La presentazione dei risultati del Rapporto rappresenta la prima di una serie di iniziative, organizzate dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro in occasione del ventennale della Convezione ONU sui diritti dell’infanzia, volte non solo a stimolare la riflessione sui diritti dei bambini e degli adolescenti e sullo stato di attuazione di questa importante Convenzione, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei diritti all’interno della nostra società.
Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall’abuso e disagio alla salute, dall’utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero.
Le due grandi indagini svolte all’interno del mondo scolastico hanno
interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e
grado.
Le moderne tecnologie dovrebbero facilitare la libera espressione di
sé e della propria creatività, non ingabbiarla nella routine e
nell’autoreferenzialità improduttiva. Dovrebbero favorire l’incontro –
un incontro aperto e sincero –, non la chiusura quando non un confronto
vuoto e mascherato, con il mondo esterno. Le tecnologie multimediali
potrebbero costituire, anche per i ragazzi, un’enorme risorsa, da
sfruttare al meglio. Ma non sempre accade.
I dati raccolti hanno aiutato ad evidenziare nuove problematiche quali la pedopornografia online, lo sfruttamento sessuale, l’integrazione dei minori immigrati, il bullismo e il cyberbullismo.
Oggi sappiamo – prosegue il Prof. Ernesto Caffo – che i bambini e gli adolescenti, la cosiddetta “generazione tecnologica”, vivono un momento storico di particolare complessità che, accanto alle infinite possibilità offerte dalle nuove tecnologie, presenta le sfide della multiculturalità, delle strutture familiari in rapido mutamento, della crisi economica. Inevitabilmente, le trasformazioni sociali e familiari hanno un impatto sul loro benessere e sulla loro possibilità di sognare il futuro: è come se davanti all’incertezza del futuro e alla crisi dei modelli del passato, ormai inadeguati e superati, i bambini e gli adolescenti fossero intrappolati nel presente, oltre che soli nell’individuazione di nuovi modelli e nella risposta alle difficoltà quotidiane.
I Bambini e le tecnologie: un uso abbastanza moderato.È proprio il telefonino, quindi, lo strumento tecnologico utilizzato
dalla quota meno consistente di bambini (il campione ha coinvolto bambini tra i 7 e gli 11 anni); un dato che riflette la minore
necessità dei più piccoli per un telefono portatile e la scelta di
molti genitori di posticiparne l’acquisto per i figli.
Per tutte le
apparecchiature considerate, i tempi di utilizzo risultano abbastanza
contenuti – prevale l’uso fino ad un’ora al giorno –, ad eccezione
della televisione, che oltre un bambino su cinque vede per almeno 2 ore
al giorno.
L’utilizzo delle apparecchiature tecnologiche cresce all’aumentare dell’età: fra i 10-11enni è quindi più diffuso che fra i bambini di 7-9 anni l’utilizzo del cellulare (il 48,3% dei primi non lo usa mai, contro il 61,1% dei secondi), del lettore Mp3 (non lo usa 54,9% dei più piccoli contro il 44,4% dei più grandi) e, seppur con lieve scarto, del computer (25,9% e 24,7%) e di Internet (43,9% e 41,8%).
Bambini e pc. Ai bambini che utilizzano il computer
è stato chiesto quali, fra le sue applicazioni, sono in grado di
utilizzare:
Le bambine dimostrano di possedere competenze lievemente maggiori rispetto ai maschi. Il divario più significativo riguarda la comunicazione on line e la scrittura: il 40,3% è capace di inviare e-mail, contro il 35,4% dei maschi; il 77,3% sa scrivere un testo sul computer (contro il 73,5%).
A quale età si entra in Rete e come si usa. La metà del campione dei bambini che navigano in Rete ha iniziato ad usare Internet tra i 6 e gli 8 anni (50,7%), mentre il 47,7% tra i 9 e gli 11 anni.
L’utilizzo di Internet più diffuso fra i bambini riguardaQuasi la metà del campione (49%) cerca in Rete materiale per lo studio ed un significativo 42,1% comunica tramite chat. Sono invece una minoranza i bambini che in Rete partecipano a giochi di ruolo (28,7%), comunicano tramite la posta elettronica (27,8%), leggono un Blog (22,4%), leggono e scrivono su forum (20,8%), fanno acquisti on line (15,9%).
