell’età: fra i 10-11enni è quindi più diffuso che fra i bambini di 7-9 anni l’utilizzo del cellulare (il 48,3% dei primi non lo usa mai, contro il 61,1% dei secondi), del lettore Mp3 (non lo usa 54,9% dei più piccoli contro il 44,4% dei più grandi) e, seppur con lieve scarto, del computer (25,9% e 24,7%) e di Internet (43,9% e 41,8%).

Bambini e pc. Ai bambini che utilizzano il computer è stato chiesto quali, fra le sue applicazioni, sono in grado di utilizzare:

  • il 87,3% sa giocare con il Pc.
  • Risulta d’altra parte elevata la percentuale di bambini in grado di scrivere un testo con il computer (75,4%)
  • o di stampare (62,7%),
  • e la maggioranza si dice capace di cercare informazioni in Rete (59,8%).
  • Più limitato il numero di piccoli capaci di inviare una e-mail (37,9%) e di trasferire le foto dalla macchina digitale al Pc (35,7%).

Le bambine dimostrano di possedere competenze lievemente maggiori rispetto ai maschi. Il divario più significativo riguarda la comunicazione on line e la scrittura: il 40,3% è capace di inviare e-mail, contro il 35,4% dei maschi; il 77,3% sa scrivere un testo sul computer (contro il 73,5%).

A quale età si entra in Rete e come si usa. La metà del campione dei bambini che navigano in Rete ha iniziato ad usare Internet tra i 6 e gli 8 anni (50,7%), mentre il 47,7% tra i 9 e gli 11 anni.

L’utilizzo di Internet più diffuso fra i bambini riguarda
  • la ricerca di informazioni interessanti (69,3%)
  • ed il gioco con i video giochi (68,3%).
  • La maggioranza dei bambini, inoltre, scarica musica/film/giochi/video dal Web (55,9%)
  • e guarda filmati su You Tube (54,7%).

Quasi la metà del campione (49%) cerca in Rete materiale per lo studio ed un significativo 42,1% comunica tramite chat. Sono invece una minoranza i bambini che in Rete partecipano a giochi di ruolo (28,7%), comunicano tramite la posta elettronica (27,8%), leggono un Blog (22,4%), leggono e scrivono su forum (20,8%), fanno acquisti on line (15,9%).

I rischi della Rete per i più piccoli

  • Ai piccoli internauti è capitato nel 17% dei casi che, chattando o dialogando su forum e gruppi virtuali di vario genere, qualcuno chiedesse loro informazioni personali (nome, cognome e indirizzo, ecc.).
  • A tale percentuale si aggiunge quella di coloro che affermano di aver ricevuto una richiesta di appuntamento nella vita reale da qualcuno incontrato solo in chat (8%).
  • Il 7%, inoltre, dichiara di aver ricevuto messaggi volgari e di essersi ritrovato ad interagire con persone che fingevano di essere altre (6,4%).
  • Non vanno trascurati i dati relativi a quanti hanno ceduto alla tentazione di accedere ai contenuti di siti vietati ai minori (13,2%) o di siti a pagamento (12,3%).

Visitando pagine web di questo genere, la probabilità di imbattersi in immagini che possono mettere a disagio o turbare la sensibilità dei piccoli utenti cresce considerevolmente, così come si può constatare dalla percentuale rilevata per questo item di risposta (12,7%).

Molestie in Rete: le reazioni dei bambini. Può accadere che attraverso chat, social network o i blog passino forme di molestie che possono infastidire e preoccupare chi le subisce.

  • La maggior parte dei bambini (33,1%) affronta apertamente il “molestatore” intimandogli di non dargli più fastidio.
  • Un altro metodo largamente utilizzato è quello di evitare di rispondere ai messaggi della persona che infastidisce (18%)
  • o, in casi estremi, si cerca di tenersi lontano dai luoghi (virtuali) in cui è possibile incontrare colui che infastidisce (11,8%).
  • Il 6,4% dei più spavaldi, invece, ritiene che non sia necessario intervenire in nessun modo perché la protezione data dallo strumento utilizzato (il Pc) è tale da non correre rischi particolari.
  • A tale posizione fa eco quella del 2% che, incuriosito, continua a comunicare con chi lo molesta.
  • Elevata la percentuale di coloro che hanno specificato di comportarsi in modi diversi da quelli indicati dalle risposte suggerite (13,7%). Nello specifico, il 18,9% di coloro che hanno risposto “altro” afferma che si rivolgerebbe ai genitori o ad un adulto per cercare una soluzione al problema.
Per rilassarsi nel tempo libero? Tv e nuove tecnologie. La maggior parte dei piccoli, il 69,3%, ama rilassarsi guardando la televisione (abbastanza: 33,5%; molto: 35,8%). A tale valore si associa la percentuale pari al 53,3% di coloro che passano il tempo giocando con i videogiochi (53,3%) o utilizzando il computer e Internet (42,5%).
Particolarmente elevata appare, inoltre, la percentuale di quanti occupano le ore di libertà praticando uno sport (62,2% di cui abbastanza: 24,3%; molto: 37,9%). Ma le ore libere dagli impegni giornalieri si passano anche ascoltando musica (47,3%), leggendo libri (44,4%) o fumetti (30,2%).

