L’indagine McAfee, realizzata dal CSIS, evidenzia che il 40% delle società che forniscono infrastrutture critiche prevede un maggior numero di attacchi nei prossimi 12 mesi. I recenti attacchi sofisticati svelati da Google dimostrano i rischi subiti dalle infrastrutture critiche.
Redazione PMI-dome |
29 gennaio 2010
McAfee ha
presentato un report che evidenzia i
costi esorbitanti e l’elevato
impatto che gli attacchi informatici hanno sulle infrastrutture critiche come le
reti elettriche, la produzione gaspetrolifera, le reti di telecomunicazioni e dei
trasporti. L’indagine, condotta su
600 dirigenti responsabili
dell’IT e della sicurezza che lavorano in aziende che forniscono
infrastrutture critiche a livello mondiale, ha evidenziato che più della metà
di loro (54%) ha già subito attacchi su larga scala o “infiltrazioni occulte”
da parte di gang criminali organizzate, terroristi o da stati-nazione. La media
dei costi stimati per i tempi di fermo, a seguito di un attacco informatico
grave, è di
6,3 milioni di dollari al giorno.
Il Report dal titolo “Nel
mirino: l’infrastruttura critica nel periodo della guerra
informatica”, commissionato da McAfee e redatto dal CSIS (Center for Strategic
and International Studies), ha rilevato che il rischio di attacchi cibernetici
è in aumento. Nonostante il crescente numero di leggi e normative, più di un
terzo dei responsabili IT (37%) ha dichiarato che la vulnerabilità del loro
settore è aumentata negli ultimi 12 mesi, e due quinti di loro si aspetta un
incremento di incidenti di sicurezza entro il prossimo anno. Solo il 20% ritiene
che il settore sia al sicuro da attacchi cibernetici gravi per i prossimi
cinque anni.
Molte delle infrastrutture
critiche dislocate in tutto il mondo sono state realizzate per fornire
affidabilità e disponibilità, non sicurezza. Tradizionalmente, queste aziende,
hanno fatto affidamento su guardie, cancelli e armi. Oggi, tuttavia, le reti
dei computer sono collegate alle reti IT aziendali e alle reti
dell’infrastruttura, accessibili da qualsiasi parte del mondo.
“Data l’attuale
situazione economica, è necessario che le aziende si preparino
all’instabilità che gli attacchi informatici sulle infrastrutture
critiche potrebbero causare”, ha dichiarato Dave DeWalt, Presidente e
CEO di McAfee. “Dal trasporto pubblico, all’energia fino
alle telecomunicazioni, ci sono sistemi dai quali dipendiamo ogni giorno. Un
attacco in uno di questi settori potrebbe provocare sconvolgimenti economici
molto estesi, disastri ambientali, perdita di proprietà e persino della vita.
Il recente attacco denominato “Operazione Aurora” è stato uno dei
più estesi e sofisticati volto a colpire aziende specifiche, ma avrebbe potuto
facilmente essere rivolto contro il mondo della infrastrutture critiche”,
ha continuato DeWalt. “L’attacco annunciato da Google e individuato
da McAfee è stata la minaccia più complessa degli ultimi anni, un momento di
svolta nella sicurezza informatica online a causa della natura coordinata e
mirata dell’attacco”.
I principali risultati del report:
- Poca fiducia nel livello di preparazione:
oltre un terzo delle persone coinvolte nell’indagine ritiene che il proprio
settore non sia preparato ad affrontare attacchi importanti o “infiltrazioni
occulte” da parte di avversari di alto profilo. Arabia Saudita,
India e Messico risultano i meno fiduciosi.
- Aumento dei rischi a causa dei tagli per la recessione:
due terzi dei responsabili IT intervistati sostiene che l’attuale
congiuntura economica ha provocato riduzioni nelle risorse disponibili in
ambito sicurezza; uno su quattro ha dichiarato che il numero delle risorse
è diminuito del 15% e, in alcuni casi, anche di più. Tagli rilevanti hanno
riguardato i settori dell’energia e gas-petrolifero.
- Coinvolgimento delle istituzioni negli attacchi
informatici: il 60% degli
intervistati afferma che esponenti di governi stranieri sono stati
coinvolti in passato in infiltrazioni sulle infrastrutture. Tra i paesi
colpiti maggiormente da queste minacce alla sicurezza delle infrastrutture
critiche, ai primi posti ci sono Stati Uniti (36%) e Cina (33%).
- Leggi inefficaci nella protezione contro eventuali
attacchi: più della metà dei dirigenti
(55%) ritiene che le leggi nel proprio Paese siano insufficienti per
impedire eventuali attacchi informatici con le aziende. Russia, Messico e
Brasile sono i paesi dove c’è maggiore scetticismo. Il 45%, invece,
crede che le istituzioni non siano in grado di prevenire o affrontare
attacchi.
- Le società di assicurazione sostengono il peso maggiore
dei costi derivanti dagli attacchi informatici:
più della metà delle persone coinvolte nell’indagine si aspetta che
le assicurazioni si accollino i costi dell’attacco informatico,
mentre quasi uno su cinque sostiene che i costi ricadrebbero sui
contribuenti o sui clienti. Poco più di un quarto si aspetta un supporto
dalle istituzioni.
“Le questioni governative
sono al centro di ogni dibattito sulla sicurezza per le infrastrutture
critiche”, ha dichiarato Stewart Baker, distinguished visiting fellow al CSIS
e avvocato presso lo studio Steptoe and Johnson. “I rapporti tra il
governo e le aziende del settore privato coinvolte sono complessi, ma è
importante che ognuno abbia fiducia nelle capacità dell’altro. Il settore
della sicurezza si impegnerà a fare un passo avanti, ma in assenza di qualche pozione
magica, le normative hanno un ruolo fondamentale nel proteggere le
infrastrutture in tutto il mondo”.