Con la crisi rischio di ritardo tecnologico di un anno. Per un maggior collegamento impresa-ricerca è al via progetto internazionale. Già ora dai privati il 70% dei fondi alla ricerca universitaria.
Redazione PMI-dome |
11 gennaio 2010
Un'indagine della Camera di commercio di Milano, che ha coinvolto 700 imprese a fine 2008, la crisi rischia di causare un ritardo tecnologico di un anno. Per questo occorre promuovere l’alleanza
tra università e imprese per la ricerca. Già oggi le università
lombarde mettono le imprese al primo posto tra i protagonisti della
ricerca. Non solo perché finanziano il 70% di tutti i fondi
universitari alla ricerca compresi quelli pubblici ma contribuiscono
anche alla produttività dei ricercatori.
Fanno meglio quelli che
collaborano all’esterno con 18 pubblicazioni in media in cinque
anni, un brevetto, una impresa spin off nata dalla ricerca nel 15%
dei casi. Percentuale ridotta che significa che i progetti vanno
quasi sempre in trasferimento tecnologico alle imprese senza bisogno
di creare altre realtà. Anche perché
sono le imprese a spingere sui
nuovi temi, 17% dei progetti contro il 9% di quelli dei ricercatori.
Ma
nel confronto internazionale in Lombardia risultano limiti. Nel
paragone con l’università cattolica belga di Leuven risultano
gruppi di lavoro più piccoli, 6 contro 15 persone, docenti più
anziani di 6 anni, meno pubblicazioni, 18 rispetto a 30, budget
inferiori, 200 rispetto a 460, internazionalizzazione limitata, un
terzo dei progetti contro la metà. Ma anche meno spin off, 15%
contro 40%, e meno propositivi verso le imprese, 40% contro 45%.
Altri dati della ricerca
- il 78% dei docenti ha collaborato
con le imprese negli ultimi cinque anni
- oltre il 70% non ha rifiutato
collaborazioni; chi rifiuta lo fa per mancanza di
tempo (52%), per mancanza di allineamento sul soggetto (54%), per il budget (48%)
- la collaborazione con le imprese
riguarda per il 35% la formazione e per il 60% consulenza e progetti
- nel budget imprese il 21% va alla
consulenza, il 43% ai progetti ricerca e 14% ai progetti
internazionali
- le imprese con cui collaborano
sono per il 60% della regione, per il 15% nazionali e per il 30%
internazionali
- chi collabora con le imprese ha
3,5 pubblicazioni annue tecnologiche e 1,5 scientifiche contro 1 e
meno di 1 di chi non collabora
- tra chi ha fondato una impresa
spin off il 73% è ancora impegnato e il 56% ne ha ricadute negative
e viene visto come concorrente dalle imprese
- le ricerche sono proposte dal
ricercatore nel 40% dei casi e dall’impresa nel 60% ma il 20% dei
ricercatori non é propositivo
Al via il Progetto Alta
Formazione Manageriale Valorizzazione della Ricerca Pubblica.
Promosso dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per
l’innovazione per incrementare la capacità operativa dei
technology transfer office (TTO) e degli industrial liaison office
(ILO) di Università, EPR e Agenzie regionali e locali, destinato
agli addetti degli uffici TTO/ILO di Università, EPR, Agenzie
regionali/locali, parchi scientifici e tecnologici e delle varie
tipologie di bridging institutions.
Il progetto è articolato su tre
fasi: corsi propedeutici full immersion di formazione in lingua
inglese della durata di due settimane, stage dei formandi selezionati
nell’ambito del corso, della durata di circa 2-3 mesi, presso
ILO/TTO di istituzioni, università, enti stranieri di alta
specializzazione e qualificazione ovvero strutture di alta
professionalità italiane specializzate nelle tematiche connesse al
TT); follow up.
Le prossime edizioni del corso si terranno nella primavera
2010. Gli stages all’estero sono iniziati nel settembre 2009. Per
informazioni Agenzia per la diffusione delle tecnologie per
l’innovazione Progetto Alta Formazione.