Gli adolescenti
e le tecnologie

Il cyberbullismo

  • Il 3,2% degli ragazzi ha inviato o diffuso messaggi offensivi e minacciosi tramite supporto tecnologico (l’1,2% spesso, e il 2% qualche volta);
  • il 4% ha utilizzato il cellulare o Internet per divulgare informazioni false sul conto di un’altra persona (lo 0,6% di frequente e il 3,4% di tanto in tanto);
  • e, infine, il 7,5% ha intenzionalmente escluso qualcuno da gruppi on line (il 2,3% spesso, il 5,2% qualche volta).

I cyber bulli sarebbero quindi pochi anche se non è da trascurare la percentuale di quanti, seppur “raramente”, ammettono di inviare materiale offensivo o minaccioso (5,7%), di diffondere informazioni false su altri (10,7%)e di escludere qualcuno da gruppi online (9%).

Lo strumento privilegiato dal cyberbullo è il cellulare (46,1%), seguito dalla chat (24,3%). Il 6,1% sceglie l’instant messaging, mentre il 5,2% preferisce i blogs, il 4,6% le e-mail, il 4,1% i giochi di ruolo on line e, infine, il 3,8% il forum.

Per quanto riguarda le vittime di cyberbullismo, il 5,6% ha ricevuto messaggi, foto o video offensivi o minacciosi spesso (1,3%) o qualche volta (4,3%) e il 4,8% ne ha ricevuti seppur raramente. Percentuali maggiori di ragazzi, invece, dicono di aver trovato informazioni false sul proprio conto.

Infine, le vittime bullismo e cyberbullismo rivelano l’accaduto soprattutto ai coetanei (29,2%). Molti comunque preferiscono la protezione dei genitori (20,1%) o dei fratelli (6,7%), solo il 2,7% degli insegnanti. Il 22,3% invece non ne fa parola con nessuno.

L’uso dei nuovi media.

  • L’apparecchiatura maggiormente diffusa tra gli adolescenti rimane la televisione (solo il 3,1% non la guarda mai).
  • Al secondo ed al terzo posto, a breve distanza, si posizionano però il pc (non lo usa il 6,5%) ed il cellulare (non lo usa il 6,8%).
  • Anche Internet è largamente diffuso (non lo usa il 10,6%), seguito dal lettore Mp3 (ne fa a meno il 19,8%).
  • Il dvd e la playstation/PSP non è utilizzato dal 42,7% e dal 68,9% dei ragazzi.
I tempi di utilizzo fanno registrare il primato del telefonino: il 39,8% lo usa per oltre 4 ore al giorno e complessivamente il 25,5% da 1 a 2 ore (12,8%) e da 2 a 4 ore (12,7%). Segue Internet: 42,9% di forti consumatori (19,7% più di 4 ore; 23,2% 2-4 ore) e 27,8% di consumatori medi (1-2 ore). Al terzo posto il pc (17,6% più di 4 ore; 24,1% 2-4 ore; 31,8% 1-2 ore). Le ragazze usano più a lungo il cellulare (il 45% più di 4 ore al giorno, contro il 28,8% dei ragazzi), e l’Mp3 (9,2% vs 1,1%), mentre nell’80% dei casi non giocano mai alla playstation (vs 46%).

Il pc soprattutto per scrivere e cercare informazioni on line.
Tutte le competenze relative all’utilizzo del computer risultano largamente diffuse tra gli adolescenti: al primo posto la scrittura di testi sul Pc (98%), seguita dalla ricerca di informazioni su Internet (97,5%), giocare (97,2%) e stampare (96,9%). Il 90,5% dei ragazzi sa anche trasferire foto dalla macchina digitale al Pc e l’88,9% sa inviare e-mail.

Quali sono
gli hobby preferiti dagli adolescenti di oggi?
I ragazzi amano dedicarsi all’ascolto della musica (87%, di cui abbastanza 39,7% e molto 47,3%) e passano il proprio tempo libero davanti allo schermo di un pc: chattare, aggiornare il proprio profilo su Facebook e scaricare contenuti digitali, sono solo alcune delle innumerevoli opportunità messe a disposizione oggi dalla Rete Internet (77,9%, di cui abbastanza 42,2% e molto 35,7%).

