Secondo uno studio congiunto realizzato da Oracle e Quocirca, le imprese attribuiscono alla finanza aziendale un ruolo centrale nel monitoraggio delle performance d’azienda.
Redazione PMI-dome |
28 gennaio 2010
Oracle ha reso noti gli interessanti risultati di uno studio sull'Enterprise Performance
Management (EPM), una seconda seconda edizione di un report che
analizza i progressi compiuti dal mondo delle imprese verso la Management Excellence.
Condotto dalla società di analisi Quocirca, Oracle EPM Index II valuta
le imprese di Europa e Nordamerica per la loro capacità di unire
processi gestionali e sistemi informativi in modo da ricavare una
visione consolidata delle performance aziendali.
Su una scala da 0 a 10, il punteggio medio ottenuto dalle imprese analizzate è stato pari a 7,04,
registrando un +38% rispetto al precedente 5,13: un aumento che
riflette il maggiore senso di fiducia nella gestione delle performance
a prescindere dall'area geografica, dalle dimensioni aziendali e dal
mercato di appartenenza.
Secondo Oracle, questo
incremento di fiducia è direttamente legato alla recessione globale. La
prima edizione dell'EPM Index è stata realizzata nel gennaio 2009,
momento in cui il peggioramento dello scenario economico stava mettendo
a dura prova il mondo delle aziende. La conseguente valutazione
dell'efficienza operativa fece emergere la mancanza di integrazione e
la scarsa qualità dello scambio informativo tra le principali funzioni
aziendali.
Il miglioramento dell’Indice che scaturisce
da questa seconda edizione non è necessariamente legato a effettivi
miglioramenti, piuttosto al fatto che le imprese si considerano
maggiormente pronte a far fronte a questo genere di difficoltà.
Questa seconda edizione ha coinvolto 800 decision maker – di cui 100 in Italia - a cui è stato chiesto
di assegnare un punteggio alle rispettive aziende sulla base dei
processi e della precisione delle informazioni in sei diverse aree: il contesto degli stakeholder, il modello di mercato, il modello di business, il business plan, le attività e i risultati di business.
Oltre
a un generale e significativo progresso della fiducia verso
l'eccellenza manageriale, i risultati relativi alle sei aree analizzate
dall' EPM Index II rivelano che le imprese:
- sono più aperte ad aderire ai principi dell'Enterprise Performance Management;
- registrano sensibili miglioramenti nei loro processi di pianificazione e reporting;
- restano ancora troppo focalizzate sul loro contesto interno,
compromettendo così le aspettative degli stakeholder, e presentano
scarse opportunità di integrazione fra le aree operative;
- al
fine di favorire la crescita, si focalizzano fortemente sulla
fidelizzazione dei clienti, rispetto a nuovi prodotti, servizi o aree
geografiche;
- riconoscono l'importanza della Business Intelligence come strumento chiave nel reporting.
L’Indice italiano cresce meno velocemente
- La
forte crescita dell’Indice generale penalizza la posizione dell’Italia
che, pur incrementando il proprio indice lo fa meno bene degli altri
paesi e viene scavalcata passando dal secondo all’ultimo posto ma
facendo registrare comunque un incremento importante: dal 5,23 al 6,63.
- Trattandosi
di un indice di autovalutazione, mettendo a confronto i due indici il
dato che emerge è che rispetto agli altri paesi, gli italiani hanno
sottostimato l’impatto che una non-gestione dei vari componenti della
Management Excellence può avere. Questa evidenza è emersa in
conseguenza della crisi.
“
Il risultato dell’Italia è certamente
meno
positivo rispetto a quello degli altri paesi, ma segna comunque un
sensibile incremento della consapevolezza che la Management Excellence
sta ormai diventando uno degli obiettivi a cui tende il decisore
aziendale - ha dichiarato
Claudio
Bastia, Senior Sales Director
EPM&Oracle Applications Commercial and Industrial Market, Oracle
Italia.
Il trend è confermato anche
dal continuo interesse che vediamo
sul mercato italiano per le nostre soluzioni di EPM e di Business
Intelligence che posizionano Oracle Italia sul podio a livello europeo”.
