Immutata e molto diffusa l'anomalia di aziende con dominio "proprietario", ma con indirizzo e-mail "free", che si attesta a più del 45% del totale tra le imprese. Tra i liberi professionisti la percentuale sale ulteriormente.
Redazione PMI-dome |
12 gennaio 2010
L'analisi aggiornata stravolge i risultati del vecchio report. E'
oltre
il 55% la percentuale di aziende Italiane che ha un
proprio dominio
internet ma
più del 45% usa ancora le e-mail "free". Analizzando i
liberi professionisti la situazione è ancora più accentuata.
Il report presente prende in considerazione, anche questa volta, il
peso degli indirizzi e-mail "free" rispetto agli indirizzi email di
dominio, nel mondo dell'impresa. Per indirizzi "free" si intendono
tutti quelli, di norma gratuiti, forniti da provider nazionali
specializzati in questo settore (es. Libero, Tiscali, Gmail etc.) . Per
indirizzi di dominio si intendono invece quelli legati al sito Web
dell'impresa stessa (es. www.nomeazienda.it).
Il campione preso in considerazione è molto ampio,
495.649 aziende.
Come si evidenzia anche dal grafico, la percentuale di aziende con
indirizzo "free" è molto rilevante (44,26%), al punto da costituire
quasi la metà del totale.
Rimane praticamente immutata
e molto diffusa l'
anomalia di aziende con dominio "proprietario"
(www.azienda.it),
ma con indirizzo e-mail "free" (es:
nomeazienda@libero.it), che si attesta al 9,5% del totale degli
indirizzi free.
Anche in questa analisi, sui risultati incide la presenza dei "
liberi professionisti", ovvero
94.241 anagrafiche.
Come si può evincere dalla seconda immagine , la percentuale di e-mail "free" tra i professionisti è molto alta e si attesta al
68,27% del totale.
In leggera dimuzione l'"abitudine" ancora diffusa (e sempre
criticabile) di
condividere un indirizzo e-mail (di norma "free")
tra
due o più professionisti (7,4% del campione).
Questo è un dato che deve far riflettere, addetti ai lavori e non. Il
dominio internet (e relative e-mail), a prescindere dall'avere un sito
internet funzionante, dovrebbe costituire un "must" per le aziende,
come i biglietti da visita o la carta intestata. Discorso ancor più valido per i liberi professionisti, per cui il sito
internet costituisce spesso uno dei pochi veicoli promozionali per lo
sviluppo della propria attività, senza i pesanti vincoli dettati dagli
ordini professionali.
Il fatto che ci siano così tante aziende e professionisti che
decidono di fare a meno di questi idispensabili complementi, a fronte
di costi irrisori (25-40 euro/anno per dominio + n caselle email)
merita una valutazione attenta.
La paura manifestata da molte aziende intervistate, ovvero
la paura di
"perdere" i contatti a seguito dell'abbandono del vecchio indirizzo,
incide sicuramente sul comportamento.
La carenza comunicazionale da parte dei provider e delle web agency,
soprattutto nel fugare queste paure dettate dalla scarsa familiarità ha
un peso ancora maggiore.
Report a cura di
Bancomail