Preferisce la Tv,il 66,5% (di cui abbastanza 45,8% e molto 20,7%), mentre adorano il movimento il 56,9% (di cui abbastanza 28,2% e molto 28,7%) degli adolescenti, che occupano il proprio tempo libero praticando sport. 

Ormai quasi 9 adolescenti su 10 utilizzano Internet, i dati indicano una diffusione molto eterogenea delle diverse applicazioni della Rete fra i ragazzi.

  • La ricerca di informazioni è la forma più comune di utilizzo di Internet (93,4%).
  • Estremamente diffuse risultano anche l’abitudine di guardare filmati su You Tube (85,8%) e quella di cercare materiale per lo studio (83,2%), seguite da quella di comunicare via chat (79,9%) e di scaricare musica/film/giochi/video (76,1%).
  • La maggioranza degli adolescenti comunica tramite posta elettronica (58,3%). Il 46,8% legge un Blog, il 45,5% gioca con videogiochi on line. Ancora in pochi leggono e scrivono su un forum di loro interesse (24,9%), partecipano a giochi di ruolo (21,4%) e fanno acquisti on line (20,9%).
Situazioni di rischio in Rete. A quasi la metà degli adolescenti (47%) è capitato che qualcuno in Rete chiedesse loro nome, cognome e indirizzo.
  • Il 41,4% è entrato in un sito dove c’era scritto “accesso vietato ai minorenni
  • Il 39,8% si è sentito chiedere almeno una volta un incontro dal vivo da uno sconosciuto in Rete
  • Il 29,9% si è invece accorto di comunicare con una persona che fingeva di essere un’altra;
  • il 24,9% ha visto immagini che lo hanno messo a disagio o turbato
  • il 20,7% ha ricevuto messaggi volgari o offensivi.
  • Sono invece pochi i ragazzi entrati in siti a pagamento (8,7%).

La netta maggioranza dei ragazzi manifesta un atteggiamento di chiusura nei confronti di chi li infastidisce in Rete: nel 31,6% dei casi se questa persona li cerca ancora non le rispondono; il 24,7% dei ragazzi dicono al molestatore che non deve più dar loro fastidio; il 24,1% per troncare ogni contatto con questa persona evita la chat/ forum/ sito dove l’ha incontrata. Solo una minoranza esprime un atteggiamento meno accorto: il 4,3% pensa che non gli possa succedere niente, l’1,7% è incuriosito e continua a comunicare.

Il 26,1% dei ragazzi ritiene che le storie d’amore nate su Internet siano rischiose perché si possono fare brutti incontri. Il 25,3% pensa che il modo più naturale di innamorarsi è conoscersi di persona; il 23% sottolinea che la conoscenza on line può essere ingannevole. Solo una minoranza di adolescenti pensa che Internet sia un modo come un altro per conoscersi e innamorarsi (13%), che permetta di conoscersi in modo più profondo dialogando senza essere influenzati dall’aspetto fisico (4%) o che permetta di conoscere con facilità un numero maggiore di persone tra cui scegliere (2%).

Social network. Il 71,1% degli adolescenti intervistati possiede un profilo su Facebook. Percentuali di gran lunga più ridotte di giovani utenti della Rete si radunano attorno a My Space (17,1%) e Habbo (10,4%). La realtà parallela che è possibile vivere in Second Life affascina solo il 2,6% dei ragazzi e il 2,5% fa parte di coloro che amano “cinguettare” su Twitter.

Fare comunità…a distanza. Il 28,7% degli adolescenti ritiene che i social network siano utili strumenti per rimanere in contatto con gli amici di sempre e con quelli che si trovano lontano o non si frequentano da molto tempo (23,6%). Fare nuove conoscenze rappresenta il motivo principale per cui il 14,9% dei ragazzi ha deciso di affacciarsi al mondo delle reti sociali sul web. Alcuni social dispongono di particolari applicazioni (giochi, gruppi, test) che rappresentano, per il 10,4% dei ragazzi una possibile alternativa per riempire il tempo libero. Ridotta, invece, appare la parte di campione che sfrutta questi mezzi di comunicazione per rintracciare notizie su eventi o argomenti di proprio interesse (2,8%). Le opinioni negative sull’argomento coinvolgono solo il 13% degli adolescenti che, nell’8% dei casi, considerano i social solo una perdita di tempo e, per il 5%, sono convinti che usarli possa mettere a rischio la riservatezza personale.


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