Istat studia la diffusione e l'utilizzo delle tecnologie nelle famiglie italiane. Televisione e cellulari le più presenti, ma crescono Internet e l'uso del computer. Una crescita che non basta a raggiungere la media europea, molto troppo distante anche nel 2008.
Redazione PMI-dome |
08 gennaio 2010
Le indagini Multiscopo condotte dall’Istat rilevano i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie. Nell’indagine "Aspetti della vita quotidiana", svolta nel febbraio 2009, si analizza la disponibilità presso le famiglie delle nuove tecnologie, il loro utilizzo da parte degli individui, le attività svolte con Internet, il web come strumento per comunicare e l’e-commerce. Il campione comprende 19 mila famiglie per un totale di 48 mila individui.
Anche se siamo ancora in svantaggio a livello europeo, in Italia crescono comunque ADSL, accessi a Internet e personal computer. I beni e i servizi tecnologici più diffusi restano sempe il televisore, presente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore DVD (63,3%), il videoregistratore (55,7%), e arrivano poi il personal computer (54,3%) e l’accesso a Internet (47,3%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che possiede il personal computer, passando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%). Migliora anche la qualità della connessione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connessioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta la connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga), dal 27,6% al 34,5%.
Tra le famiglie si osserva un forte divario tecnologico da ricondurre a fattori di tipo generazionale, culturale ed economico. Le famiglie costituite da sole persone di 65 anni e più continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici. All’estremo opposto si collocano le famiglie con almeno un minorenne, che raggiungono il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (51,6%).
E rispetto all'Europa?
È possibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Vicini all’Italia troviamo paesi come Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca registrano un tasso di penetrazione che supera l’83%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%. Valori vicini a quello dell’Italia si riscontrano per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio.
Tornando all'Italia...
Nel 2009 - in aumento rispetto al 2008 - il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11-19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. In linea con gli anni precedenti, si riscontrano forti differenze di genere sia nell’uso del personal computer che in quello di Internet. Dichiara, infatti, di utilizzare il personal computer il 52,8% degli uomini, a fronte del 42,5% delle donne, e naviga in Internet il 49,8% degli uomini e il 39,4% delle
donne.
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi precedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo.
Considerando il collegamento ad Internet senza fili, emerge che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%).
In Internet si usa la posta elettronica (79,1%), si consulta la rete per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%). Inoltre di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).