L’ENISA, l’agenzia della UE per la "sicurezza cibernetica", presenta il suo terzo "Rapporto sullo spam", ovvero le misure antispam adottate dai provider europei di servizi Internet (ISP). Il Rapporto, che non evidenzia progressi significativi nella lotta allo spam, analizza budget stanziati per i software antispam, impatto e gestione dello spam.
Redazione PMI-dome |
27 gennaio 2010
Il
sondaggio è stato
rivolto a provider di servizi e-mail di vari tipi e dimensioni e ha ricevuto risposte da 100 intervistati di 30 diversi paesi dell’UE (26/27 stati membri della UE); sono state gestite 80 milioni di caselle di posta elettronica. Il sondaggio
ha analizzato i modi con cui i provider di servizi e-mail combattono lo spam nelle proprie reti e ha individuato i sistemi più all’avanguardia nella lotta allo spam.
Tra i principali risultati della ricerca:
-
Meno del 5% di tutto il traffico e-mail viene recapitato alle caselle di posta elettronica. Ciò significa che il volume principale delle e-mail, ovvero il 95%, è spam. Questo dato rappresenta un cambiamento minimo rispetto al 6% registrato nei precedenti rapporti dell’ENISA.
- Il
70% degli intervistati considera
lo spam estremamente significativo o comunque significativo per la sicurezza delle loro operazioni.
- Per oltre 1/4 degli intervistati,
più del 10% delle richieste di assistenza informatica riguardavano problemi di spam.
- Tra i
provider di piccole dimensioni, 1/4 degli intervistati dedica ogni anno oltre 10.000 euro di budget al software antispam.
- 1/3 dei
provider di grandi dimensioni stanzia budget superiori a un miliardo di euro all’anno per il software antispam.
La lotta allo spam ha raggiunto un certo livello di maturità. Gli ISP utilizzano misure di diversi tipi: tecniche, conoscenze, regolamenti e normative in materia. Le blacklist sono gli strumenti antispam più diffusi.
In media vengono utilizzati 5 tipi di misure. Gli ISP considerano la prevenzione antispam un vantaggio competitivo per attrarre e mantenere i clienti. Tuttavia,
lo spam non è un fattore critico.
Il
Dr. Udo Helmbrecht, Executive Director dell’ENISA, conclude: “
Lo spam rimane per l’Europa un aggravio inutile, dispendioso in termini di tempo e di denaro. Dal numero di messaggi spam riscontrato, posso soltanto dedurre che sia necessario maggiore impegno per la soluzione del problema. I provider di posta elettronica dovrebbero monitorare meglio lo spam e identificarne la fonte. I responsabili delle politiche e le autorità competenti dovrebbero chiarire i conflitti tra filtro antispam, privacy e obbligo di consegna”.
Entro la fine del 2010, ENISA consegnerà un Rapporto sui botnet per studiare le cause alla base dello spam. I botnet sono reti di sistemi controllate da migliaia di computer, infettate da programmi malevoli nascosti, i "bot", finalizzate alla distribuzione di spam e attività criminali.