I rischi della Rete per i più piccoli
Visitando pagine web di questo genere, la probabilità di imbattersi in immagini che possono mettere a disagio o turbare la sensibilità dei piccoli utenti cresce considerevolmente, così come si può constatare dalla percentuale rilevata per questo item di risposta (12,7%).
Molestie in Rete: le reazioni dei bambini. Può accadere che attraverso chat, social network o i blog passino forme di molestie che possono infastidire e preoccupare chi le subisce.
Il cyberbullismo
I cyber bulli sarebbero quindi
pochi anche se non è da trascurare la percentuale di quanti, seppur
“raramente”, ammettono di inviare materiale offensivo o minaccioso
(5,7%), di diffondere informazioni false su altri (10,7%)e di escludere
qualcuno da gruppi online (9%).
Lo strumento privilegiato dal
cyberbullo è il cellulare (46,1%), seguito dalla chat (24,3%). Il 6,1%
sceglie l’instant messaging, mentre il 5,2% preferisce i blogs, il 4,6%
le e-mail, il 4,1% i giochi di ruolo on line e, infine, il 3,8% il forum.
Per quanto riguarda le vittime di cyberbullismo, il 5,6% ha ricevuto messaggi, foto o video offensivi o minacciosi spesso (1,3%) o qualche volta (4,3%) e il 4,8% ne ha ricevuti seppur raramente. Percentuali maggiori di ragazzi, invece, dicono di aver trovato informazioni false sul proprio conto.
Infine, le vittime bullismo e cyberbullismo rivelano l’accaduto soprattutto ai coetanei (29,2%). Molti comunque preferiscono la protezione dei genitori (20,1%) o dei fratelli (6,7%), solo il 2,7% degli insegnanti. Il 22,3% invece non ne fa parola con nessuno.
L’uso dei nuovi media.
Ormai quasi 9 adolescenti su 10 utilizzano Internet, i dati indicano una diffusione molto eterogenea delle diverse applicazioni della Rete fra i ragazzi.
La netta maggioranza dei ragazzi manifesta un atteggiamento di chiusura nei confronti di chi li infastidisce in Rete: nel 31,6% dei casi se questa persona li cerca ancora non le rispondono; il 24,7% dei ragazzi dicono al molestatore che non deve più dar loro fastidio; il 24,1% per troncare ogni contatto con questa persona evita la chat/ forum/ sito dove l’ha incontrata. Solo una minoranza esprime un atteggiamento meno accorto: il 4,3% pensa che non gli possa succedere niente, l’1,7% è incuriosito e continua a comunicare.
Il 26,1% dei ragazzi ritiene che le storie d’amore nate su Internet siano rischiose perché si possono fare brutti incontri. Il 25,3% pensa che il modo più naturale di innamorarsi è conoscersi di persona; il 23% sottolinea che la conoscenza on line può essere ingannevole. Solo una minoranza di adolescenti pensa che Internet sia un modo come un altro per conoscersi e innamorarsi (13%), che permetta di conoscersi in modo più profondo dialogando senza essere influenzati dall’aspetto fisico (4%) o che permetta di conoscere con facilità un numero maggiore di persone tra cui scegliere (2%).
Social network. Il 71,1% degli adolescenti intervistati possiede un profilo su Facebook. Percentuali di gran lunga più ridotte di giovani utenti della Rete si radunano attorno a My Space (17,1%) e Habbo (10,4%). La realtà parallela che è possibile vivere in Second Life affascina solo il 2,6% dei ragazzi e il 2,5% fa parte di coloro che amano “cinguettare” su Twitter.
Fare comunità…a distanza. Il 28,7% degli adolescenti ritiene che i social network siano utili strumenti per rimanere in contatto con gli amici di sempre e con quelli che si trovano lontano o non si frequentano da molto tempo (23,6%). Fare nuove conoscenze rappresenta il motivo principale per cui il 14,9% dei ragazzi ha deciso di affacciarsi al mondo delle reti sociali sul web. Alcuni social dispongono di particolari applicazioni (giochi, gruppi, test) che rappresentano, per il 10,4% dei ragazzi una possibile alternativa per riempire il tempo libero. Ridotta, invece, appare la parte di campione che sfrutta questi mezzi di comunicazione per rintracciare notizie su eventi o argomenti di proprio interesse (2,8%). Le opinioni negative sull’argomento coinvolgono solo il 13% degli adolescenti che, nell’8% dei casi, considerano i social solo una perdita di tempo e, per il 5%, sono convinti che usarli possa mettere a rischio la riservatezza personale.