I principali risultati della ricerca Le imprese accettano i principi dell'EPM
- un terzo circa delle imprese ritiene che i sei processi siano
interconnessi e che richiedano quindi un approccio integrato (un dato
che nella precedente edizione era pari a un quinto);
- in
passato erano più di un quarto le aziende secondo le quali i sei
processi potevano essere considerati isolatamente. Una proporzione che
oggi non supera il 5%.
Fiducia nella pianificazione e nel reporting Oracle EPM Index II mette in evidenza miglioramenti sostanziali nei processi aziendali di pianificazione e reporting:
- i maggiori incrementi proporzionali nei valori generali dell’EPM Index
II attengono alle aree Business Plan (44%), che valuta la capacità di
pianificare il business in risposta alle mutevoli circostanze operative
e condizioni di mercato e Market Model (40%), che misura la capacità
dell'azienda di comprendere appieno, e quindi capitalizzare, il proprio
posizionamento nel settore alla luce delle dinamiche di mercato in
continua evoluzione.
- In termini assoluti, il valore 7,32 del
Business Results Index è divenuto il punto di riferimento ed esprime
l'accresciuta pressione sulla capacità di riferire sui risultati reali.
Stakeholder
in secondo piano per via della mancanza di integrazione e
dell'eccessiva focalizzazione delle imprese sulle attività interne
E' eccessiva la focalizzazione interna da
parte delle imprese e la scarsa integrazione fra le loro aree operative:
- il coinvolgimento degli stakeholder, ovvero il processo che mette in
correlazione la strategia aziendale con gli interessi delle principali
parti coinvolte (dipendenti, clienti, fornitori, autorità, comunità e
investitori), ha registrato segnali di peggioramento rispetto agli
altri indici e alla media in generale.
- nell'insieme,
nonostante i singoli indici abbiano riportato notevoli miglioramenti
rispetto al ciclo precedente, è aumentata la variazione fra gli
indicatori, a significare la scarsa focalizzazione nei confronti
dell'integrazione fra le diverse aree aziendali finalizzata a
un'ottimizzazione complessiva delle performance.
L'attenzione alla customer loyalty come driver di crescita
L’Index
nell’area Business Model mette in luce una aumentata focalizzazione
sulla fidelizzazione dei clienti, intesa come fattore in grado di
determinare la crescita aziendale. Sebbene la conquista di nuovi
clienti si confermi l'aspetto più rilevante, se si analizzano gli
elementi sui quali le imprese si concentrano al fine di favorire la
crescita nella fase di ripresa dalla recessione, si nota uno
spostamento da nuovi prodotti e servizi (dal secondo al terzo posto nel
primo report al terzo e quarto nell'EPM Index II) alla riduzione del
turnover dei clienti (dal quarto al secondo posto).
La Business Intelligence si afferma quale strumento chiave di reporting per il raggiungimento della Management ExcellenceLe imprese che hanno definito la BI come uno strumento di monitoraggio
e reporting "importante" o addirittura "essenziale" hanno registrato
punteggi ben superiori alla media generale (rispettivamente 7,4 e 7,5 –
la differenza rispetto alla media è praticamente raddoppiata in questa
edizione del report).
In generale è aumentato il riconoscimento delle funzionalità della BI e del ruolo che ricopre ai fini del perseguimento della Management Excellence:
- oltre la metà degli intervistati considera la BI come un importante
strumento di reporting (rispetto al 20% registrato nell'edizione
precedente dello studio);
- la percentuale degli intervistati
che ritiene la BI uno strumento costoso per la semplice visualizzazione
di dati, o che si dice comunque "non sicura" a riguardo, è passata dal
40% al 12%.
“
Il
risultato più interessante dello studio Quocirca riguarda la maggiore
consapevolezza rispetto alla necessità di integrare le sei diverse
aree, anche se si tratta di un obiettivo non raggiungibile
nell'immediato - ha evidenziato
Clive
Longbottom, Research Director di
Quocirca.
Stiamo assistendo a una fase
di un lungo percorso nell'EPM,
da un approccio a silos dello scorso marzo fino all'attuale migliore
comprensione dei bisogni. Quocirca ritiene che, utilizzando i giusti
strumenti, le imprese possano mettere a frutto quanto fatto sino ad
ora, guardando avanti verso un insieme di processi EPM molto più coeso
e coerente”.