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PMI Dome

Interesse crescente nel cloud storage, ma permangono preoccupazioni

Oltre il 50% dei partecipanti sta considerando i servizi cloud per ridurre i costi, gestire volumi di dati in crescita, sostituire i nastri e potenziare il disaster recovery offsite.
Redazione PMI-dome | 21 gennaio 2010

Secondo un recente sondaggio CommVault condotto sui clienti di tutto il mondo per verificare l’interesse nei servizi di cloud storage e identificare eventuali considerazioni, le aziende evidenziano preoccupazioni legate a sicurezza e privacy. Il sondaggio ha raccolto 535 risposte da imprese di tutte le dimensioni, di cui il 50% con oltre 1.000 dipendenti. Quasi il 60% di coloro che hanno risposto gestisce tra i 6 e i 75 TB di dati confermando il trend che vede imprese di ogni settore e dimensione valutare attentamente i vantaggi principali offerti da servizi di cloud storage.

Secondo il sondaggio, il 52% degli intervistati sta considerando l’utilizzo di questi servizi oggi o in futuro. La maggior parte ha parlato di volumi di dati crescenti quale motivazione principale, seguita da limiti nelle capacità storage, data center più estesi, requisiti di conservazione più lunghi e infrastrutture di storage costose.

In ordine di importanza, il 33% degli intervistati ha indicato il disaster recovery offsite quale vantaggio principale dell’adozione del cloud storage. Tra gli altri benefici vi sono la capacità di sostituire o integrare le soluzioni a nastro, così come la possibilità di sfruttare modelli di pricing flessibili, ridurre i costi complessivi grazie a minori spese di capitale hardware, diminuire le dimensioni dello storage nel data center e aumentare la capacità storage.

Oltre il 75% dei partecipanti ha espresso preoccupazioni legate al passaggio al modello cloud storage: al primo posto vi sono sicurezza e privacy (30%).

Mentre il mercato continua a segnalare problemi legati al costo della gestione dell’IT e dello storage on-premise (che può anch’esso essere notevolmente ridotto con il passaggio nel cloud), solo il 17% ha indicato come principale preoccupazione il costo dell’implementazione dei servizi cloud. L’affidabilità è infatti risultata più significativa del costo ed è stata indicata come preoccupazione principale dal 20% degli intervistati. La scalabilità si è posizionata al quarto posto, dopo il costo.

Secondo il sondaggio, il 43% dei partecipanti prevede di archiviare tra i 6 e i 75 TB di dati nel cloud, mentre il 60% gestisce attualmente in-house la stessa quantità di dati su storage primario. Inoltre, quasi il 50% sposta tra i 6 e i 75 TB di storage su nastro al mese per offsite vaulting. Una volta che i dati sono nel cloud, il 24% degli intervistati pensa di conservarli per oltre 6 anni, mentre l’8% li terrà per oltre 10 anni. Per i clienti che pensano di avvalersi del cloud, il 31% prevede di dedicare tra 1,6 e 30 Mbps di banda esclusivamente all’accesso cloud storage, mentre il 15% ha in programma di destinare tra 31 e 130 Mbps.


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